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Cattolica, proclamati 400 neodottori di ricerca: 36 sono piacentini

Provengono da tutta Italia, una trentina dall’estero, hanno competenze scientifico-culturali e aspirazioni professionali diverse. È questo il profilo delle 262 neo dottoresse e dei 143 neo dottori di ricerca che hanno discusso negli anni 2016 e 2017 la tesi di dottorato nei campus di Milano, Piacenza e Roma dell’Università Cattolica. Rappresentata anche la nostra città: i piacentini sono 36, 22 ragazzi e 14 ragazze.

Tutti insieme hanno riempito lunedì l’Aula Magna di largo Gemelli per ricevere il titolo di dottore di ricerca dal rettore Franco Anelli. Dopo il discorso di apertura del professor Anelli, la lectio del direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani dal titolo “Dove va la tecnologia?”.

I programmi di dottorato attivati nell’anno accademico 2017/2018 sono 19, 11 nella sede di Milano, 6 a Roma, uno a Brescia, uno a Piacenza. “Da anni – spiega l’Università Cattolica – l’Ateneo è impegnato a valorizzare il percorso dottorale nella convinzione che investire sulle capacità e sulle competenze dei giovani ricercatori sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la crescita di molti comparti economici, sociali e produttivi del nostro Paese”.

Per realizzare queste finalità a favore dei propri dottorandi, dal 2009 aderisce al Council for Doctoral Education della European University Association, una realtà di oltre 230 Università in 37 paesi d’Europa. “La particolare attenzione posta alla dimensione internazionale dei dottorati, è perseguita anche attraverso strumenti quali la partecipazione di docenti stranieri, che tengono anche lezioni per i dottorandi, nei Collegi dei docenti dei corsi e delle scuole di dottorato, la promozione della mobilità dei dottorandi, l’incoraggiamento di accordi di co-tutela di tesi e del label di Doctor Europaeus, l’istituzione di iniziative di collaborazione con atenei stranieri (doppio titolo di dottorato)”.

La riforma del dottorato del 2013 ha introdotto il dottorato industriale, una nuova modalità di collaborazione tra università e aziende che permette a queste ultime di formare, attraverso un percorso dottorale, i propri dipendenti già impegnati in attività di elevata qualificazione.

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