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A Monticello il ricordo della battaglia di 73 anni fa fotogallery

“Dobbiamo fare un servizio alla nostra memoria, contrastando chi vuole riportare in auge idee inaccettabili, idee che portarono l’Italia alla dittatura e sotto il gioco nazista”.

Si è rivolto in particolare ai giovani Mario Magnelli, preside del liceo “Gioia” di Piacenza e oratore ufficiale della commemorazione della battaglia di Monticello di Gazzola, 73 anni dopo quel 16 aprile del 1945.

La celebrazione per rievocare la battaglia più importante della Resistenza piacentina è stata organizzata dal Comitato Provinciale di Piacenza dell’Anpi, in collaborazione con la sezione di Travo e con il patrocinio del Comune di Gazzola.

Presenti tanti amministratori locali, i sindaci della vallata e anche gli ultimi partigiani superstiti della stagione della Liberazione, tra questi il 92enne Renato Cravedi, che prese parte alla battaglia del castello di Monticello.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Gazzola Simone Maserati e del presidente provinciale Anpi Stefano Pronti, a Mario Magnelli, preside del liceo classico “Gioia” di Piacenza e figlio di un partigiano, è toccata l’orazione ufficiale.

La commemorazione a Monticello

“Lavoro nel mondo della scuola e il mio pensiero – ha fatto notare – va ai giovani naturalmente, innazitutto a quei giovani valorosi che affrontarono la battaglia di Monticello 73 anni fa.

E sul campo purtroppo rimasero tanti morti e feriti come Lino Vescovi il Valoroso.

Oggi dobbiamo far fronte ad una sciagurata sospensione della memoria, con il richiamo alle idee scellerate del fascismo e del totalitarismo, da parte di movimenti che hanno acquisito agibilità politica”.

“Con che coraggio possiamo accettare – si è chiesto Magnelli nel suo discorso – che oggi tornino in auge idee che portarono il nostro paese sotto il giogo nazista?

Dobbiamo invece fare un sevizio alla nostra memoria, a partire dalla nostra Carta Costituzionale nella quale sono già scritti i presupposti della pacificazione”.

“A pochi passi dalle aule del liceo Gioia – ha ricordato il preside Magnelli – ha aperto la sede di un partito che si è presentato alle ultime elezioni con idee inaccettabili.

Come è possibile questo nel nostro Paese? E’ la domanda che qualche tempo fa mi è stata posta – ha raccontato – da un gruppo di studenti del liceo che mi sono venuti a trovare nel mio ufficio. Non possiamo tradire le aspettative di quei ragazzi che sono il nostro futuro”.

Il presidente provinciale dell’Anpi Stefano Pronti sul tema del ritorno delle idee neofasciste, ha ricordato la richiesta di applicazione delle leggi Scelba e Mancino: “Purtroppo si sta diffondendo la negazione dell’antifascismo tra alcune forze politiche”.

La Battaglia di Monticello, avvenuta nella notte fra il 15 e il 16 aprile del 1945, è al tempo stesso eroica e tragica, sicuramente fra le più cruente di tutta la Resistenza piacentina. La vittoria riportata dei 32 partigiani, assediati per diverse ore nel castello, e in cui soccorso arrivarono una decina di uomini provenienti da Monteventano sotto la guida di Lino Vescovi “Il Valoroso”, è stata davvero eroica se si considera che ad attaccare Monticello c’erano circa quattrocento uomini fra camice nere, SS italiane e Xa MAS organizzati ed armati di tutto punto.

Alla fine della giornata la battaglia fu vinta: le forze nazifasciste si ritirarono verso la pianura aprendo la strada alla Liberazione della città di Piacenza che sarebbe avvenuta il 28 aprile. Ma per questa vittoria le forze partigiane pagarono un importante tributo di sangue, quattro partigiani morirono durante la battaglia: Gino Cerri commissario di brigata, Carlo Ciceri partigiano, Aldo Passerini partigiano e uno fra i più famosi comandanti della Resistenza piacentina, Lino Vescovi “Il Valoroso” che, ferito a morte, dimostrò ulteriormente la propria grandezza esortando i compagni di lotta a trattare con umanità i prigionieri nazifasciti con la frase “Curateli, non maltratteli”.

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