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Forza Italia Piacenza “sfiducia” i vertici regionali. “Non ci rappresentano”

Forza Italia Piacenza “sfiducia” i vertici regionali del partito, dopo l’esito delle ultime elezioni comunali, e lancia un monito al consigliere Michele Giardino: “O condivide la nostra posizione o può andare nel gruppo misto” – dicono gli azzurri Antonio Agogliati, Paola Pizzelli, Valerio Sartori e Sergio Pecorara, raggiunti poi dal consigliere Francesco Rabboni.

Una resa dei conti all’interno del partito che arriva dopo le ultime elezioni comunali, che hanno visto una spaccatura all’interno di Forza Italia a Piacenza. Il coordinatore provinciale Jonathan Papamarenghi infatti ha sostenuto in maniera convinta il candidato Franco Albertini, mentre il segretario regionale Elio Massimo Palmizio, così come i vice Fabio Callori e Anna Borsarelli, si erano schierati a fianco di Daniele Cassi, candidato della Lega Nord. L’ultima di una serie di scelte non propriamente azzeccate, fanno presente Agogliati, Pizzelli, Sartori e Pecorara.

“Non si può continuare a sbagliare – dice Agogliati -, avanzando candidature per ripicca o per contrapposizioni personali. Si è iniziato a Rottofreno, sostenendo un candidato diverso dal centrodestra che poi ha vinto, si è proseguito a Bettola, dove si è dato appoggio alla persona sbagliata. Il momento clou però è stato lo scorso anno, quando invece di sostenere la candidatura di Patrizia Barbieri, lanciata dal sottoscritto e dal compianto Carlo Mazzoni, grazie all’appoggio di Corrado Sforza Fogliani a Roma, le si voleva contrapporre quella di Massimo Trespidi. E ora, ancora la scelta di Cassi, invece di lasciar decidere al coordinamento provinciale come previsto dallo statuto”.

Sempre lo statuto non consente che i vertici provinciali possano chiedere le dimissioni di quelli regionali. “Ma l’indomani di un risultato come quello ottenuto in Valtidone, queste dovrebbero essere consegnate spontaneamente. La situazione del partito che riscontriamo a Piacenza, è la stessa delle altre province della Regione” dicono. Pizzelli alza il tiro “Qui – dice – è stata scalvata la Forza Italia storica, che lavora e porta risultati”.

“Affiancheremo l’operato di Papamarenghi, che ha il sostegno dell’80% di Forza Italia, con un comitato direttivo” anticipano i rappresentanti azzurri. “Noi ci riconosciamo in Anna Maria Bernini, facciamo riferimento a lei, politicamente. Chiederemo un intervento dei nostri vertici nazionali affinché prendano in esame la situazione del partito in Emilia Romagna, affinché si possa fare politica seriamente”. Magari attraverso un congresso, già sollecitato più di un anno fa? “Perché no? E’ da 5 anni che lo chiediamo, è il momento più alto della democrazia di un partito” dice Agogliati.

Gli azzurri pongono poi il “caso” Michele Giardino. Se il gruppo consiliare di Forza Italia non sempre si dimostra compatto, come dimostrano le critiche alla pratica Terrepadane di Mauro Saccardi, con Giardino il problema però è di tipo politico e non riguarda singoli provvedimenti amministrativi.

“Il consigliere Giardino – dice Agogliati – non era iscritto al partito ma voleva fare il capogruppo. Compie scelte diverse dagli altri consiglieri, ma quando si fa parte di un gruppo non è possibile fare sempre scelte diverse, altrimenti si corre il rischio di creare confusione nell’elettorato. Se non condivide le opinioni di Fi, può sempre aderire al gruppo misto”. “Il gruppo di Forza Italia è unito e compatto – conclude Rabboni – nel sostenere la posizione del sindaco Barbieri sulla questione del nuovo ospedale”.

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