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Caso Ikea. Si Cobas: “Cassa integrazione per un’azienda non in crisi” foto

I facchini aderenti a Si Cobas hanno partecipato alla manifestazione promossa da Network Antagonista Piacentino per mantenere alta l’attenzione nei confronti dei lavoratori del deposito Ikea, a sostegno dei diritti dei migranti e di solidarietà al popolo palestinese.

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I lavoratori di Ikea tornano in piazza. E’ successo nel pomeriggio di sabato 17 novembre quando, dalle 16.30 in poi, i facchini aderenti a Si Cobas si sono ritrovati ai Giardini Margherita di Piacenza per poi partire in corteo sino a piazza Cavalli.

La manifestazione è stata promossa dal Network Antagonista Piacentino per mantenere alta l’attenzione nei confronti dei lavoratori del deposito Ikea di Le Mose e non solo. “La manifestazione – ha detto Carlo Pallavicini – era stata pensata come una giornata contro il razzismo, a sostegno dei diritti dei migranti, come Rifondazione Comunista, Network Antagonista Piacentino e le soggettività migranti ne hanno fatte tante in città. Poi, cammin facendo, è diventata anche di solidarietà ai facchini Ikea che hanno fatto i picchettaggi nelle settimane scorse e, da 48 ore a questa parte, anche di solidarietà al popolo palestinese”.

Presente ai Giardini Margherita, insieme ai lavoratori, anche Aldo Milani di Si Cobas. “Le risposte delle cooperative – ha detto in relazione alle risposte attese la prossima settimana dopo gli incontri tra lavoratori sospesi, rappresentanti delle cooperative e Si Cobas – le sappiamo già: o i lavoratori accettano lo spostamento in altri posti di lavoro alle stesse condizioni o li metteranno in cassa integrazione. Ciò significa che la cassa integrazione serve proprio per questi lavoratori sospesi e per la quarantina che resta fuori dall’azienda”. “Sul piano formale – ha detto – Ikea non ha niente. Ha voluto punire questi lavoratori, metterli in castigo per 2 o 3 mesi. Il sindaco Paolo Dosi ha detto che si troverà la normalità il prossimo gennaio: non è così, la normalità c’è già ora, è stata data la cassa integrazione ad un’azienda che non è in crisi. La cassa integrazione, infatti, si concede alle aziende in crisi, non a quelle che spostano l’attività, che fanno una serrata”. 

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