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In Italia è street food mania: cosa bisogna sapere per aprire un food truck

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Tutti noi conosciamo oramai la tendenza dello street food: presente da decenni sul nostro territorio, e autentico vanto italiano, di recente il cibo da strada è diventato più cool e chic del solito. Di conseguenza, è esplosa anche la moda dei food truck: di cosa si tratta? Di vere e proprie postazioni mobili come i pulmini, allestite al pari di un piccolo ristorante. Si va da dotazioni necessarie come frigorifero e fornelli, fino ad arrivare addirittura alle sedute all’interno (basti pensare ai tram e agli autobus riconvertiti).

Poi c’è l’aspetto estetico e le scelte in fatto di cibo: i food truck sono sempre più belli, e sempre più affascinanti. Inoltre offrono un cibo sempre più spesso di qualità e presentato da veri chef: al punto da far diventare alcuni food truck un vero e proprio riferimento gastronomico.

Come aprire il proprio food truck? Chiaramente non basta prendere un pulmino, rimodellarlo, riempirlo di fornelli e di cibo, e poi parcheggiarlo in strada in attesa di clienti: c’è un iter burocratico e legislativo ben preciso da rispettare. Come aprire un food truck, dunque? Per prima cosa bisogna costituire un’azienda, anche individuale, e poi comportarsi seguendo le norme sancite in merito al commercio al dettaglio su aree pubbliche.

Ciò vuol dire che bisogna ottenere diverse autorizzazioni a seconda dei casi: la tipologia A spetta agli esercizi mobili con posteggio fisso, e in tal caso vengono dati dei riferimenti in merito a orari, giorni e luoghi da poter sfruttare. Se l’attività è itinerante, invece, serve l’autorizzazione B: qui non si devono spendere dei soldi, in quanto concessa gratuitamente. Ad ogni modo, bisogna sempre informarsi con il proprio Comune, perché le regole per la concessione delle suddette possono variare sensibilmente. Infine, bisogna ovviamente possedere la licenza per la somministrazione di cibo e bevande, insieme a quelle sanitarie.

Come distinguersi dalla concorrenza? Essendo quello dello street food un mercato altamente competitivo, emergere dalla massa non è facile, ma è comunque fattibile. Una delle prime regole è costruire il proprio brand e aumentare l’awareness, magari con dei gadget o altre iniziative creative: ad esempio, creare delle salviette umidificate personalizzate con il proprio logo è un’idea originale e anche utile, visto che spesso lo street food si mangia con le mani. Questa è una strategia poco costosa ma originale che aiuterà a distinguersi dai concorrenti.

Un’altra regola è delocalizzare la propria attività: meglio uscire dai propri confini di quartiere, per portare il vostro street food locale in una zona che ancora non lo conosce. Naturalmente è importante definire un marchio in modo univoco e curato: le operazioni di branding sono necessarie per far ottenere successo a qualsiasi business. Poi, la questione relativa al prodotto offerto: casi come il tex-mex dimostrano quanto la contaminazione culturale e culinaria, oggi, venga apprezzata da tantissime persone.

Rispettando le tradizioni, è possibile comunque osare creando dei piatti unici, aggiungendo ingredienti innovativi a piatti tipici della tradizione.

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