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Arrestati due sindacalisti Si Cobas. Uno era il leader della protesta a Piacenza

Gli uomini della squadra mobile di Modena avrebbero sorpreso in flagrante i due sindacalisti, poco dopo aver incassato una parte della somma di denaro, chiesta per placare la protesta nei confronti delle aziende del gruppo

Estorsione aggravata e continua nei confronti di un gruppo industriale del Modenese. Questa l’accusa rivolta dalla polizia di stato ad un sindacalista del Si Cobas ed ad un consulente sindacale, arrestati dalla polizia.

Uno di loro è il coordinatore nazionale dello stesso sindacato, Aldo Milani, molto noto anche a Piacenza, per aver “guidato” blocchi e presidi dei facchini del polo logistico.

Tensioni che avevano raggiunto il culmine il 2 novembre 2012, con ripetuti scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti. Un episodio costato al coordinatore nazionale il foglio di via da Piacenza.

Le manette sono scattate all’interno di uno stabilimento di Castelnuovo Rangone, dove, secondo le accuse, i due avrebbero riscosso 5mila euro, quale rata, spiega la questura di Modena, di un’estorsione complessiva di 90mila euro ai danni dell’amministratore delegato di un’azienda leader nel campo della lavorazione delle carni, al fine di evitare proteste con blocco di merci e persone.

“Le indagini della Squadra Mobile modenese – si legge in una nota ufficiale – sono state condotte anche attraverso l’utilizzo di attività tecniche che hanno documentato l’illecita dazione di denaro. Le azioni di protesta hanno avuto un picco esponenziale nel mese di novembre e dicembre scorso quando in più circostanze, al fine di rimuovere i picchettaggi, sono state effettuate cariche di danneggiamento”.

I SI COBAS: “ESCALATION REPRESSIVA SENZA PRECEDENTI” – “E’ evidente che ci troviamo di fronte a un escalation repressiva senza precedenti – scrive il sindacato Si Cobas sul proprio blog dando notizia dell’arresto di Milani con il quale, sostengono, “si vuol mettere definitivamente fuorilegge la libertà di sciopero”.

“Proclamiamo quindi fin da ora la mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro, e chiamiamo le reti di simpatizzanti e solidali a mobilitarsi nelle iniziative che nelle prossime ore saranno indette dal ‘Sì Cobas’ contro la repressione e per la liberazione immediata di Aldo”. 

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