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Cresce la domanda di mutui in regione nel 2018, ma non a Piacenza (-2,4 %)

Bologna, 21 gennaio 2019 – L’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF – che rileva in modo puntuale l’andamento delle richieste di prestiti e mutui da parte delle famiglie (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) interrogate su EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 85 milioni di posizioni creditizie – mette in evidenza una sostanziale crescita delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane nell’anno 2018 appena concluso.

Relativamente al comparto dei mutui, è stato positivo il recupero delle interrogazioni relative ai finanziamenti per l’acquisto seppur non completamente compensato dal ridimensionamento di surroghe e sostituzioni, che nel complesso ha determinato una lieve flessione delle richieste, pari a -0,6% rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda i prestiti, invece, il numero delle richieste presentate nel corso del 2018 è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017. La buona performance del comparto è determinata principalmente dai prestiti personali ma anche quelli finalizzati si sono posizionati in territorio positivo.

Il 2018 si è caratterizzato anche per la crescita degli importi medi richiesti: per il comparto dei mutui e surroghe si è attestato a 127.502 Euro, relativamente ai prestiti finalizzati il valore medio è risultato pari a 6.512 Euro contro i 12.940 Euro dei prestiti personali.

LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA – Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, dallo studio di CRIF emerge come nel 2018 il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe abbia fatto registrare un aumento del +5,1% rispetto all’anno 2017, in decisa controtendenza rispetto alla flessione del -0,6% rilevata a livello nazionale.

A livello provinciale, si registra una crescita abbastanza generalizzata con gli incrementi più consistenti a Bologna (+9,5%), Forlì (+8,8%) e Ferrara (+7,6%). Le uniche due province che si caratterizzano per una contrazione delle richieste sono state Piacenza e Reggio Emilia, rispettivamente con un -2,4% e -0,5%.

Relativamente agli importi medi richiesti, invece, si registra un aumento complessivo rispetto alla precedente rilevazione, con la provincia di Bologna che guida la classifica regionale con 145.154 Euro mediamente richiesti, seguita da Rimini (135.300 Euro) e Modena (131.507 Euro).

Il valore medio più contenuto, al contrario, è quello richiesto nella provincia di Ferrara, con 109.121 Euro.

L’andamento delle richieste di prestiti finalizzati – Per quanto riguarda il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.), l’Emilia-Romagna si è distinta per un aumento decisamente contenuto, pari a +0,1% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, Modena conquista la vetta della classifica regionale con una crescita del +3,4%. Seguono Piacenza (+3,2%), Parma e Ravenna (entrambe con un +0,8%). Forlì-Cesena, Bologna e Ferrara, invece, fanno segnare le contrazioni più accentuate, rispettivamente con -5,4% e -1,0% e -0,9%.

In termini di importo, per i prestiti finalizzati richiesti in regione la media è stata pari a 7.216 Euro, ben al di sopra del dato nazionale e con crescite significative rispetto al 2017 in tutte le province.

Ferrara rileva l’importo medio più consistente con 7.443 Euro richiesti, seguita da Parma, con 7.379 Euro. Con 7.295 Euro, Bologna si allinea al dato regionale. L’importo medio più contenuto, invece, è stato registrato a Rimini, con 6.955 Euro.

L’andamento delle richieste di prestiti personali – Anche per le richieste di prestiti personali l’Emilia-Romagna ha visto un aumento apprezzabile nel 2018, con un +8,3% rispetto all’anno precedente, leggermente al di sotto della performance rilevata a livello nazionale (+9,1%).

In Regione spiccano Ferrara, con la crescita più robusta, pari a +17,8% e Rimini, con +14,7%. Anche la provincia di Bologna si caratterizza per una variazione più che positiva, con un +9,5% rispetto alla precedente rilevazione. In coda alla classifica regionale si colloca Reggio nell’Emilia, con un incremento più moderato, pari a +3,9%.

Infine, per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti personali richiesti, l’Emilia Romagna registra un valore pari a 12.269 Euro, al di sotto della media nazionale. Bologna si colloca al primo posto in regione con 12.992 Euro richiesti. La provincia di Ferrara, al contrario, fa segnare l’importo medio più contenuto, con 11.713 Euro.

“Nell’anno appena concluso l’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie ha evidenziato segni di vitalità, beneficiando di condizioni di offerta e di tassi applicati ancora favorevoli, grazie anche a una rischiosità che si è mantenuta su livelli contenuti” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Per il 2019 le prospettive del mercato dovrebbero mantenersi positive anche se, sul fronte delle erogazioni, bisognerà valutare con attenzione l’evoluzione dei costi di provvista e dei vincoli di bilancio degli istituti di credito”.

“Nel complesso, il comparto dei nuovi mutui immobiliari con finalità d’acquisto ha mostrato segnali di recupero mentre le richieste di surroga hanno fatto registrare un rallentamento, soprattutto nella prima parte dell’anno. Più vivace l’andamento dei prestiti, in particolare grazie alla dinamica di quelli personali che si sono caratterizzati per un ritmo di crescita decisamente positivo – aggiunge Capecchi.

“In questo contesto, per cogliere tutte le opportunità di un mercato che dovrebbe proseguire il suo percorso di consolidamento anche nel 2019, ancorché in trasformazione, le aziende di credito dovranno costruire un’offerta sempre più mirata, personalizzabile e digitale, che esalti l’esperienza di ricerca e di acquisto del prodotto desiderato in chiave customer experience; una nuova proposizione in grado di intercettare e fidelizzare una clientela in continua evoluzione e incline a prendere le proprie decisioni di spesa sul web, anche sulla base di giudizi espressi da altri consumatori”.

“In quest’ottica appare fondamentale gestire in modo diverso le opportunità di contatto offerte dai canali digitali, implementando strumenti ad hoc che consentano processi agili e veloci, in grado di assicurare l’easy-board della clientela senza tralasciare le adeguate verifiche antifrode e antiriciclaggio nonché la valutazione ‘one-click’ della sostenibilità dell’operazione, in accordo da un lato con le esigenze dei clienti, e con gli obblighi normativi dall’altro” – conclude Capecchi.

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