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Casa, in calo a Piacenza i canoni di affitto. I PREZZI per zona

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Calano gli affitti a Piacenza. A dirlo i dati diffusi dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, che ha messo a confronto il primo semestre 2018 con il secondo semestre 2017: il calo più marcato riguarda i monolocali (-2,2%), mentre scendono dello 0,8% i canoni di locazione dei trilocali. Stabili invece rispetto alla precedente rilevazione gli affitti dei bilocali.

I prezzi tengono generalmente nelle altre province dell’Emilia Romagna: gli aumenti maggiori si registrano a Modena (+8,3% per i monolocali, +11,2% per i bilocali e +9,7% per i trilocali) e a Bologna (+5,5% per i monolocali, +2,6% per i bilocali e +4,1% per i trilocali).

Insieme a Piacenza segno meno anche per Forlì sui monolocali (-0,4%), e bilocali (- 4,2%), mentre gli affitti dei trilocali crescono del 5,4%.

PIACENZA – A Piacenza, scorrendo i dati delle varie zone, si passa dai 120 euro mensili per affittare un monolocale in viale Dante, fino ai 600 euro necessari per un trilocale a Barriera Genova e via Veneto: queste ultime si confermano in assoluto le zone più care per chi cerca un appartamento in affitto, con prezzi superiori anche a quelli registrati in centro storico.

Nel cuore della città le cifre oscillano infatti tra i 250-300 euro per un monolocale, fino ai 530 euro per un trilocale.

Passando alla provincia, i prezzi variano mediamente tra i 200 e i 500 euro a seconda della tipologia di abitazione. Fra i paesi considerati nello studio di Tecnocasa, gli affitti più cari sono a Gossolengo, San Nicolò e Rottofreno.

LE TABELLE CON TUTTI I CANONI DI LOCAZIONI NELLE CITTA’ DELL’EMILIA-ROMAGNA

ITALIA – Nel primo semestre del 2018 i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +1,1% per i monolocali, +1,4% per i bilocali e +1,2% per i trilocali. Su tutte le tipologie si vede un segnale positivo.

Tra le città che hanno registrato l’aumento dei canoni più elevato ci sono Bologna (+5,2%, +2,6% e +4,1%) e Milano (+2,7%, +2,5% e +2,6%).

Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato (soprattutto in quelle realtà dove sta crescendo il fenomeno degli affitti turistici) e la migliore qualità della stessa. Infatti – osserva lo studio -, i potenziali locatari sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose.

La presenza del riscaldamento autonomo è apprezzata perché consente una riduzione dei costi condominiali. I proprietari stanno recependo questa esigenza e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in miglioramento.

Abbastanza invariata, nell’anno, la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 61,4% sceglie la locazione perché non può o non vuole comprare, il 36,1% lo fa per motivi legati al lavoro e il 2,5% per motivi legati allo studio.

Anche in questo anno tra coloro che hanno alimentato la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito; a questi si aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede.

Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo coloro che hanno la possibilità verso l’acquisto della casa. Si segnala l’ulteriore crescita del contratto a canone concordato che è ora al 29,1%, trovando sempre più consensi tra proprietari ed inquilini. Nel 2014 era al 13,9%.

L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41,4% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 39,7% è rappresentato da single. Le tipologie più affittate sono i bilocali (36,7%), a seguire il trilocale (33,1%).

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