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Bilancio, l’opposizione attacca “Migliorare la città, non sopravvivere”

 E intanto si muovo i primi passi verso le amministrative del 2017. 

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“Se il sindaco Dosi pensa a sopravvivere, noi crediamo che gli amministratori dovrebbero migliorare Piacenza”. Vanno subito all’attacco i rappresentanti dell’opposizione dopo la presentazione del bilancio di metà mandato della Giunta Dosi. Una opposizione in realtà rappresentata solo da alcuni membri dell’ormai sempre più frammentata coalizione di minoranza: presenti Tommaso Foti e Erika Opizzi (Fd’I), Maria Lucia Girometta (Fi), Massimo Polledri (Lega).

Le contestazioni mosse all’amministrazione Dosi spaziano dalla sicurezza (che non c’è), all’aumento delle tariffe (con il ritocco Imu per le esenzioni per il comodato d’uso gratuito), sanità e welfare (con la “riforma” dell’Asp che avrebbe lasciato abbandonato a se stesso metà del Vittorio Emanuele), centro deserto e poco animato, se non nel fine settimana grazie allo spirito imprenditoriale di alcuni privati, strategia assente su Expo, sia a Piacenza che a Milano. La “zolla” (dove non si possono fare degustazioni ) risulta essere un’occasione persa vista l’ottima posizione. 

Alla domanda se l’opposizione però non soffra di problemi di posizionamento: dopo i proclami di unità di schieramento di un anno fa si è passati a votazioni eterogenee su temi importanti come BorgoFaxhall e Asp. 

“E’ finita l’epoca delle contrapposizioni – dice Polledri -, da parte nostra è stata tesa più volte una mano alla maggioranza, sul Psc ad esempio abbiamo cercato di collaborare. Il centrodestra in questo momento non è nelle condizioni ottimali, a Piacenza come in Italia”. 

“Come indole noi del centrodestra siamo più liberi, non seguiamo diktat di partito come fa la sinistra – interviene Opizzi -, ma è vero che nel Pdl erano più coesi. Rispetto alle nostre intenzioni di opposizione a Piacenza è venuto meno il coordinamento che ci eravamo previssati. Forse ci siamo sopravvalutati. Ma è giunto il momento di costruire un nuovo progetto del centrodestra, in vista delle prossime amministrative”. 

“Sarà questo anche l’intendimento nazionale – aggiunge Polledri -, anche perché é l’Italicum a spingere verso questa direzione. a meno di non voler lasciare il M5s al ballottaggio con il Pd”. 

 

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