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Aggressioni (anche razziste) e tentata estorsione, finiscono in carcere

Concorso in tentata estorsione e lesioni, 25enne e 40enne di Piacenza finiscono alle Novate.

Nella mattinata del 27 novembre il personale della Squadra Mobile della Questura ha eseguito l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal gip Gianadrea  Bussi su richiesta del sostituto procuratore Matteo Centini, nei confronti di due cittadini piacentini, classe 1993 e classe 1978, entrambi residenti in città.

Le indagini sono scattate in seguito a un episodio verificatosi nello scorso mese di ottobre, quando un ragazzo di origini marocchine fu aggredito all’esterno di un locale pubblico cittadino.

In quell’occasione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 25enne aveva offeso verbalmente il giovane straniero, apostrofato con epiteti razzisti, aggredendolo anche fisicamente e rendendosi responsabile del reato di lesioni personali.

Sempre nel contesto dell’aggressione, la vittima riferiva agli agenti, inoltre, che il 25enne lo avrebbe “accusato” di appartenere ad una razza inferiore, lodandosi di ciò che aveva fatto e proclamandosi un “nazifascista convintissimo”, fiero del proprio comportamento razzista.

A partire da questo episodio l’attività degli investigatori ha permesso di ricostruire e addebitare al 25enne ulteriori e differenti condotte, secondo le indagini caratterizzate da un elemento comune rappresentato dallo sfondo razziale e l’estremizzazione politica delle condotte, accompagnate da un’aggressività feroce e crescente.

In particolare, oltre ad episodi di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, il 31 ottobre scorso il 25enne si sarebbe reso nuovamente protagonista di un’aggressione, ai danni questa volta di un ragazzo piacentino, colpendolo al volto e procurandogli la frattura del setto nasale.

Dal lavoro di investigazione è emerso inoltre un tentativo di estorsione, attribuito al 25enne in concorso con il 40enne piacentino (a sua volta colpito dal provvedimento cautelare) nei confronti di un uomo piacentino.

Prima i due avrebbero prestato una somma di denaro e successivamente, a fronte di una mancata restituzione immediata, lo avrebbero terrorizzato con condotte intimidatorie, aggressive e minacciose, anche nei confronti dei famigliari della vittima, fino ad arrivare a delle vere e proprie manifestazioni di violenza fisica.

Per questi episodi, grazie al rapido lavoro investigativo degli operatori della Squadra Mobile diretta da Serena Pieri, sono stati raccolti gli elementi necessari per richiedere la valutazione delle misure cautelari opportune che, come richiesto dal pubblico ministero, sono state emesse nella forma della custodia cautelare in carcere.

Entrambi i soggetti si trovano ora alle Novate a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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