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Il banchiere Ghisolfi: “In Italia manca l’educazione finanziaria” foto

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Presentato nella splendida cornice della Sala Panini di Palazzo Galli della Banca di Piacenza il libro “Banchieri” di Giuseppe Ghisolfi, Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano nonché membro effettivo del Comitato esecutivo dell’Abi. Il volume, edito da Aragno, è ricco di ritratti umani e professionali, corredati da aneddoti e curiosità, dei big della finanza nazionale. Una folta platea ha preso parte alla conferenza, sia per la figura prestigiosa dello stesso autore che per i temi trattati.

“Da vent’anni ho la fortuna di frequentare e conoscere di persona i banchieri italiani più importanti – ha spiegato l’Autore – Ho voluto, tramite biografie, colloqui ed interviste raccontare la loro vita per farla conoscere a tutti. Di questi personaggi si sa appena il nome. A volte si leggono dichiarazioni tecniche, ma nulla si conosce della loro famiglia, dei loro affetti e degli amici che frequentano.“Banchieri” colma questa lacuna tracciandone un ritratto umano”.

“Oggi si palesa una volontà di distruzione del sistema bancario italiano – ha proseguito Ghisolfi – uno sport nazionale che non porta a nulla di buono. I media e i giornali parlano troppo spesso male delle banche, da qui la mia decisione di parlare bene, o meglio spiegare che su 500 banche italiane, 7 si sono comportate in modo scorretto. Delle banche buone ne ho scelte 35 mettendo in luce tutti gli aspetti umani e i valori di questi istituti di credito e dei loro banchieri. Il quadro che emerge è di persone serie che hanno studiato per una vita e che ora si dedicano anima e corpo al lavoro. Alta formazione culturale, alti incarichi e alte responsabilità sono le qualità che li accomuna”.

Tra questi trentacinque banchieri raccontati tra le pagine del libro (di fatto, messi sotto la lente d’ingrandimento) anche la figura di Corrado Sforza Fogliani, Presidente Esecutivo della Banca di Piacenza e Presidente di Assopopolari, che ha preso parte alla presentazione dialogando con Ghisolfi.

“Siamo un Paese in cui l’educazione finanziaria manca – ha proseguito Ghisolfi – Siamo una nazione in cui la Tv ci propina 27 programmi settimanali di cucina e nessuno di educazione finanziaria. La gente comune non viene informata di cosa sia l’Euribor, il deficit, il Pil, lo spread. Non viene mai spiegato il termine “obbligazioni subordinate”.

Ghisolfi evidenzia che a causa di un’ignoranza dilagante la gente (investitori) non ha neppure la capacità di porre quelle domande essenziali per comprendere cosa (intende) acquistare, con il rischio di trovarsi in portfolio titoli (o altri prodotti finanziari) non fedeli alle aspettative riposte, in termini di volatilità, di rischio e di orizzonte temporale.

Sforza Fogliani, prendendo spunto dal suo libro “Siamo molto popolari”, ha puntato il dito contro la riforma dell’ex premier Matteo Renzi che “di fatto impedisce alle banche di crescere, pena l’essere obbligati a subire una trasformazione societaria”. “Quanto agli investitori che hanno acquistato le obbligazioni subordinate – ha proseguito Sforza Fogliani – sono convinto che buona parte sapeva perfettamente cosa stava comprando”, lasciando intendere che la rendita professata faceva troppa gola, ma l’arrivo del Bail-in e delle regole di Basilea hanno fatto crollare questo castello di carte.

Al termine della conferenza, la Banca di Piacenza ha omaggiato tutti coloro che si erano prenotati all’evento con copia della pubblicazione.

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