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Loggione biancorosso: la paura non fa punti

LOGGIONE BIANCOROSSO (di Giovanni Pecoli e Carlo Politi)

La paura non fa punti…

loggione biancorosso

VISTA DALL’ALTO

Indubbiamente il popolo biancorosso si attendeva un boom diverso per la conclusione dell’anno, invece il boom sono le ruote scoppiate delle certezze di un primato che sembra “scottare” a chi , come il Piacenza, forse non era richiesto.

Il discorso è ben complesso in quanto la squadra allestita dai fratelli Gatti e dalla new entry Roberto Pighi è senza dubbio di prima fascia con un centrocampo di caratura superiore (Sestu su tutti) ma al tempo stesso nonostante i 29 goal fatti (uno dei reparti avanzati più prolifici del girone A) denota l’assenza di un vice Corazza in grado di portare in dote quei 15-20 goal per dare l’assalto alla B diretta nell’annata centenaria.

La partita di congedo dal 2018 vede far festa una Pro Vercelli apparsa come squadra granitica, magari non bella ma forte, con Mammarella faro di centrocampo e Morra punta interessante.

Si parte contratti in una giornata soleggiata e meno fredda del solito, si spera in un riscatto (anche arbitrale) dopo il ko col Siena ma la partita ristagna a centrocampo col Piace un po’ inconcludente e la squadra piemontese organizzata il giusto. Pochi gli spunti, i tiri, il tutto tra speranze nel vedere accelerare Barlocco dalle retrovie o Di Molfetta ad innescare uno spento Pesenti.

Il primo tempo è il solito vorrei ma non posso, una sfida da 0-0, un big match ben poco big con le due squadre in “catalessi”.

Poi il crudele destino, il giochicchiare che va a stuzzicare il peggio del peggio, un pari potrebbe andare anche bene ma la partita la perdi: Morra beffa Fumagalli all’81’ errore difensivo enorme come la paura cronica del mister ad effettuare cambi (tutti fatti a 15’dalla fine ed oltre) quella sensazione di poco mordente, vero delitto ora che si è lassù.

Nulla è compromesso, sognare ancora si può: ora giunge opportuna la pausa per digerire panettoni, pranzi, cene festive e quattro sconfitte casalinghe consecutive su cinque subite, troppe per una big magari non troppo big ma nemmeno così scarsa da non credere in se stessa.

A gennaio un po’ di “trucco “nuovo e più coraggio please.

IN&OUT

IN: ancora ora stiamo cercando un motivo di positività nella partita di Domenica ma non ci riusciamo. Non ce ne voglia il mister, la società Piacenza Calcio, i giocatori: siamo troppo tifosi, dobbiamo sbollire un po’ la delusione. Per fortuna ora c’è una pausa che sa tanto di riflessione e servirà sicuramente a tutti per tirare una riga e ripartire motivati.

OUT: ci sentiamo di mettere in questa sezione l’atteggiamento della squadra tutta dal suo conduttore ai suoi interpreti. Sicuramente c’è un momento di stanchezza fisica e mentale che rende maledettamente difficile eseguire anche le cose facili, però il non voler “osare” ci è sembrato un auto limitarsi di fronte ad un ennesima occasione di rimpolpare il vantaggio in classifica. Ma forse, ora come ora, non si può fare di più. Coraggio ragazzi, ricompattiamoci che si può riprendere il discorso.

ACCADDE OGGI:

Ancora una volta abbiamo faticato a trovare negli archivi un 30 dicembre giocato dal Piacenza Calcio, dannata Lega e queste partite durante le feste.

Siamo dovuti tornare indietro fino al 30/12/1967 quando, alla Galleana, si recuperava una partita importante per i piacentini: il derby con il Pavia (a proposito, quanto ci manca questo match a noi attempati tifosi).

Una doppietta di Pestrin e un gol del nostro piacentino Montanari permisero ai biancorossi di superare i cugini pavesi in un’annata dove si sfiorò l’impresa della promozione in serie B vinta poi dal Como. Ma stavolta sarà diverso, noi ci crediamo ancora. Forza Piace. Buon anno del centenario a tutti.

Alla prossima, cuori biancorossi.

#cipiaceilpiace

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