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Amazon, sciopero dopo l’incontro mancato in Prefettura foto

A scatenare la protesta la decisione dell'azienda di non presentarsi all'incontro congiunto in Prefettura e la mancata concessione delle assemblee. Intervengono i carabinieri

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Dopo la protesta del Black Friday, nuovo sciopero dei lavoratori Amazon.

Una mobilitazione spontanea, non programmata, questa volta, legata alla decisione dell’azienda di non presentarsi all’incontro già concordato con i sindacati nella prefettura di Piacenza

Un incontro che si sarebbe dovuto tenere nel pomeriggio di martedì, poi slittato alla mattina di oggi, 20 dicembre, su richiesta dell’azienda stessa.

Poi la beffa, davanti al portone della ptefettura in via San Giovanni, stamattina alle 8 e 30. Amazon non si presenta e fa sapere di non essere disposta a concedere gli spazi previsti per lo svolgimento delle assemblee, già previste, dei lavoratori.

La motivazione? Il carico di lavoro di questi giorni frenetici che precedono il Natale.

“Il prefetto sta svolgendo un ruolo di mediatore – ha spiegato al termine Francesca Benedetti (Cisl) –  tentando di capire le ragioni della nostra vertenza e cercando di far ragionare la nostra controparte per condurre ad una pace sociale che sembra non interessare al nostro interlocutore principale”.

“E’ successa cosa gravissima, – attacca Fiorenzo Molinari (Cgil) – l’azienda ci ha mandato una comunicazione con la quale ci dice che oggi non ci sono le condizioni per lo svolgimento delle assemblee sindacali dei lavoratori, proponendoci di spostarle dopo il 26 dicembre; noi ci presenteremo in azienda e pretenderemo di farle per rispetto della legalità e delle leggi italiane. Siamo di fronte a uno scontro di filosofie, loro vogliono avere il campo aperto, decidere le norme che più gli interessanno e giocare in un campo dove vige solo la legge del più forte”.

“Oggi entreremo regolarmente per fare le assemblee – fa eco Vincenzo Guerriero (Uil) – ci aspettiamo che l’azienda rispetti le leggi italiane – se loro cercheranno di ostacolarci proclameremo lo sciopero fino a quando l’azienda non capirà che esistono sindacati”.

“L’azienda rifiuta il contraddittorio e vuole parlare con il prefetto in nostra assenza – afferma Pino De Rosa (Ugl) – la vertenza dimostra che è in gioco la sovranità dello stato e il diritto di avere sul territorio aziende che rispettono le leggi, è una questione sociale di grande importanza”.

I sindacati incontrano ugualmente il prefetto Maurizio Falco e il questore di Piacenza, Salvatore Arena, e poi si recano presso la sede di Castelsangiovanni, intenzionati a far svolgere le assemblee come previsto. 

Amazon ci ripensa, e mette a disposizione gli spazi per gli incontri dei lavoratori. Grazie anche all’intervento delle forze dell’ordine e dei carabinieri, dicono le parti sociali.

Per l’azienda invece si tratta del proprio impegno nel ‘costruire un dialogo continuo e una positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro’.

Ma al termine della prima assemblea scatta lo sciopero: prima di astengono dal lavoro, per le ultime due ore di turno, una settantina di dipendenti, a mezzogiorno. Proseguono gli incontri sindacali, e al termine della seconda assemblea gli scioperanti salgono, secondo i sindacati, a 250. Altre due assemblee si sono tenute in serata, con nuove adesioni da parte dei lavoratori, seppur in misura ridotta rispetto al mattino.  

Alle 13 e 30, intanto, una delegazione di Amazon, con il direttore del personale Salvatore Iorio, si reca in prefettura. Ecco le sue dichiarazioni alla fine dell’incontro: ‘Questo per noi è il giorno di picco – dice il direttore del personale – siamo impegnati nel mantenere i nostri impegni con i clienti. Per quanto riguarda l’incontro, avevamo già chiarito al Prefetto che saremmo venuti a parlare direttamente con lui. Vogliamo mantenere rapporti di massima chiarezza con le autorità locali’.

VIDEO – INTERVISTA A SALVATORE IORIO (AMAZON)

Amazon. Paolo Capone (UGL): “Pronti a scioperare sotto festività” – “Il confronto è uno strumento di democrazia ed è indice di intelligenza sociale, cosa di cui evidentemente Amazon è sprovvista”.

E’ quanto dichiara Paolo Capone, Segretario Generale UGL, in merito al mancato incontro di oggi tra il colosso mondiale dell’e-commerce e le parti sociali.  “Se i vertici della multinazionale si sentono ‘sotto pressione’ tanto da evitare vigliaccamente un incontro con i sindacati, che poteva essere risolutivo, di sicuro si va ulteriormente ad inasprire il rapporto con i propri dipendenti, già ampiamente compromesso”.

“Pertanto, chiediamo risposte concrete dall’Azienda, volte a rivedere gli obblighi contrattuali dei suoi lavoratori. E se questo vuol dire iniziare a scioperare, anche sotto le festività, l’UGL sarà al fianco dei dipendenti per salvare e tutelare la loro dignità con l’obiettivo di ottenere delle condizioni di lavoro più umane. Sosteniamo tutti insieme e con forza la campagna social lanciata dall’UGL ‘Anche no! Tu sfrutti, io non compro!’ per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti i dipendenti Amazon.”

La nota della Prefettura di Piacenza Nella odierna mattinata, al fine di favorire ogni utile spazio di dialogo tra le parti nella vicenda Amazon, il Prefetto ha nuovamente incontrato i rappresentanti delle sigle sindacali CGIL FILCAMS, della FISASCAT CISL, della UGL Terziario e la UILTUCS e, successivamente, i vertici aziendali, che avevano chiesto un incontro separato.

Il motivo per cui l’Azienda ha deciso di non accettare un confronto diretto, a detta dei rappresentanti intervenuti, è legato alla ritenuta insussistenza di gravi criticità all’interno dello stabilimento di Castel San Giovanni, nonché alla forte pressione mediatica riconnessa dalle OO.SS. alla questione gestionale, con particolare riguardo al presidio preannunciato per la data dell’incontro davanti alla Prefettura.

Le sigle sindacali hanno stigmatizzato l’assenza dell’Azienda, ribadendo l’intenzione di rafforzare l’azione di protesta per ottenere condizioni di lavoro migliori e più dignitose, che non si possono limitare alla formale interpretazione ed applicazione del CCNL.
 
Nell’occasione, oltre a segnalare specifiche violazioni della tutela della privacy dei dipendenti, unitamente alla adozione di metodologie lavorative che impattano fortemente sulla salute dei lavoratori, hanno consegnato un documento di sintesi delle loro posizioni, inoltrato direttamente ai massimi vertici di Amazon, ai competenti Ministri e ai responsabili dell’INPS e dell’INAIL.   

Le istanze sindacali sono state recepite e poi poste all’attenzione della parte datoriale, rappresentata dal Responsabile degli affari istituzionali di Amazon, dal General manager e dal Direttore delle risorse umane dello stabilimento piacentino.

Il Prefetto, all’esito di ogni incontro, nell’assicurare il costante impegno a proseguire nell’attività di mediazione, ha invitato le parti a proseguire sulla strada del confronto e ad incanalare ogni azione futura nell’alveo della legalità e del reciproco riconoscimento delle proprie legittime posizioni, per soluzioni in grado di ricomporre la vertenza evitando turbative per l’ordine pubblico e la pace sociale.

BENEDETTI (FISASCAT CISL): «LA LOGICA DEL PROFITTO NON PREVARICHI LA DIGNITA’ UMANA» – «Amazon boicottando il confronto odierno con i sindacati lascia che la logica del profitto prevarichi su qualsiasi altro valore, quello della salute e della dignità dei propri dipendenti che quotidianamente concorrono ai risultati aziendali, coinvolti dagli estenuanti turni di lavoro in assenza di una contrattazione integrativa di riferimento che definisca norme esigibili sulla flessibilità regolamentata».

Così il segretario generale della Fisascat Cisl Parma e Piacenza Francesca Benedetti ha commentato gli ultimi sviluppi della vertenza che coinvolge i lavoratori dello stabilimento piacentino Amazon di Castel San Giovanni.

«Ci troviamo di fronte ad uno scenario inquietante – ha aggiunto la sindacalista – dove agli interessi della multinazionale dell’e-commerce si contrappongono le esigenze di migliaia di lavoratori per i quali è urgente e necessario migliorare le condizioni di lavoro».

«Ed è per questo che oggi abbiamo richiamato l’attenzione anche dei ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico Poletti e Calenda – ha incalzato Benedetti – affinchè intervengano su una vertenza che ha obiettivamente esaurito ogni percorso di mediazione».

«L’inevitabile proclamazione dello sciopero odierno di due ore alla fine di ogni turno – ha concluso la sindacalista – è la dimostrazione del malessere dei dipendenti di Amazon».

«Oggi più che mai siamo vicini ai lavoratori – ha aggiunto il segretario generale della Fisascat Cisl nazionale Pierangelo Raineri – In una economia sempre più globalizzata e legata alle logiche del mercato e-commerce, le aziende, soprattutto quelle più moderne ed innovative, possono più agevolmente coniugare risultati positivi in termini gestionali e il rafforzamento patrimoniale se investono su strutturate relazioni sindacali e sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche aziendali».

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