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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Cooperazione

Le cooperative sociali fanno risparmiare soldi pubblici: a Piacenza quasi 900mila euro fotogallery

Ci sono imprese che non generano solo ricavi, ma generano anche valore nella società. E tra queste ci sono le cooperative sociali di tipo “B” – come Officine Gutenberg che edita PiacenzaSera.it – che fanno pure risparmiare denaro a tutta la collettività.

Le coop sociali di tipo “B” sono infatti quelle imprese che consentono l’inserimento lavorativo dei cosiddetti “soggetti svantaggiati”, persone che non troverebbero – in condizioni normali – un’occupazione.

Un lavoro che vale doppio, dunque, quello svolto dalla cooperazione sociale a Piacenza, perchè non solo produce ricchezza e posti di lavoro, ma consente alla pubblica amministrazione di risparmiare spese in assistenza, sussidi, insomma i costi di mantenimento di persone improduttive. Quanto?

Nel 2016, le 13 cooperative sociali di Confcooperative Piacenza che hanno inserito al lavoro 186 persone con svantaggio, hanno generato un valore di 890mila euro per la Pubblica Amministrazione (Stato, Regione, Comuni).

Soldi fatti risparmiare a tutti noi“, come ha spiegato Elisa Chiaf, direttrice del Centro studi Socialis dell’Università di Brescia che ha spiegato la ricerca condotta (SCARICA LE SLIDES) secondo il “Modello Valoris” in grado di misurare l’impatto sociale ed economico prodotto dalle cooperative sociali di tipo B.

La studio è stato illustrato nel corso di un convegno organizzato da Confcooperative Piacenza e dal Consorzio Sol.co alla sala degli Arazzi del Collegio Alberoni, alla presenza del sindaco Patrizia Barbieri, del presidente della Camera di Commercio Alfredo Parietti, e di una nutrita rappresentanza di cooperatori e lavoratori di imprese sociali piacentine.

“Attraverso questo modello – ha spiegato la Chiaf – abbiamo stabilito i parametri di misurazione dell’impatto delle imprese sociali nella collettività, nella società.

Il modello di valutazione nasce dall’esigenza di tradurre un’attività prettamente sociale come l’inserimento lavorativo in valore monetario, per uno stakeholder specifico: l’ente pubblico.

Lo abbiamo applicato in diversi territori, attraverso un’analisi dei costi e benefici della coop di tipo B all’ente pubblico. Per fare un esempio concreto: i soggetti svantaggiati inseriti nelle imprese sociali, da persone che chiedono aiuto, sussidi sociali, magari un reddito, che sarebbero a carico della collettività, diventano persone in grado di contribuire al fisco attraverso il proprio impiego e lavoro”.

Nella sua introduzione il presidente provinciale di Confcooperative, Daniel Negri ha sottolineato: “E’ utile diffondere il contenuto di uno studio già presentato a livello regionale che viene ricalibrato su Piacenza.

Con orgoglio e soddisfazione voglio salutare quello che la cooperazione sociale ha costruito negli anni sul nostro territorio. Sono ingenti gli investimenti realizzati nell’arco degli anni dal sistema della cooperazione sociale di tipo B, per questo abbiamo voluto presentare l’impatto positivo di queste attività nei confronti di tutta la comunità”.

Nelle foto alcuni momenti del convegno, a cui ha preso parte anche Sergio Fuochi, già responsabile dell’Unità operativa acquisti e gare del Comune di Piacenza.

Al termine del convegno nella sede della coop sociale Geocart l’inaugurazione dei nuovi mezzi a metano.

LA NOTA UFFICIALE

Partiamo dai numeri, perché le cifre sono ineccepibili: a Piacenza le 13 cooperative sociali di Tipo B (dati del 2016, lo scorso anno sono diventate 16) hanno assicurato complessivamente un valore produttivo di 16 milioni di euro per un totale di 397 dipendenti di cui 186 persone svantaggiate. E garantire occupazione a uomini e donne, soprattutto disabili ma non solo, che altrimenti rimarrebbero nella maggior parte dei casi disoccupati, assicura alla Pubblica amministrazione un guadagno (la parola più corretta sarebbe “valore”) di 890mila euro.

E’ il dato emerso da Valoris, la ricerca universitaria presentata anche a livello europeo illustrata nella Sala degli Arazzi alla Galleria Alberoni da Elisa Chiaf, direttrice del Centro studi Socialis dell’Università di Brescia. Dei risultati si è discusso nel corso del convegno “Un lavoro che vale doppio”, organizzato da Confcooperative, intervenuta con il presidente Daniel Negri e la direttrice Nicoletta Corvi, e dal consorzio Sol.Co Piacenza.

«Le cooperative di Tipo B che favoriscono gli inserimenti di persone svantaggiate – ha spiegato la Chiaf – non sono solamente una forma di impresa, ma rappresentano una delle poche politiche attive del lavoro di cui disponiamo in Italia». La ricercatrice ha anche presentato i numeri raccolti su base più ampia: in Emilia Romagna nel 2016 (ultimi bilanci disponibili) questo tipo di coop ha consentito alla pubblica amministrazione un risparmio di 4milioni e 200mila euro, circa 4700 euro a dipendente. «Non stiamo parlando di una stima, ma di un calcolo esatto, effettuato sul consuntivo». Chi gode maggiormente dei benefici? Per il 60 per cento lo Stato, per il 34 per cento i Comuni e per il restante 6% le Regioni.

Relazione ascoltata con grande attenzione anche da Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, presente in sala e chiamata a concludere i lavori. «Puntare sulle cooperative di Tipo B non significa fare assistenzialismo – ha spiegato – ma porta un arricchimento complessivo all’intera comunità. L’ho sempre pensato, adesso ci sono anche dati scientifici a sostenerlo. E credo che sia il momento di concentrarsi non solamente sui disabili o sui soggetti svantaggiati, ma su quelle persone che oggi vengono definite “vulnerabili”, magari incapaci di garantirsi un minimo di sostentamento a causa di una separazione. Una cosa posso garantirla: in tutti questi casi il Comune di Piacenza sarà sempre pronto a dare una mano».

La giornata era iniziata con i saluti di Daniel Negri, presidente di Confcooperative, che ha sottolineato «gli investimenti effettuati dalle cooperative negli ultimi anni; un sistema tutto piacentino che investe, rischia e assicura lavoro a tante persone».

Si è poi entrati nei dettagli della normativa: Sergio Fuochi, già responsabile dell’Unità operativa acquisti e gare del Comune di Piacenza, ha illustrato le leggi vigenti districandosi in normative complesse, fornendo preziosi consigli agli addetti ai lavori presenti in sala. Significativo anche l’intervento di Alberto Tassi della Geocart, che ha preso la parola raccontando la propria storia personale, le avventure lavorative e di come sia riuscito ad avere una vita soddisfacente anche grazie alle opportunità garantite dalle coop di Tipo B.

Terminato il convegno è arrivato l’esempio di un’eccellenza piacentina del settore: trasferimento proprio alla Geocart dove sono stati inaugurati 30 veicoli a metano e gpl per l’attività della cooperativa, strumenti fondamentali per prendersi cura del territorio riducendo l’inquinamento.

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