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25 aprile, la festa in piazza dell’Anpi nel segno della musica 

Torna la musica "resistente" in piazza Cavalli. Le celebrazioni per il 70esimo anniversario della liberazione a Piacenza avranno l'immancabile appendice musicale

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Torna la musica “resistente” in piazza Cavalli. Le celebrazioni per il 70esimo anniversario della liberazione a Piacenza avranno l’immancabile appendice musicale.  

Il concerto del 25 aprile organizzato dall’Anpi Comitato Provinciale di Piacenza in collaborazione con il Comune di Piacenza sono una componente essenziale della festa civile più importante della nostra Repubblica. Perchè il 25 aprile non è solo il doveroso ricordo e l’omaggio ai caduti, ma anche allegria con la dimensione della condivisione e dello stare insieme per festeggiare per la libertà riconquistata dopo la dura lotta. 

Il programma è alquanto ricco e prevede l’esibizione di diversi gruppi musicali a partire dalle 18 con stand gastronomici. 

SHANDON

BIO da Rockol.it
Olly, Marco, Andrea, Alberto, Fabio e Walter fondano gli Shandon a Milano nel 1994 (della formazione originaria, che subirà nel tempo diversi avvicendamenti, allo scioglimento saranno rimasti solo Olly e Andrea).
Nel 1995 realizzano il demo “Punkbillyskacore”, che contiene “Questosichiamaska”, vero e proprio inno del gruppo. Nello stesso anno gli Shandon partecipano al “Teste Vuote Ossa Rotte”, festival punk hardcore con Pennywise, Sick of It All, Joykiller e, in seguito, fanno da supporter ai Rancid.

Queste apparizioni e l’intensa attività live del gruppo suscitano l’interesse della TVOR, etichetta indipendente milanese che co-produce l’esordio discografico della band, “Skamobile” (1997).
Poi gli Shandon, per l’indipendente Gappa Records, registrano “Due gusti due baci”, EP su vinile di 6 brani.
Nel 1998 esce l’album NICE TRY, e gli Shandon partecipano (insieme a Persiana Jones, Klasse Kriminale e Vallanzaska) alla compilation “Italian Ska Invasion” con un pezzo inedito. “My Ammonia”.
Intanto gli Shandon suonano come supporto a Pennywise, Vandals, Offspring, Blink-182, NOFX, Punkreas.
All’inizio del giugno 2000 viene pubblicato il terzo album, FETISH, che contiene una cover di “Seek and destroy” dei Metallica.
Dopo poco più di sei mesi, gli Shandon decidono di pubblicarne una versione rieditata dell’album, con allegato un EP di tre brani. Sono presenti in un tribute-album agli AC/DC con una cover di “Hell’s bells”.
Continua intensa l’attività live, anche in Europa (nel 2001 suonano in Belgio, Olanda, Svizzera, Germania e Austria).
Durante l’inverno del 2001 viene pubblicato il doppio Cd di demo, rarità e semi-inediti PUNK.BILLY.SKA.CORE.
Nel gennaio 2002 esce NOT SO HAPPY TO BE SAD…, seguito in marzo dall’EP “Legacy”, con 4 inediti.
Ancora molti concerti in Italia e in Europa, poi nel 2004 esce SIXTYNINE, anticipato dall’EP “Viola”.

BRAVI TUTTI
90’s punk I Bravi Tutti nascono nell’autunno del 2009. L’idea nasce da quattro ragazzi con la voglia di divertirsi e divertire, attraverso un punk decisamente anni ’90, con testi in italiano rigorosamente demenziali, ironici e satirici, con un sound che strizza l’occhio ai primi Green Day e ai Punkreas. Data la verve iniziale, i Bravi Tutti esordiscono in un contest locale subito…
Recensioni da Rockit.it
Anche per chi ha passato da un po’ la fase del punk-rock adolescenziale, i Bravi Tutti a ogni ep un ascolto se lo meritano. Come nel precedente “Il carrello dei bolliti”, anche in questo “Trolleyroad” si comincia con un’invettiva verso una delle più radicate abitudini milanesi: l’aperitivo. “Mi dispiace ma non esco”, chissà quante volte ormai alla soglia dei 30 anni avrete risposto così ai vostri amici. “Dario il precario” e “Eralodnep” (leggetelo al contrario) trattano questioni puramentegenerazionali, così come anche “Trolley” -sugli eterni studenti-. Il tutto confezionato sempre nelle solite bombette di punk-rock, con incursioni scialle nel reggae (“Toch”). 
Non c’è molto da aggiungere su questo nuovo ep, i Bravi Tutti sono sempre, appunto, bravi e divertenti, il genere è quello che è, anche fuori tempo massimo conserva i suoi estimatori e seppure in pochi lo ammettono pubblicamente, ci siamo passati tutti e quando arriva un nuovo ep della band piacentina, non vediamo l’ora di ripassarci per i nostri venti minuti di alto wattaggio, bpm a briglia sciolta e un po’ di sano cazzeggio.
Davvero molto divertente “Il carrello dei bolliti”, altra prova questa volta in formato EP dei Bravi tutti, gruppo punk rock piacentino. Il disco inizia con un camuffatissimo milanese imbruttito che elenca una serie di motivi per cui, nonostante lasbatti, ha “uno smile stampato in faccia”, contrappuntati con efficacissimi “E ‘sti cazzi” qua e là. Scuola Skiantos. “Vita TOP” prende in giro l’attuale mania di scrivere tutto ma proprio tutto sui social network, anche le più immense banalità o frasi passabili dei più sinceri esticazzi: “Berlino sto arrivando / ho appena preso 30 / ieri però che sbronza / ma che vita top / perché non torna Vasco? / La pioggia ha rotto il cazzo / voglio l’estate adesso”.
Anche “Massone”, inizia con voce e chitarra scout-version (i primi, veri massoni, ammettiamolo) e ricorda i massoni per eccellenza Licio Gelli e Giulio Andreotti, altro che Lions Club.
Insomma, avete capito di che pasta sono fatti i Bravi Tutti. Ora, se aggiungete che tutta questa ironia e dissacrazione sono infilate in piccole cannonate di punk-rock old school (primi Green Day, Punkreas, ricordate?), ne viene fuori un quadretto niente male. Da grande voglio fare il punk.

BADFROG
Recensione da Musicmap.it
Ironia vera, intelligente e divertente. I Bad Frog sono la risposta a tutte le band pseudo retoriche da quattro lire che riscuotono grandi consensi nel nostro bel paese. Punk vero da ballare ed ascoltare e al diavolo tutto il resto. Pezzetti di vita che si trasformano in inni irresistibilmente accattivanti sia dal punto di vista musicale che lirico. È un lavoro che corre veloce attraverso un’importante coerenza artistica che trasforma tutto in energia estremamente positiva. Il mondo creato dalla band laudense è costellato da personaggi dalle nette personalità, archetipi di un micro-universo che si ripropone in ogni angolo del globo, quasi quanto i personaggi del Joyce di ”Gente Di Dublino”. I Bad Frog sono degli inguaribili romantici e riescono ad arrivare a messaggi di ampio respiro con una spontaneità disarmante. Semplici e diretti ma non per questo scontati, agiscono con sagacia e consapevole capacità nei propri mezzi. Abbiamo bisogno di gruppi come loro per dare una netta inversione di tendenza alla sempre più squallida strada che la musica indipendente italiana si trova a percorrere, quella musica che si regge sui vaffanculo e su un’autoironia del tutto sterile. D’altronde la crisi economica riflette da sempre una crisi culturale radicata, questa, nella società civile. Ti Auguro Tante Belle Cosce. Vi auguro tante belle cose. Vi auguro di ascoltare questo disco. (Cesare Di Flaviano)   
Recensione da punkadeka.it
I Bad Frog ci presentano la loro ultima fatica “ti auguro tante belle cosce”, già il titolo e la copertina mi fanno sogghignare, appena pigio play vengo subito travolto da un muro sonoro di matrice chiaramente americana, suona da pazzi e i ragazzi oltre a saper suonare egregiamente hanno anche arrangiato il tutto molto bene, in maniera molto curata e precisa, con stacchi e riff degni dei migliori gruppi d’oltreoceano. Ma oltre alla musica ci sono anche i testi, liriche prettamente demenziali ma pensate bene, che lasciano trasparire qualcosa di genuino, di “romantico”, a modo loro s’intende! Non fraintendete e non sperate di trovare ballate spaccacuori, qua non si guarda in faccia a nessuno e dalle casse esce solo un’ironia tagliente e malvagia. Personalmente lo trovo un buon disco, con un artwork fatto bene (cosa che apprezzo sempre) e tutt’altro che il classico disco da “una botta e via”, tanto per restare in tema, condanna ad ascoltare i tokio hotel a vita a chi si ferma alle apparenze e relega questo gruppo nella fogna del punk tanto per farlo, io ho potuto apprezzare una musica davvero di qualità ed una spontaneità nella scrittura da far invidia a chi si atteggia a finto guru del punk, quando di guru qua non ne vogliamo, e ogni tanto farsi due ghignate non può che fare bene.Registrato e mixato da Cristiano Sanzeri presso Giardini Sonori di Piacenza, masterizzato da Alessandro Vanara, artwork di Alicelab e Bad Frog, foto di Jack Regazzetti

DJ MAURIZIO POPI (pre concerto -post concerto – cambi di palco)
Deejay affermato, collabora con Radio Deejay e Rai

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