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“Il 2018 anno importante per il nuovo ospedale” foto

“Il 2018 può essere un anno importante per il nuovo ospedale di Piacenza, pur rilevando come ci siano ancora poche e confuse idee su cosa fare nel nucleo attuale. Parte della struttura è antica, parte ha rilevanza storica, la parte restante è più recente e bisognerebbe pensare bene cosa farne, per evitare di dilapidare soldi pubblici”.

Il consigliere regionale di FdI-An, Tommaso Foti, fa il bilancio del suo terzo anno di mandato, come di consueto accompagnando i numeri (45 presenze su 49 sedute consiliari, 174 interventi, 85 emendamenti presentati, 6,6% di attività legislativa pur come unico consigliere del partito) ad alcuni temi sensibili, che hanno ovviamente spaziato su tutte le province dell’Emilia Romagna, con particolare attenzione a quella di Piacenza.

Ed è proprio la sanità piacentina ad essere al centro dell’interesse del consigliere regionale. “Ci sono situazioni nell’Asl piacentina che sono preoccupanti, e mi riferisco al reparto di Anestesia e Rianimazione, al laboratorio analisi. La casa della salute della Valdarda verrà realizzata in un edificio che ospita tre vecchi uffici. La realtà sui servizi la dovrebbero dire gli utenti. Invece qui chi controlla è anche chi nomina. I direttori generali non dovrebbero essere nominati, ma scelti per concorso”.

“Per gli ospedali di Fiorenzuola e Piacenza, ho messo in evidenza le realtà che sono raccontate negli atti. Il 2018 sarà un anno importante per il nuovo ospedale di Piacenza, pur rilevando come ci siano ancora poche e confuse idee su cosa fare nel nucleo attuale. Parte della struttura è antica, parte ha rilevanza storica, la parte restante è più recente e bisognerebbe pensare bene cosa farne, per evitare di dilapidare soldi pubblici. Il futuro di Villanova? Attendo fiducioso che qualche passo si muova, poi voglio vedere i costi a carico dei cittadini. Perché quando si dice “paga l’Asl”, paghiamo noi”.

Tra gli altri temi affrontati dal consigliere figurano i trasporti, dando voce alle istanze dei pendolari (abbonamenti a prezzo maggiorato, biglietteria di Fiorenzuola, situazione”censurabile” sulla tratta Bologna – Milano).

“La mia è stata un’opposizione non preconcetta, ma con uno stile di maggioranza” sottolinea Foti nel ricordare le risoluzioni, anche su temi nazionali, approvate, come quella relativa al ruolo delle Province. “Nessuno ha più detto cosa farne dopo il referendum, ma io non fino a che punto potrà reggere, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle strade”.

Accolti anche i numerosi emendamenti (25 su 81 discussi in aula), questo significa “che non c’è solo azione politica ma anche risultati”.

Risultati che potrebbero essere colti anche a Roma? Ai giornalisti che chiedono se abbia intenzione di candidarsi in Parlamento, Foti risponde con il motto dannunziano Hic manebimus optime. “Sono in Regione, sto bene in Regione. Se arriveranno proposte le valuteremo. Con il Mattarellum il centrodestra – dice – avrebbe stravinto. Con il Rosatellum, che FdI non ha votato, il centrodestra invece dovrà fare un buon risultato”.

 

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