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“Quel che di fragile c’è”, Antonio Ferrari in concerto al President

Antonio Ferrari non è proprio un esordiente. Dopo la gavetta con una cover band dei Negramaro (Blackbitter), ha recentemente pubblicato da solista un paio di singoli, “Musica” e “Per te” (2012). Tuttavia, solo oggi arriva al debutto su lunga distanza.

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ANTONIO FERRARI

Quel che di fragile c’è 2015

Ancora pochi giorni di attesa e potrete scoprire un nuovo cantautore piacentino. Che stia nascendo una “piccola scuola” locale? Antonio Ferrari non è proprio un esordiente. Dopo la gavetta con una cover band dei Negramaro (Blackbitter), ha recentemente pubblicato da solista un paio di singoli, “Musica” e “Per te” (2012). Tuttavia, solo oggi arriva al debutto su lunga distanza. Il suo primo album è intitolato “Quel che di fragile c’è”, ed è il frutto di due anni di intenso lavoro. L’album è prodotto da Giancarlo Boselli, che ha alternato con sapienza sonorità pop-rock – le coordinate sono qui ancora i Negramaro, come nel caso della title-track, Coldplay (l’intro di “Vivere il momento”) e Cesare Cremonini – e atmosfere più cantautoriali e intimiste (lui è un grande fan di Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori), ed è composto da nove inediti.

“Dovevano essere otto – ci ha raccontato Ferrari – ma poi ci siamo accorti che mancava ancora qualcosa e allora ho scritto di getto “Carmelina””, che non a caso è l’ultima in scaletta. Ed è una fortuna, aggiungiamo noi, perché dal primo momento ci è sembrata come una delle canzoni più forti, con quella coda di canti di montagna registrata da lui stesso a casa di suo nonno, nella valle di Bobbiano.

Le liriche – tutte di suo pugno – riflettono la sensibilità, la carica umana e anche la timidezza del giovanissimo artista (è nato nel 1991), cosa che a noi non dispiace affatto, in un periodo in cui le classifiche sono piene zeppe di cialtroni e spacconi più tatuati dei calciatori. “Sono doti o virtù che normalmente vengono viste come negative – dice – io credo che debbano essere rivalutate”. Fragilità peraltro rappresentata da un uomo che cammina su un filo, un filo che si è spezzato, sulla copertina dell’album e sul poster del concerto.

Tra le canzoni, le nostre preferite sono “Per sentito dire”, che ha un taglio molto radiofonico, e la ballata pianistica “Dentro a un cassetto”, tra Niccolò Fabi e Tiromancino, e “Il ritratto di questo pianeta” (“Cerco di vivere senza pensare/perché pensare mi fa stare male/Vago nel caos, senza una meta/Sono il ritratto di questo pianeta”); “Noi” invece è un ritratto generazionale, dedicato agli amici di sempre, che lo aiutano nel coro in chiusura.

“Quel che di fragile c’è” è disponibile dal 30 ottobre on line, su tutte le piattaforme digitali, iTunes e Spotify compresi. Il primo singolo cita Mary Poppins, “Un po’ di zucchero”, ed è accompagnato da un videoclip che è già su Youtube. Ma l’occasione migliore per conoscere da vicino l’album è la sua presentazione – in esclusiva – al Teatro President di Piacenza, questo mercoledì 9 dicembre (ore 21), con un concerto che vuole essere anche una festa, la degna conclusione di un lungo lavoro che ha lasciato Antonio e il suo entourage molto soddisfatti. Noi gli auguriamo che possa essere solo un inizio.

Nell’occasione, sarà accompagnato da Matteo Calza e Luca Lavelli alle chitarre, Alain Scaglia alle tastiere, Filippo Pollastri al basso, Elisa Simonazzi e Simona Zeccone ai cori.

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