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Confagricoltura: “Alla politica chiediamo azioni per lo sviluppo”

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Una due giorni intensa per Confagricoltura che il 18 e il 19 dicembre ha tenuto la sua assemblea Nazionale nella sede di palazzo Della Valle.

Dialogo ad ampio raggio con il mondo delle istituzioni che ha visto la partecipazione del vicepremier Matteo Salvini, del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, del Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, di Maurizio Gasparri e numerosi altri esponenti di primo piano della politica nazionale.

Presenti anche il presidente di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini, con il direttore Marco Casagrande e la componente di Giunta Nazionale, la piacentina Giovanna Parmigiani.

Con un claim che deve divenire un obiettivo, “coltiviamo l’Italia”, l’assise è stata l’occasione per esprimere chiaramente le richieste degli imprenditori agricoli. “L’economia italiana deve tornare a crescere. Per centrare l’obiettivo, è indispensabile un piano strategico per il sistema agroalimentare italiano” ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

“Non ci accontentiamo – ha detto Giansanti – di avere il primato, sia pure importante, delle indicazioni geografiche e di qualità, se il valore delle nostre esportazioni di settore è inferiore a quello di Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi; né ci accontentiamo dell’aumento, certo importante, del nostro export, se crescono di pari passo le importazioni di materie prime. Noi abbiamo una visione più ambiziosa per l’agricoltura italiana. E vogliamo realizzarla. Anche perché, a livello europeo, i nostri più diretti concorrenti non stanno fermi”.

Digitalizzazione, intelligenza artificiale, genetica. Sono questi i temi su cui si è concentra l’attenzione del presidente di Confagricoltura per progettare una linea d’azione condivisa tra pubblico e privato, consentendo anche alla ricerca di fare al meglio il proprio lavoro. Apprezzato l’endorsment del vicepremier che ha dichiarato: “No a una riforma della Politica agricola comune che preveda tagli all’agricoltura italiana mentre in autunno quando si aprirà il negoziato sulla nuova Commissione Ue chiederemo un Commissario che si occupi di economia reale. A me personalmente non dispiacerebbe si occupasse di agricoltura”.

“Non voteremo – ha spiegato Salvini – un bilancio Ue che preveda tagli per 2,6 miliardi all’agricoltura italiana”. “Io sono contrario al “capping” ovvero al mettere un tetto agli aiuti Ue per le aziende più grandi – ha aggiunto Salvini -. Perché in generale penso che se “piccolo è bello” il piccolo che diventa grande è ancora meglio. Bisogna accompagnare le imprese nella crescita e non cedere alle tentazioni di livellamento verso il basso”.

“Se l’italian sounding ha grande mercato significa che il prodotto italiano piace. Bisogna sostituire il falso con il vero” – ha detto Tajani, che per quanto riguarda il livello nazionale ha aggiunto: ”Riduciamo il cuneo fiscale e consentiamo alle imprese di assumere!”.

“Serve dare una visione a medio e lungo termine” – ha detto il Ministro Centinaio nel suo discorso che ha toccato temi delicati tra i quali la necessità di rivedere la legge sul caporalato per renderla più efficace nelle sue finalità senza le storture a cui oggi si presta. “Parlare di agricoltura – ha aggiunto il timoniere del Mipaaft – deve tornare di moda”.

“Tutti propositi pienamente condivisi – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Piacenza Gasparini che ha espresso il suo punto di vista in un intervento -. Come Confagricoltura Piacenza, condividiamo la linea nazionale con la richiesta di un grande piano per l’agroalimentare italiano che punti su un adeguamento delle infrastrutture, riduzione della burocrazia, sostegno all’export e allo sviluppo”.

“Ho apprezzato l’intervento del presidente Giansanti, ma soprattutto ne apprezzo l’operato e l’azione che sta compiendo insieme alla Giunta per portare avanti le istanze concrete degli agricoltori; sono felice che Confagricoltura sia sempre più protagonista della politica nazionale agraria come questa assemblea sta testimoniando”.

Vogliamo l’agricoltura al centro delle politiche del Paese e dell’Europa – ha rimarcato Gasparini – sul territorio servono infrastrutture, non solo grandi opere viabilistiche, ma anche infrastrutture irrigue. Chiediamo politiche di riposizionamento del prezzo per ridare potere contrattuale agli agricoltori riequilibrando i rapporti di filiera, a tal fine sono necessarie azioni sindacali con il sostegno della politica”.

“La nostra agricoltura è quella della grande Europa di De Gasperi e Schuman, non quella dei burocrati che cambia i connotati dei processi produttivi ed è intrisa di europeismo ambientalista che impone norme sulla condizionalità e sul benessere animale che poco hanno a vedere con basi scientifiche e nulla con l’agricoltura moderna e produttiva, che gestisce sapientemente anche le risorse ambientali, con competenza e tecnologia e che invece noi rappresentiamo”.

“Sovranismo” è un termine che va di moda, noi non siamo contro l’Europa, specialmente quella dei grandi padri fondatori, ma rispetto alla nostra produttività, alla nostra capacità di produrre eccellenze rivendichiamo sovranismo”.

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