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“Dalle ceneri dei padri”, a Veleia spettacolo con Recalcati e Perrotta

Terzo appuntamento per la stagione teatrale di Veleia (Piacenza), con la direzione artistica di Paola Pedrazzini.

Stasera, mercoledì 18 luglio, alle ore 21 e 30, sarà la volta di evento speciale, creato in esclusiva per il festival, vede insieme in scena Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti d’Italia e il tre volte premio Ubu Mario Perrotta, esponente di spicco del miglior teatro di narrazione.

Lo spettacolo si chiama “Dalle ceneri dei padri – Indagine a due su un padre possibile”, un viaggio delle meraviglie dall’Iliade a La strada di McCarthy, dall’Odissea ai Vangeli, alla ricerca di una figura di padre ancora possibile, di una rinascita dalle ceneri dei padri di un recente passato.

Il viaggio inizia tra le braccia di un padre “classico” – Ettore che alza il figlio al cielo e arriva a Telemaco, figlio che attende il ritorno. Di nostos parla anche la parabola del Figliol prodigo con il ritorno di un figlio tra le braccia di un padre che accoglie e perdona.

MARIO PERROTTA – Laureato con lode in filosofia a Bologna, dà vita insieme a dei compagni di corso alla Compagnia del Teatro dell’Argine con cui intraprende un percorso formativo e artistico improntato sulla nuova drammaturgia. Dirige La casina di Plauto tradotta da Francesco Guccini in dialetto pavanese, che lo vede anche interprete accanto al noto cantautore.

Inizia quindi un percorso da solista scrivendo e interpretando due spettacoli sull’emigrazione degli italiani nel dopoguerra (Italiani Cincali e La turnata) che costituiscono la svolta artistica per lui e che lo segnalano tra i rappresentanti di spicco del nuovo teatro italiano al fianco di Ascanio Celestini e Davide Enia con i quali ha in comune l’aspetto formale del teatro “di narrazione”, caratterizzato però nel suo caso dall’uso costante di un personaggio a cui Perrotta affida il racconto, mantenendo quindi un legame forte con la mimesi attoriale, tanto da essere definito un narra-attore.

Dirige la collana Teatro Incivile, offrendo una panoramica sui migliori esponenti del nuovo teatro italiano (Ascanio Celestini con Fabbrica, Mario Perrotta con Italiani cìncali! parte prima: minatori in Belgio, Emma Dante con ‘mPalermu, Davide Enia con Maggio ‘43, Giuliana Musso con Nati in casa e Armando Punzo con I Pescecani ovvero quel che resta di Bertolt Brecht).

E’ su Rai Radio 2 con Emigranti Esprèss un programma in 15 puntate, in cui racconta 15 nuove storie di emigrazione. Il collante del racconto è lo stesso Perrotta, all’età di dieci anni, sul treno degli emigranti e le visioni surreali di quel bambino, che lo portano a vivere quel viaggio come una vera e propria iniziazione.

La trasmissione vince nell’ottobre 2007 il Jury Special Award alla TRT International Radio Competition tenutasi ad Istanbul. Emigranti Esprèss è il titolo del suo primo libro edito da Fandango Libri per il quale riceve il Premio Città del Diario (assegnato in precedenza a Marco Paolini, Ascanio Celestini e Rita Borsellino).

Dopo un progetto sull’Odissea (Premio Hystrio alla drammaturgia 2009) e lo spettacolo Prima Guerra, avvia un nuovo progetto triennale – Trilogia sull’individuo sociale – incentrato sulla rilettura di tre classici: Il Misantropo di Molière, Cavalieri di Aristofane e Bouvard et Pécuchet di Flaubert, progetto che gli vale il premio Ubu.

Nel 2013 inaugura un nuovo progetto triennale dedicato alla figura del pittore Antonio Ligabue. Il progetto internazionale coinvolge più di 80 artisti e copre il triennio 2013 – 2015, cinquantenario della morte del pittore.

Il primo spettacolo Un bès – Antonio Ligabue debutta al festival Primavera dei Teatri e nel 2013 frutta a Perrotta il Premio Ubu come Migliore attore protagonista ex aequo con Carlo Cecchi. Lo spettacolo vince anche nel giugno 2014 il Premio Hystrio-Twister come Migliore spettacolo dell’anno a giudizio del pubblico. Nel 2015 il Progetto Ligabue si conclude con il terzo capitolo Bassa Continua che coinvolge 200 artisti di ogni forma d’arte e 50 persone dietro le quinte tra organizzatori, tecnici e volontari.

I chilometri di territorio coperti sono 40 e i comuni coinvolti 3: Gualtieri, Guastalla e Reggio Emilia. I tre percorsi che partono dalle rive del Po, dal Palazzo Ducale di Guastalla e dall’ex manicomio di Reggio Emilia (dove Ligabue fu recluso per parecchi anni), si danno appuntamento ogni sera nella piazza di Gualtieri per il finale comune. L’impatto di questo kolossal-teatrale è notevole, sia sul territorio che a livello nazionale, tanto che, sulla spinta di quest’ultimo capitolo, il Progetto Ligabue vince il Premio della Critica ANCT 2015 in ottobre e a novembre il Premio Ubu 2015 come Miglior Progetto Artistico e Organizzativo.

Intanto a giugno 2015 debutta il nuovo progetto teatrale di Mario Perrotta dedicato alla prima guerra mondiale, con due scritture originali che compongono un dittico su due fronti: Prima Guerra/quattordicidiciotto e Milite Ignoto/quindicidiciotto.

Questo secondo spettacolo è finalista a novembre 2015 al Premio Ubu come Migliore Novità Drammaturgica. Debutterà nel 2019 al Piccolo Teatro di Milano il suo nuovo spettacolo sulla figura del padre, scritto a partire dai testi dello psicoanalista Recalcati.

MASSIMO RECALCATI – Massimo Recalcati è uno tra i più noti psicoanalisti lacaniani italiani. È fondatore di Jonas Onlus: centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi e direttore scientifico dell’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). Insegna Psicopatologia del comportamento alimentare all’Università di Pavia.

È stato supervisore clinico presso diverse istituzioni della salute mentale e attualmente presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale S.Orsola di Bologna. Ha collaborato e collabora con diverse riviste specializzate nazionali  e internazionali. Dirige anche la collana Eredi dal 2014 per Feltrinelli e la collanaStudi di Psicoanalisi dal 2015 per la casa editrice Mimesis. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue. Tra i più recenti: Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti (Feltrinelli, 2016) e Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio
ritrovato (Feltrinelli, 2017).

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