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Elezioni in Russia, Bergonzi (Pd) in veste di osservatore internazionale

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“La ritengo un’esperienza molto interessante che insegnerà molto: sono in politica da anni ormai, ma sono convinto che c’è sempre qualcosa da imparare, anche da chi è entrato in campo ieri”. 

Così Marco Bergonzi, deputato uscente del Partito Democratico, ha definito la sua missione di osservatore nello stato russo in occasione delle elezioni politiche che si terranno domenica 18 marzo.

Vittoria più che probabile è quella Vladimir Putin, che porterebbe a un quarto mandato dopo quelli conseguiti nel 2000, 2004 e 2008.

Bergonzi, nella conferenza stampa tenutasi oggi 13 marzo presso il Municipio di Piacenza, ha spiegato nei dettagli l’itinerario del viaggio che lo porterà nella capitale russa in veste di osservatore ufficiale, insieme ad altri 250 incaricati internazionali provenienti da 74 paesi differenti.

Obiettivo della mia presenza e quella degli altri osservatori sarà attestare l’effettiva democraticità del voto, in un paese che si è affacciato alla democrazia quarant’anni dopo di noi. Credo che loro tengano così tanto alla nostra testimonianza anche per attestare che la Russia è realmente un paese democratico.”

L’invito, arrivato direttamente firmato dal Presidente della Duma Wyacheslav Volodin, dichiara i protocolli che ognuno degli incaricati dovrà obbligatoriamente seguire.

Tra questi: l’accesso agli atti, la presenza nei seggi, il divieto di effettuare propaganda e di sostenere un partito in particolare. Regolamento ricco di norme ma carente di indicazioni circa la destinazione, nonostante sia stata chiesta una preferenza: Bergonzi, che vorrebbe rimanere nei dintorni della capitale, afferma che verranno esplicitate dopo l’arrivo all’aeroporto di Mosca giovedì 15.

Dopo l’incontro elettorale che si terrà sempre nel luogo di atterraggio venerdì, in cui si illustreranno le modalità di voto e la legge elettorale, sabato 17 gli osservatori si divideranno nelle corrispettive regioni assegnate.

“Tutta questa macchina – afferma Bergonzi – è estremamente affascinante, complessa ed articolata. Le procedure sono uguali alle nostre, ma ci sono tanti aspetti da considerare: i fusi orari, le popolazioni differenti, la democrazia affermatasi in tempi disgiunti. Vedremo l’organizzazione di questa macchina.

In Russia troviamo paesi che sono sei ore avanti o indietro rispetto ad altri; anche le popolazioni sono totalmente differenti tra loro, e con questo l’avvento della democrazia in essi. Credo che questo – conclude – porterà a comportamenti molto differenti da regione a regione. Per non parlare del clima gelido di quei posti, che sicuramente determinerà l’affluenza di voto.”

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