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“La rivoluzione a Collegno”, il resoconto del Civico 11

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La redazione del Civico 11 ha preso parte a un’interessante conferenza dedicata al tema delle disabilità, tenutasi a Ca’ Torricelle a Piacenza. Ecco il resoconto, scritto per noi da Luca Tinelli

Mercoledì 28 Febbraio sono andato insieme alla redazione del Civico 11, ad assistere ad una conferenza a Ca Torricelle sul tema delle disabilità. Siamo arrivati a Ca Torricelle per le 17:30, mi sembrava di tornare indietro a quando andavo li in piscina, che poi si è trasferita: al suo posto hanno avviato un centro diurno che si chiama “Faro rosso”.

Una volta entrati ci siamo seduti per ascoltare. Chi spiegava era Guido Bodda della cooperativa “Il sogno di una cosa” di Collegno (TO) e affiancato dal responsabile dell’area disabilità di Asp Città di Piacenza Brunello Buonocore. La cooperativa “Il sogno di una cosa” è nata nel 1982 sull’onda della chiusura dei manicomi, puntando sul concetto di disabilità come risorsa per trarne beneficio per se stessi e per il paese, per la comunità e non come peso e quindi isolare l’individuo. La cooperativa di Bodda sta sperimentando dei progetti per favorire la vita delle persone disabili e le aiutino nel percorso verso l’autonomia.

Un esempio è la scuola per l’autonomia che cerca di rendere le persone sempre più autonome individualmente e con gli altri. E’ un’esperienza simile a quella che viviamo noi nell’appartamento delle autonomie in Cantone del Cristo, dov’è nata la Redazione del Civico 11: ragazzi con disabilità varie vivono periodicamente un weekend in “casetta” e sperimentano la loro autonomia nel gestire la casa e il proprio tempo.

In più, a Collegno sognano due cose: coinvolgere ragazzi studenti come volontari a supporto degli ospiti, e avviare addirittura un bed and breakfast! Due progetti anche per noi del Civico11.

In chiusura si è detto, amaramente, che in base alla legge le aziende devono assumere almeno un lavoratore disabile perché se non assumono sono costrette a pagare delle multe; molte aziende però preferiscono pagare le multe pur di non assumere lavoratori disabili e questo non è giusto perché tutti hanno diritto ad un lavoro e ad una retribuzione adeguata per vivere dignitosamente. Io penso che in Italia c’è la paura per il “diverso” perché non è “uguale” agli altri: meno male che non siamo tutti uguali sarebbe noiosa la vita!

Tutti possono insegnare qualcosa, anche chi non te l’aspetti.

Luca Tinelli

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