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Cassette della frutta di recupero per arredare i giardini di Fiorenzuola

Un laboratorio a cielo aperto per costruire arredamenti urbani con materiale di recupero e creare una installazione artistica temporanea ai giardini di Piazzale Darwin a Fiorenzuola d’Arda (nella foto).

Questa è “Piovono Cassette”, l’iniziativa che andrà in scena sabato 23 giugno dalle 10, ideata dalla Cooperativa L’Arco con il patrocinio del Comune di Fiorenzuola e i ragazzi dell’Associazione fiorenzuolana Idee sul Tavolo, con il supporto degli esperti del Collettivo Praxis e dell’Associazione Rivularia.

L’obiettivo è, più in generale, quello di innescare un processo di riappropriazione di uno spazio pubblico oggi caratterizzato da problemi di socialità urbana. Cinque strutture composte da cassette della frutta recuperate e assemblate andranno a creare un gioco di sedie e piccole “stanze” idealmente indipendenti, , in corrispondenza di un disegno geometrico già presente sul pavimento dell’area.

L’idea di costruire direttamente in loco è nata dalla volontà di provare a coinvolgere fruitori del parco, passanti, curiosi nella costruzione di questi nuovi elementi d’arredo: il coinvolgimento dei cittadini verrà infatti facilitato dalla natura dell’installazione, mobile e non ancorata a terra, che permetterà come si è detto configurazioni spaziali diverse e potenzialmente infinite a seconda degli usi.

L’iniziativa vede la collaborazione tra giovani, da una parte i ragazzi ventenni di Idee sul Tavolo e il loro presidente Simone Corda – un’associazione nata da un precedente progetto della coop L’Arco, Voci Giovani in Comune – e i giovani professionisti Cecilia Losi, Giovannni Zanaboni, Sabrina Pella e Filippo Ravera di Collettivo Praxis e Associazione Rivularia che, da sempre, hanno come comune obiettivo quello di mettere in atto un approccio creativo alla rigenerazione urbana, mirata ad infondere rapidamente energia a singoli punti della citta aprendoli a nuove possibilità attraverso processi partecipati che coinvolgano il più possibile gli abitanti e fruitori della città.

Spiegano i ragazzi di Praxis e Rivularia: “Le strutture non saranno ancorate a terra ma facilmente rimovibili, permettendo configurazioni spaziali diverse e potenzialmente infinite a seconda degli usi, a patto però che una volta terminata qualsiasi attività le strutture tornino ad essere collocate sulla pavimentazione che ne ha originato le forme.

Per far sì che questo accada saranno affissi nell’area una serie di cartelli e segnaletica con le “regole” del gioco, auspicando la collaborazione dei cittadini che vorranno usufruire di questi spazi. Il risultato ottenuto sarà così una serie di strutture salde e resistenti, in grado di reggere i carichi di più persone contemporaneamente ma sufficientemente leggere per essere spostate da 3-4 persone insieme.”

Sono quindi invitati a partecipare alla costruzione tutti i giovani, passanti e curiosi che vorranno provare a mutare l’aspetto e le modalità d’uso di uno spazio urbano.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Arte in terra” realizzato grazie al contributo della Regione Emilia Romagna, Assessorato Cultura, Politiche Giovanili e Politiche per la Legalità (L.R 14/2008), che coinvolge i giovani dei Comuni di Fiorenzuola d’Arda, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda e Cortemaggiore.

Anche nel Comune di Cortemaggiore la proposta è stata quella di ospitare un intervento di riqualificazione urbana con materiale di recupero, tuttora presente in un area del paese, mentre a Lugagnano Val d’Arda Arte in Terra ha visto la realizzazione di un laboratorio di cortometraggi “Cyber Corto, come mi immagino il cyber bullismo”, mentre come prossima iniziativa verrà portato in scena sabato 30 giugno al Teatro Comunale lo spettacolo teatrale “Squattrinati in mutande”, a cura del Centro Giovanile Sala Jungle e Centro Educativo Don Bosco del Comune di Lugagnano Val d’Arda gestiti da L’Arco.

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