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Migranti, gli arrivi sono fermi. Da settembre diminuiti del 5,6 per cento

Accoglienza dei migranti, è uno dei temi “caldi” della campagna elettorale, ma a Piacenza – dallo scorso settembre ad oggi – gli arrivi dei richiedenti asilo sono fermi e la loro presenza in provincia è diminuita.

Nei giorni scorsi il Ministero degli Interni ha reso noti i dati nazionali con alcuni grafici reperibili qui. Dai grafici si ricava la situazione relativa al numero dei migranti sbarcati in Italia nelle prime settimane dell’anno: a decorrere dal primo di gennaio 2018 fino al 14 febbraio 2018, comparati con i dati riferiti allo stesso periodo degli anni 2016 (-22,73%) e 2017 (-49,93%).

Un trend in diminuzione iniziato nel 2017 grazie all’azione messa in campo dal Ministro Marco Minniti di contrasto agli scafisti e agli accordi stretti con le milizie libiche che controllano le città costiere dalle quali partono i barconi.

A Piacenza i dati della Prefettura indicano che al 13 di febbraio i migranti ospitati in provincia sono 1081, dato stabile dalla fine di gennaio. Al 31 dicembre le presenze erano 1127, al 30 novembre 1106, al 31 ottobre 1127 e al 30 settembre 1146. Significa che nell’arco di 4 mesi e mezzo i profughi ospitati nelle strutture abilitate in provincia sono calati del 5,67 per cento.

LE REAZIONI

I Candidati del Pd alle politiche: “La ricetta Minniti funziona anche a Piacenza. La serietà paga, è possibile conciliare sicurezza e umanità”

Piacenza, 15.02.2017 – “La “ricetta Minniti” dà i suoi frutti anche a Piacenza: da settembre non sono più arrivati nuovi profughi nella nostra provincia e la presenza di richiedenti asilo è calata del 5,67 per cento. Dati frutto del crollo degli sbarchi sulle coste italiane, già ridotti del 33% nel 2017 quando, a dicembre, sono stati i più bassi degli ultimi 3 anni. La tendenza si conferma nel 2018. Dal primo di gennaio al 14 febbraio si registra -49,93% degli sbarchi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.

Così i candidati del Partito Democratico Patrizia Calza, Paola Gazzolo, Paola De Micheli e Marco Bergonzi. “Questi risultati parlano chiaro: per gestire l’immigrazione non servono slogan demagogici, ma con una politica seria capace di tenere insieme umanità e sicurezza. E’ possibile frenare gli scafisti, trafficanti di uomini. E’ possibile attivare corridoi umanitari. È possibile e doveroso coinvolgere i profughi in lavori socialmente utili per la comunità che li accoglie, così come ricollocarli in altri Paesi europei: lo scorso anno 11mila migranti sono stati trasferiti dall’Italia in un altro Stato. L’anno prima eravamo fermi a quota 2.500”.

“Chi invoca la chiusura delle frontiere è stato il primo a fare il contrario. La Lega, con il Governo Berlusconi, nel 2002 ha approvato la maxi sanatoria che ha regolarizzato 700 mila migranti. 100 mila in più rispetto a quelli che Berlusconi e Salvini hanno annunciato di voler mandare via. E, cosa più grave, nel 2003 il centrodestra ha approvato il trattato di Dublino: quello che stabilisce che il primo paese d’arrivo dei migranti deve ospitarli. Oggi tenta di negarlo, ma i fatti lo confermano. Non solo: nel 2011 hanno autorizzato l’uso delle basi italiane per la guerra contro Gheddafi e in conseguenza della guerra 63 mila profughi sono arrivati in Italia dalla Libia e dai paesi del Mediterraneo. Il Ministro Maroni aveva avviato un Piano per accoglierli: in Emilia-Romagna ne ha destinati quasi 2 mila. Il suo slogan era: “Un profugo ogni mille abitanti”. Questa è la demagogia: dire una cosa e farne un’altra. Il Partito Democratico, con Minniti, ha dimostrato invece che una gestione seria dell’immigrazione è possibile. Dobbiamo andare avanti, con una presa di posizione chiara in Europa: chi non aiuta gli altri Stati nella gestione dell’immigrazione dovrà rinunciare all’aiuto economico italiano nel Bilancio comune”.

Commenti

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  1. Scritto da Malteser

    Ballerini è già in allarme: iniziano a mancargli gli islandesi materia prima per la sua personale classifica. A proposito, dov’è?