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Leroy Merlin, dialogo in Prefettura tra sindacati e azienda. Ma i Cobas scioperano

Se la Prefettura di Piacenza ha ospitato un incontro proficuo tra azienda e lavoratori sulla situazione dei lavoratori della Leroy Merlin a Castel San Giovanni, il sindacato autonomo Si Cobas ha indetto ancora una giornata di sciopero nello stabilimento della Valtidone. 

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La nota stampa – Nel pomeriggio odierno del 20 giugno, presso il Palazzo del Governo, si è svolto un incontro, presieduto dal Prefetto Maurizio Falco, per fare il punto della situazione sulla questione lavorativa presso lo stabilimento della Leroy Merlin, a Castel San Giovanni.

Presenti il Questore, la parte datoriale rappresentata dal committente, il nuovo provider logistico Ucsa Spa subentrante alla Premium Net ed a Ceva Logistics Italia, nonché le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Usb.

Il Prefetto ha evidenziato che il confronto è utile per garantire il rispetto degli impegni assunti dalle parti nel passato e per favorire nuovi accordi che posano contribuire, pur nella normale dialettica tra datore di lavoro e sindacati, ad istaurare nello stabilimento di Castel San Giovanni un clima di rispetto assoluto delle regole e dei ruoli di ciascuno.

Evidenzia anche con particolare soddisfazione la presenza al tavolo di un qualificato rappresentante della società committente Leroy Merlin che costituisce certamente un significativo passo in avanti nell’auspicato miglioramento delle relazioni sindacali.

Sottolinea, altresì, la disponibilità ad incontrare tutte le parti che ne facciano richiesta al fine di favorire un costruttivo dialogo, ribadendo peraltro, in piena sintonia con il Questore, che in alcun modo saranno tollerate azioni illegali quali i blocchi stradali che danneggiano anche tutte le altre società operanti sul territorio, nonché la cittadinanza in genere.

Fa presente che l’Organizzazione sindacale Sì Cobas, pure invitata alla riunione odierna, ha comunicato l’impossibilità a parteciparvi, e, pertanto, sarà sentita nella prossima settimana.

I rappresentanti sindacali hanno stigmatizzato le scelte adottate dalla vecchia gestione dello stabilimento e le scelte di politica sindacale operate nel passato. Hanno auspicato, pertanto, che la nuova gestione fornisca forti segnali di cambiamento in un contesto di rispetto e di democrazia, riconoscendo anche essi come fatto particolarmente positivo la presenza al tavolo odierno anche di un rappresentante della Società Leroy Merlin.

Il rappresentante della S.p.A. Ucsa ha voluto assicurare che la propria attività sarà improntata all’assoluto rispetto dei valori democratici ed alla normativa vigente con particolare riferimento al nuovo contratto nazionale di lavoro dei dipendenti della logistica. Assicura, inoltre la propria disponibilità ad incontrare le Organizzazioni sindacali senza operare alcun tipo di discriminazione e di rispettare gli accordi presi nel passato.

Il rappresentante di Leroy Merlin ha spiegato la propria presenza per l’avvertita esigenza di comprendere la situazione effettiva dello stabilimento senza intermediari, ribadendo la volontà, espletata anche con il recente cambio di appalto, di favorire un clima di rispetto, legalità e giustizia.

LA NOTA DEL SINDACATO USB DI PIACENZA

La lotta generosa e determinata dei facchini di USB del magazzino Leroy Merlin di Castel San Giovanni ha finalmente prodotto il risultato positivo della cacciata della catena di appaltatori e subappaltatori.

Un insieme di soggetti divenuto ormai impresentabile per le attività di evasione fiscale e contributiva (con una sottrazione di risorse economiche pari a complessivi 38 milioni di €), e per la tolleranza delle pratiche di caporalato, di aggressione fisica e negazione del diritto a scegliere liberamente l’organizzazione sindacale al fine di mantenere in piedi il sistema fraudolento di cui sopra.

L’arresto dei dirigenti del consorzio che gestiva i servizi logistici ha dato ragione ai lavoratori e ad USB che da tempo denunciavano e si battevano contro queste illegalità nella più assoluta solitudine confortata unicamente dall’aiuto dell’autorità di governo locale.

La sostituzione del consorzio dovuta anche all’intervento diretto del committente è un passo importante, ma non esaustivo del processo di cambiamento e ripristino della legalità nel magazzino.

Occorre rimuovere tutto ciò che rappresenta un elemento di continuità col passato, occorre dare certezza del diritto ai lavoratori e deve essere assolutamente accorciata la filiera di appalti e subappalti.

In questo senso USB richiede che col cambio appalto, nel garantire la salvaguardia del posto di lavoro a tutti e nella stabilizzazione dei lavoratori precari, si proceda senza indugi all’internalizzazione di tutte maestranze.

USB incontrerà nei prossimi giorni i rappresentanti del nuovo consorzio per presentare le proprie proposte che oltre la questione occupazionale riguardano pure la progressione dei livelli professionali e l’erogazione del buono pasto.

USB rimane vigile e pronta a riprendere la lotta qualora fosse necessario far rispettare dignità, legalità e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

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