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Piacenza maglia nera per la raccolta differenziata, Legambiente “Basta piccoli passi, bisogna correre”

Pubblichiamo l’intervento a firma di Legambiente Piacenza, dopo gli ultimi dati sulla raccolta differenziata che vedono un calo nella nostra provincia rispetto all’anno precedente

LA NOTA – Da anni come Legambiente stiamo denunciando la mancanza a Piacenza di chiare e lungimiranti scelte politiche in tema di rifiuti e sopratutto la concreta abdicazione della “politica” in favore di Iren.

A meno di due anni dal raggiungimento degli obbiettivi del Piano Regionale dei rifiuti, i dati del 2017 evidenziano purtroppo una situazione non solo di stallo, ma addirittura di arretramento della nostra provincia, unica in regione, per quanto riguarda la raccolta differenziata, che significa una maggiore quantità di rifiuti urbani indifferenziati da inviare a smaltimento.

Dati impietosi quelli della raccolta differenziata al 2017 in cui spicca, in negativo, il comune capoluogo che non riesce a superare il 57,5 trascinando al ribasso la percentuale provinciale che retrocede rispetto al 2016 di ben 2,3 punti. A questo proposito è pure squalificante il rapporto con la nostra cugina Parma che è al 77,6% a livello provinciale mentre il comune capoluogo si attesta all’80%.

Ma anche in provincia di Piacenza abbiamo realtà che superano l’85%, come Podenzano che si avvia a quel 90% già superato da 7 comuni virtuosi del modenese, mentre un’altra decina di comuni si attestano tra il 65 e 75%, quindi a ridosso degli obbietti dl Piano.

Tutto questo per dimostrare che, se si vuole, si possono raggiungere e superare, di molto, gli obbiettivi previsti dal Piano Regionale al 2020. I tempi sono drammaticamente stretti, occorrono quindi a livello comunale e provinciale scelte coraggiose che però ancora tardano ad essere previste e concretizzate.

Non è più il tempo dei piccoli passi, anche e soprattutto a livello del comune di Piacenza. E’ necessario, come promesso in campagna elettorale, attivare e generalizzare entro il 2018 su tutto il territorio comunale il sistema di raccolta puntuale spinta (umido, carta, vetro, barattolame e plastica nonché il restante indifferenziato) per poi nel 2019 proseguire con la tariffa puntuale, dove si paga ciò che si butta nell’indifferenziato e che può far decollare, in pochi mesi, la percentuale di raccolta differenziata anche nel nostro territorio.

Non dimentichiamo, inoltre, che il Piano Regionale prevede che al 2020 non potranno essere conferiti all’inceneritore di Piacenza i rifiuti solidi urbani per bruciare i quali era stato costruito all’inizio del secolo. Quindi se non vogliamo che Iren, con l’“escamotage” del collegamento dell’inceneritore al teleriscaldamento continui per i prossimi 30 anni ad alimentare con rifiuti speciali provenienti da tutta Italia il proprio impianto, facendo di Piacenza il polo dei rifiuti speciali di tutta la Regione e d’Italia, è non solo necessario, ma indispensabile, che da subito si metta l’acceleratore sulle azioni virtuose da organizzare in tema di rifiuti, coinvolgendo i cittadini .

Come Circolo di Legambiente diamo fin da ora la nostra disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale di Piacenza, che peraltro rappresenta la parte più importante all’interno di Atersir locale; l’importante è che nei prossimi mesi si metta in atto quel processo di cambiamento nella politica dei rifiuti a Piacenza che, oltre a riportare il nostro territorio nelle zone più alte della classifica regionale, sia in grado di garantire ai piacentini una migliore condizione nella gestione dei rifiuti, liberandoli da scelte più legate agli interessi di una Multiutility che non a quelli dell’intera collettività.

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