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Ikea, riecco i blocchi del Si Cobas. Uil: “Irresponsabili, Ceva chiude” foto

Riprendono i blocchi degli attivisti del Si. Cobas davanti ai cancelli dell’Ikea di Piacenza. Questa mattina all’alba il picchetto ha impedito l’ingresso e l’uscita dei mezzi 

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Riprendono i blocchi degli attivisti del Si. Cobas davanti ai cancelli dell’Ikea di Piacenza. Questa mattina all’alba il picchetto composto da una cinquantina di persone ha impedito l’ingresso e l’uscita dei mezzi dagli stabilimenti di Le Mose: sul posto le forze dell’ordine che hanno aperto un varco per far ripartire il transito dei mezzi. Il picchetto è poi stato sciolto autonomamente. Nei giorni scorsi il Si Cobas aveva nuovamente posto il tema del reintegro dei lavoratori sospesi e del ricorso a straordinari all’interno degli stabilimenti.    

IL COMUNICATO del consorzio Cgs delle coop che operano all’interno di Ikea Piacenza: “Nessun lavoratore in cassa integrazione” 

Oggi a partire dalle prime ore del mattino, 9 nostri soci lavoratori, insieme ad alcune decine di persone provenienti da altri impianti che nulla hanno a che fare con il Consorzio CGS, hanno bloccato per alcune ore l’accesso al deposito IKEA DC2 di Piacenza, impedendo a mezzi e personale di entrare, nonostante non vi sia alcuna istanza verso le Società Cooperative di cui fanno parte.

Questi soci lavoratori sono già stati reintegrati e destinati a siti dell’area ma non si stanno presentando al posto di lavoro.  In questo momento i depositi IKEA stanno lavorando a pieno regime, sia per la gestione della coda dei container in entrata dal porto di Genova, sia per un incremento imprevisto dei volumi di merce richiesti dalle sedi IKEA presenti nel mediterraneo orientale. Grazie a questa situazione favorevole la nostra forza lavoro è completamente impegnata e nessun socio lavoratore ha, ad oggi, usufruito delle ore di cassa integrazione che avevamo provveduto a richiedere, sulla base della diminuzione dell’attività prevista fino al 31/12. Di questa situazione sono state preventivamente informate anche le tre confederazioni sindacali Cgil Cisl e Uil.    

Giampiero Gortanutti, presidente del Consorzio Cgs  

IKEA, BOROTTI: «PRETESTUOSE LE PROTESTE DEI SI COBAS» INTANTO CEVA, DOPO LE PROTESTE, IL 31 DICEMBRE CHIUDERA’ I BATTENTI

«Sono degli irresponsabili». Il segretario provinciale della Uil Massimiliano Borotti non usa mezzi termini per definire l’atteggiamento dei Si Cobas, che, promuovendo un nuovo «pretestuoso» blocco dei cancelli davanti allo stabilimento Ikea di Le Mose rischiano di infliggere una nuova ferita al sistema economico locale.
Prima di soffermarsi sulle nuove proteste che coinvolgono la multinazionale svedese dell’arredamento, Borotti ci tiene a riportare l’attenzione sul caso della Ceva di Cortemaggiore, che con il 31 dicembre cesserà le attività di logistica, mentre i due operatori rimasti, per ragioni varie, si trasferiranno in altre province.

E’ questo il risultato delle proteste che, ancora una volta, nei mesi scorsi, videro protagonisti i Si Cobas, che, ricorda Borotti, «ci accusarono di fare del terrorismo quando ventilammo il rischio di un trasferimento delle attività». Il risultato, invece, è sotto agli occhi di tutti, con Ceva costretta a disdire gli appalti con il consorzio Cal per il facchinaggio e con il consorzio Cegs per il portierato e con i lavoratori destinati alla cassa integrazione in deroga.

«Speriamo che la storia non si ripeta – commenta Borotti – ma ci preme sottolineare che, già in più di una occasione, abbiamo suggerito di prestare maggiore cautela nei confronti di un importante operatore come Ikea, che, nel rispetto dei contratti, offre lavoro a 500 famiglie piacentine». Anche perché, come sottolinea il segretario dell’organizzazione di via Scalabrini, i Si Cobas, ancora una volta, promuovendo i blocchi, hanno agito in maniera pretestuosa e non premurandosi di raccontare la verità fino in fondo. La nuova protesta, infatti, sarebbe stata organizzata – ancora una volta – per denunciare la sospensione di otto lavoratori soci delle cooperative che operano all’interno di Ikea.

«Peccato – spiega Borotti – che i Si Cobas si siano dimenticati di dire che mercoledì scorso gli otto soci siano stati convocati per riprendere il lavoro, ma pare che non si siano presentati, esponendosi così a possibili nuove contestazioni disciplinari previste dal contratto nazionale». Un contratto che, conclude Borotti, il responsabile dei Si Cobas Aldo Milani dimostra di non conoscere quando dice che ci sono lavoratori in cassa integrazione e altri costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno: il monte ore ordinario, infatti, come stabilisce il contratto, si calcola su base mensile (non giornaliera), mentre è bene ricordare che la cassa integrazione, avviata dopo i blocchi che costrinsero Ikea al piano straordinario che comportò lo spostamento di 10mila metri cubi di merce da Piacenza, non è stata mai effettivamente utilizzata.

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