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Bramaiano, rinnovata la lapide dell’ospedale “partigiano” foto

Bettola 22 gennaio 2017: inaugurazione della nuova collocazione della lapide al Preventorio di Bramaiano di Bettola (Piacenza) che ricorda medici, studenti in medicina, infermieri all'ospedale partigiano attivo tra l'agosto e il novembre 1944

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Bettola 22 gennaio 2017: inaugurazione della nuova collocazione della lapide al Preventorio di Bramaiano di Bettola (Piacenza) che ricorda medici, studenti in medicina, infermieri all’ospedale partigiano attivo tra l’agosto e il novembre 1944.

La cerimonia si è tenuta alla presenza del presidente provinciale dell’Anpi Stefano Pronti, del sindaco di Bettola Sandro Busca, del parroco di Bramaiano Don Davide Maloberti che ha benedetto la nuova lapide, peraltro mancante delle due borchie inferiori. Atto vandalico o fissaggio imperfetto?

Soprattutto c’erano alcuni parenti di coloro che operarono qui in grande difficoltà: il dottor Marcello Valdini, con la figlia Elena, figlio del dottor Ettore all’epoca ancora studente in medicina che in pochi giorni allestì l’ospedale nel Preventorio.

Le sorelle Maride’, Paola, Betty, Clara, Franca Ricci Oddi, figlie del dottor Francesco, grande e amato chirurgo. Il dottor Ruggero Lecce, figlio del dottor Gaetano sopravvissuto ai lager di Dachau e Auschwitz. Susanna Pizzi, nipote dello studente in medicina Giancarlo, catturato e ucciso, aveva 23 anni, con un colpo alla nuca dai soldati hitleriani a Rio Farnese il 12 gennaio 1945.

A Giancarlo Pizzi dopo la guerra fu conferita la laurea ad honorem. E poi c’erano alcuni anziani partigiani, Renato Cravedi, Angelo Scacchi e Luigi Romani unico superstite dei 40 catturati a Pertuso all’inizio di gennaio 1945.

Poi a Rio Farnese per commemorare l’eccidio dei 21 giovani uccisi a sangue freddo con un colpo di pistola alla nuca da un sottufficiale germanico, il 12 gennaio 1945.

Al gruppo proveniente dal Preventorio, con i partigiani Angelo Scacchi, Luigi Romani, Ugo Magnaschi e Renato Cravedi, i parenti dei medici operativi al Preventorio, il presidente provinciale Anpi Stefano Pronti, il presidente della sezione comunale di Fiorenzuola Danilo Frati con labari e rappresentanti della sezioni di Valnure, San Giorgio, Pontenure, di Pontedellolio, il sindaco di Bettola Sandro Busca e l’assessore regionale Paola Gazzolo.

Commovente l’intervento di un gruppo di alunni e alunne della scuola media di Bettola, autori di un testo pieno di sentimenti e principi, risultato di un impegnativo lavoro collettivo coordinato dall’insegnante Romina Raggi. Una giornata piena, per ribadire i principi di libertà e di democrazia, di ideali di rispetto dell’umanità, per i quali sono morti quasi mille giovani uomini e donne nel piacentino durante i venti mesi della Resistenza; altre migliaia hanno sofferto e contribuito alla cacciata del nazismo e del fascismo; anche tante donne e in particolare le povere famiglie delle nostre montagne che davano ristoro ai combattenti affamati e infreddoliti e offrendo loro nascondigli.

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