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False polizze vita: 89enne derubata di 400mila euro. 44 vittime e 5 denunce foto

Polizze vita contraffatte o fasulle, 44 vittime tra Piacenza e Parma per un danno complessivo che si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro. Questo il quadro ricostruito dalla Guardia di finanza di Piacenza che ha denunciato cinque persone per i reati di truffatruffa aggravata, appropriazione indebita e associazione a delinquere.

Guardia di Finanza

Un raggiro particolarmente odioso, come sottolineato dagli inquirenti, che nella maggior parte dei casi è costato agli ignari investitori la perdita dei risparmi raccolti dopo anni di lavoro; polizze su cui hanno depositato, in media, cifre comprese tra 100 e i 150 mila euro, ma c’è anche chi aveva affidato importi più elevati, come una 89enne che ha visto svanire 420mila euro. Cittadini di varia età (le vittime hanno dei 31 ai 94 anni) convinti di avere sottoscritto una regolare polizza e di fatto rimasti privi di ogni forma di copertura assicurativa.

Nel mirino di una complessa attività d’indagine condotta dalle Fiamme gialle è finita la sub agenzia di Fiorenzuola di Allianz; è stata proprio quest’ultima, dopo aver riscontrato numerose anomalie nel corso di un’ispezione interna, ad accorgersi che risultavano esserci polizze inesistenti, premi contabilizzati o non contabilizzati solo in parte e comunicazioni contrattuali stipulate all’insaputa dei clienti. Una scoperta che ha portato l’assicurazione a revocare il mandato ai sub-agenti e a denunciare i fatti alle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Roberto Fontana, la sub agenzia conduceva un’attività parallela, inizialmente modificando il tasso d’interesse delle polizze.  “La proposta era resa più allettante agli occhi dei clienti dalla proficuità dell’investimento, con interessi percentuali il doppio o il triplo (tra il 6 e l’8%) di quelli realmente offerti dalla compagnia” ha spiegato in conferenza stampa il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Daniele Sanapo.

Guardia di Finanza

Un meccanismo inevitabilmente volto a generare delle falle finanziarie nel momento in cui gli investitori avrebbero chiesto di riscuotere il premio.

Dagli accertamenti emerge che in un primo tempo i soggetti coinvolti avrebbero cercato di far fronte alle richieste di restituzione, e dal 2010 al 2015 , si sarebbero dedicati anche alla realizzazione vere e proprie polizze false (complessivamente 17 secondo le fiamme gialle) al fine di appropriarsi dei relativi premi. In ultimo avrebbero riscattato direttamente le polizze di alcuni clienti su conto correnti a loro riconducibili.

Dopo che la Allianz ha revocato loro il mandato, avrebbero continuato a reiterare il reato, costituendo altre società attraverso le quali produrre e sottoscrivere nuove polizze false, riconducibili ad altra compagnia assicurativa.

Nel corso dell’inchiesta sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e nelle sedi delle agenzie assicurative ancora operanti, dove è stata sottoposta a sequestro documentazione ritenuta utile alle indagini. L’Autorità Giudiziaria ha anche disposto l’acquisizione di copia dei conti correnti bancari intestati alle società coinvolte e  alle persone ad esse direttamente riconducibili, per l’esecuzione degli accertamenti finanziari riferibili a tutte le operazioni documentate ed eseguite negli stessi conti.

Come sottolineato dalla guardia di finanza, è risultata preziosa la collaborazione dei 44 clienti truffati che, oltre a denunciare i fatti, hanno confermato di essere stati indirizzati dai soggetti indagati a cambiare compagnia di assicurazione spostando i loro investimenti a favore di un’altra.

Gli indagati dovranno definire anche la propria posizione nei confronti dell’Erario. Tutte le somme di denaro sottratte e non restituite a clienti sono, infatti, proventi di natura illecita realizzati senza il pagamento delle imposte, assoggettabili ad imposizione in quanto provento di reato.

ALLIANZ: “NOI PARTE LESA” – Come riferisce Allianz in una nota stampa, “l’indagine della Procura e della Guardia di Finanza di Piacenza relativa alla vicenda delle truffe sulle polizze vita nasce da più denunce depositate dalla Compagnia stessa presso la Procura della Repubblica di Piacenza a partire dal 2015. Al primo riscontro di irregolarità, Allianz ha immediatamente revocato il mandato d’agenzia alla società e agli agenti  finiti nell’inchiesta, inibendo quindi loro qualsivoglia ulteriore atto in nome e, o per conto della Compagnia”.

“Allianz S.p.A., parte offesa e danneggiata, ha denunciato e querelato i soggetti coinvolti e si riserva ogni ulteriore azione a tutela delle propria clientela e della propria reputazione. La Compagnia si costituirà parte civile nel giudizio che dovesse instaurarsi.”

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