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Salute, una task force per aiutare 800 anziani in montagna foto

La salute degli anziani delle nostre montagne diventa "osservata speciale", grazie al progetto promosso da Fondazione di Piacenza e Vigevano, Ausl, Ordine dei medici e Comuni dell'alta Valtrebbia e Valnure

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La salute degli anziani delle nostre montagne diventa “osservata speciale”, grazie al progetto promosso da Fondazione di Piacenza e Vigevano, Ausl, Ordine dei medici e Comuni dell’alta Valtrebbia e Valnure.

“Un investimento, dal punto di vista umano, sulla montagna” – ha sottolineato il presidente della Fondazione Massimo Toscani presentando l’iniziativa.

Obiettivo è riuscire a intercettare e a prevenire fragilità in anziani over 74 anni, ora autosufficienti, in modo da consentire loro di restare il più a lungo possibile presso la propria famiglia, aumentando le aspettative di una vita sana, con ricadute positive sulla loro qualità di salute.

“Questo progetto è innovativo, è la prima volta che in Italia viene svolta un’indagine di questo tipo – sottolinea il direttore Ausl Luca Baldino -. Come primo passo abbiamo censito gli anziani presenti in Valnure (587) e in Valtrebbia (373), per poi andare a individuare quelli che non risultano essere né seguiti dai servizi sociali nè dai servizi sanitari (321 in Valtrebbia e 494 in Valnure). Questi saranno visitati a domicilio uno per uno, da una equipe multidisciplinare composta da infermiere, fisioterapista e assistente sociale, per eseguire una valutazione sanitaria e di autosufficienza. Il progetto partirà entro la fine di ottobre”.

Il presidente dell’Ordine dei medici, Augusto Pagani ricorda che “questo progetto rappresenterà un aiuto importante per i cittadini, servirà all’Ausl per migliorare servizi, e per la Fondazione rappresenterà un ulteriore strumento di sostegno del territorio. Voglio ringraziare i medici di montagna che ne sosterranno il peso”.

“E’ una cosa che non è mai stata fatta a Piacenza – aggiunge Renato Zurla, consigliere della Fondazione -, si tratta di una iniziativa fortemente voluta, grazie alla collaborazione dell’Ausl lo abbiamo portato a casa, anche se non è stato facile”.

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