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2018 positivo per il Consorzio Piacenza Alimentare: “Soci, partecipate attivamente”

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Bilancio positivo per il Consorzio Piacenza Alimentare, che ha fatto il punto dell’attività svolta nel consueto incontro di fine anno.

“Abbiamo partecipato a diverse fiere con ottimi risultati in tutto il mondo e soddisfazione per i soci – le parole del presidente Sante Ludovico -. Per il 2019 abbiamo già in cantiere otto fiere molto importanti, si partirà a gennaio con il Marca di Bologna”.

Fra i punti di forza del Consorzio, ha voluto sottolineare Lodovico – il “bouquet di prodotti eccezionali, dai vini, ai formaggi, al pomodoro, alla farina; abbiamo marchi importanti, con aziende che hanno acquisito quella fiducia che ci dà sicurezza quando andiamo a trattare con i clienti”.

La struttura del Consorzio, il più grande in Italia per l’export agroalimentare, si è poi sempre più rafforzata: “Questo ci consente di seguire i soci e organizzare al meglio gli incontri con gli importatori, che necessitano di una adeguata preparazione”.

“Quello che chiediamo ai soci – è l’appello del Presidente – è di partecipare attivamente al Consorzio; quando ci si iscrive è bene sapere che non si è solo solo un numero su una lista, ma che è necessario partecipare e darsi l’opportunità di poter essere aiutati. Abbiamo bisogno di soci attivi”.

“Si aprono nuove sfide commerciali per chi opera nei mercati agroalimentari – sottolinea il professor Daniele Fornari della Cattolica -. Non ci aspetta un futuro peggiore, ma scenari economici completamente diversi rispetto a quelli che si poteva prospettare in precedenza. Nel secolo precedente, le crisi economiche duravano 16 mesi, ora non è più così: l’ultima crisi che abbiamo attraversato è durata 10 anni, non ha precedenti. Molte aziende hanno bloccato gli investimenti, la visione che c’è nel mondo produttivo non è di certo ottimistica. Proprio questo motivo dobbiamo ragionare sempre di più sull’importanza del futuro”.

Sono quindi 4 le sfide che il mercato agroalimentare deve affrontare, dice il prof Fornari. La prima è quella della visione: il che significa “volare alto, cercare di capire quali sono i trend di cambiamento, anche alla luce dei cambiamenti di tipo demografico”.

Occorre poi raccogliere la sfida dei nuovi modelli di consumo: “ora c’è maggiore razionalità, si presta più attenzione agli sprechi, i clienti sono meno fedeli alle marche e più attenti alla salute”.

Altra cosa poi è la sfida del valore. “Ora è tornato di moda lo slogan piccolo è bello, non a caso le grandi marche sono in crisi”.

Si chiude poi con la sfida dei canali di vendita: gli ipermercati in crisi, mentre è in crescita il discount, che ha saputo riqualificarsi e conquistare maggiori fette di mercato.

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