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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Universi

A 50 anni dal ’68 i giovani d’oggi vogliono far sentire la loro voce? foto

I redattori di “Universi” Hassan Haidane e Micaela Ghisoni ci accompagnano all’interno della giornata che l’Università Cattolica ha dedicato al ’68. Ecco i loro articoli

Hassan Haidane: Tra il ’68 e i millenials

Nella Facoltà di Scienze della Formazione  dell’Università si è tenuto un convegno sul movimento e i protagonisti del ’68, che è stata una rivoluzione studentesca che ha investito scuole e università.

E’ nata e si è sviluppata negli Stati Uniti d’America, a partire dall’Università di Berkeley in California: fu uno studente di origine italiana a organizzare uno sciopero che durò un giorno e mezzo contro i docenti, opponendosi persino al presidente americano per l’obbligo del servizio militare. Da lì la rivoluzione si propagò nel vecchio continente.

Nella città di Piacenza sono state raccolte testimonianze di coloro che hanno occupato gli istituti – tra cui quella di Pierluigi Bersani – ad esempio per ottenere la libertà di indossare la mini gonna e tenere capelli lunghi e la barba.

È poi intervenuto un docente della facoltà di lettere, citando Renzo che a vent’anni protestò contro il rincaro del pane, nel romanzo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, per sottolineare che per ogni necessità bisogna protestare.

La generazione dei nostri giorni è quella dei “millenials” che comprende i nati dal 1982 fino al 2000: una generazione che si disinteressa di politica, ma vuole che funzioni.

Infine la parola è passata a due studentesse volontarie che hanno fatto delle esperienze internazionali nei paesi del terzo mondo: una è andata in Palestina dove ha collaborato coi ragazzi nonostante la guerra, l’altra invece ha vissuto tre anni nel sud dell’India e si è occupata della prima istruzione dei bambini delle baraccopoli.

Il '68 e i giovani in Cattolica

Ecco il resoconto di Micaela Ghisoni

Cosa può insegnare il ’68 ai giovani? Essere protagonisti della propria vita è ciò che conta di più

“Non fidatevi di ciò che dicono gli altri, pensate con la vostra testa. Sognate e costruite utopie”. Queste le conclusioni del convegno: “Protagonisti. I giovani a 50 anni dal ‘68”, organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Piacenza, lo scorso 6 novembre.

Nelle parole finali del professor Roberto Riodato (docente di Filosofia presso la sede di Piacenza e Milano), che hanno chiuso la prima parte della mattinata, risiede il messaggio- chiave dell’intera giornata.

Considerazioni quelle conclusive del docente, che fanno il paio con l’esortazione iniziale del vicesindaco Elena Baio, intervenuta in rappresentanza delle istituzioni piacentine: “Non accontentatevi e pensate l’impossibile”; “una citazione troppo bella per essere mia- ha precisato.

I giovani di oggi sono quindi destinatari d’elezione di un’iniziativa interdisciplinare (“come lo è la natura stessa della Facoltà- sottolinea la professoressa Carla Ghizzoni), che guardando al passato, vuole spingerli a valorizzare il proprio presente come rilancio per il futuro.

“Dalla contestazione studentesca degli anni ’60, derivano infatti la maggior parte delle realtà educative locali e il “sistema welfare” che oggi conosciamo ”- ha spiegato il preside di Facoltà Luigi Pati inaugurando i lavori. “Per comprendere lo sviluppo di un popolo è fondamentale risalire alle sue origini”.

Uno spezzone del documentario realizzato da Roberto Dassoni e Jessica Lavelli ha poi preceduto le relazioni dei docenti, moderate da Sonia Ranieri.

Protagonisti intervistati nel video, alcuni piacentini del periodo della contestazione, intorno al ’68: libertà di parola e di espressione sono elementi cardine della lotta studentesca. “Un’istanza -ha sottolineato la docente di storia contemporanea Maria Bocci- “di molto antecedente alla contestazione globale contro l’ingiustizia, la discriminazione sociale e il consumismo capitalista, che nasce anni prima dall’Università americana di Berkeley, con i discorsi dello studente Mario Savio.

E se la storia recente mostra come l’urgenza giovanile di ideali collettivi aggreganti sia andata oggi affievolendosi a vantaggio del benessere individuale, la letteratura fornisce modelli interpretativi sempre attuali.

Il '68 e i giovani in Cattolica

Lo ha spiegato il professor Antonio Frare, ricordando giovani protagonisti, dal Boccaccio ai Promessi Sposi.

Le vicende di Renzo Tramaglino durante i moti del pane di Milano, insegnano la necessità di “osservare, ascoltare, pensare e paragonare prima di parlare”.

Solo un’attenta analisi delle situazioni permette infatti di “essere protagonisti”, evitando la comoda scorciatoia (comune ad ogni tempo) del “capro espiatorio da additare” per paura o frustrazione (preferita da Don Abbondio), o, peggio, quella dell’indifferenza.

Ma i giovani di oggi vogliono ancora far sentire la propria voce? Ne hanno parlato il professore di Sociologia della Sede di Milano Fabio Introini e Daniela Marzana, docente di Psicologia.

Il primo sottolineando l’uso positivo e propulsivo (non solo rischioso) di Internet e social network tra i “millenials” (nati tra il 1982 e il 2000); la seconda soffermandosi sull’importanza delle assemblee scolastiche e di ogni altra forma di aggregazione partecipata per gli adolescenti, come modo per “dare il proprio contributo attivo alla comunità”.

La testimonianza migliore è però sempre quella diretta: una “tavola rotonda” di giovani protagonisti contemporanei, ha chiuso la mattinata, prima dei laboratori pomeridiani. “Disaffezionati alla politica attuale, ci impegnano comunque a migliorare la comunità in cui viviamo”- hanno detto i ragazzi.

Accanto ad esperienze di volontariato nazionale e internazionale, prova concreta di questo sforzo, un intervento particolare “chiude” la tavola: quello di Andrea Sesta, direttore di “Lercio”; sito satirico che può “infastidire,” mettendo a nudo pregiudizi e idiosincrasie. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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