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Industria 4.0 “Cambia il modo di operare, ma non si cancella il lavoro” foto

Più tecnologia e le macchine di ultima generazione in azienda portano alla riduzione del lavoro umano? Quale accoglienza ha avuto il piano di “Industria 4.0” tra le imprese di Piacenza?

Prosegue la nostra piccola inchiesta insieme a Confindustria Piacenza sulle ricadute sul territorio locale del piano di ammodernamento tecnologico promosso dal governo. Nella prima puntata abbiamo cercato di spiegare che cosa è “Industria 4.0”.

Ora siamo alla ricerca delle sue applicazioni concrete in fabbrica. Per questo abbiamo voluto sottoporre le domande direttamente a un imprenditore: Marco Belloni, titolare della “Belloni Lamiere” e dell’azienda Sideros de I Casoni di Podenzano (Piacenza). Nelle foto alcune delle macchine prodotte.

“La mia azienda utilizza il piano Industria 4.0 – spiega Belloni – in maniera duplice: applicando le tecnologie prescritte all’interno della produzione, ma anche costruendo macchinari che rispondono ai requisiti di innovazione del piano.

Nei nostri stabilimenti produciamo infatti macchine per il taglio e la lavorazione delle lamiere metalliche che contengono elementi importanti delle tecnologia digitale di ultima generazione”.

“Le tecnologie e le innovazioni prescritte nel piano Industria 4.0 – prosegue – possono avere una ricaduta ampia all’interno di un’impresa. Abbracciando i diversi settori della filiera produttiva, puntano a riconfigurare gran parte del lavoro in fabbrica”.

Sideros

“Si parla spesso di tecnica che sovrasta il lavoro dell’uomo, ma in realtà la tecnica viene a supporto dell’azione degli operai. Come nel caso di mezzi ergonomici concepiti e progettati per minimizzare la fatica, rendere più precise le operazioni di lavoro, incrementare la sicurezza e ridurre i rischi di errore.

Un esempio è fornito da uno dei macchinari prodotti da Sideros, la piattaforma idraulica con sistema di sollevamento che dal pavimento può alzare i piano di lavoro all’altezza desiderata senza alcuno sforzo per l’operatore: quest’ultimo può infatti aggiustare la posizione, l’inclinazione e l’altezza con grande facilità. Una macchina, dunque, che agevola il lavoro dell’uomo, non lo sostituisce”.

Questo il significato più vero delle tecnologie 4.0, che associano un’intelligenza di tipo artificiale alle macchine. “Basti pensare alla possibilità di connettere in maniera digitale – fa ancora notare Belloni – tutti i macchinari a controllo numerico all’interno di un reparto di lavorazione, attraverso una rete informatica che controlla a distanza in tempo reale la produzione: registrando il tasso di impiego, ottimizzando le prestazioni, verificando l’usura.

La diagnostica in remoto delle macchine è fondamentale per far risparmiare tempo e risorse all’impresa. Pensiamo ad esempio all’assistenza tecnica a distanza che evita agli operatori lunghi e impegnativi spostamenti per le riparazioni o gli interventi di manutenzione”.

Un altro esempio viene da un comparto chiave per un’impresa, il magazzino. “In questo caso il flusso delle merci viene costantemente monitorato riducendo al minimo le criticità. Questa connettività aziendale costituisce un salto di qualità organizzativo per il processo all’interno della produzione.

Inoltre l’interfaccia per la gestione di questi sistemi è semplificata al massimo e consente di utilizzarla dopo una formazione adeguata ma certo non lunga e complessa”.

sideros piattaforma

I giovani sono certamente meglio predisposti all’impiego delle tecnologie 4.0 perchè sono “immersi” in questo mondo digitale nella vita di tutti giorni. Ma come possiamo confutare l’assunto che l’introduzione di Industria 4.0 sottrarrà posti di lavoro per far posto alle nuove macchine?

La risposta di Belloni si rifà alla storia: “Tutte le rivoluzioni industriali hanno visto la sostituzione di alcune mansioni svolte dalle persone con le macchine. Penso all’ingresso della meccanizzazione in agricoltura che ha evitato lavori di grande fatica alle persone.

Cambia il modo di lavorare ma non si cancella il lavoro, la manodopera si sposta come è avvenuto dai campi all’industria. Assisteremo a una transizione da alcuni lavori ad altri come è accaduto nel passato”.

Infine una considerazione sull’accoglienza che ha avuto Industria 4.0 nel tessuto imprenditoriale piacentino. “La cultura industriale – fa notare Belloni – sul nostro territorio si è indebolita e molte delle aziende rimaste sono invecchiate senza un adeguato ricambio generazionale.

Diciamo che quelle con più idee e capacità hanno compreso a pieno il valore del piano di aggiornamento tecnologico, ma temo siano non più del 30 per cento del totale. Le altre lo hanno preso in considerazione in virtù dei vantaggi fiscali che comporta. E questo è anche rivelatore di una pressione fiscale insopportabile con la quale facciamo i conti ogni giorno”.

Sideros

La ditta Sideros Engineering opera da oltre 35 anni in più di 52 paesi con aziende attive nel settore della lavorazione di lamiera e profilati in acciaio al carbonio, acciaio inox e leghe di alluminio. Il successo di Sideros è dovuto in particolare all’elevata qualità dei suoi prodotti e al costante impegno nella ricerca, nello sviluppo e nella progettazione di nuovi macchinari.

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