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Reddito di cittadinanza “In pochi giorni pioggia di richieste ai patronati”

Sono per lo più persone che hanno perso il lavoro da poco, ma anche disoccupati di lungo corso. Qualche cittadino straniero e non mancano pure i pensionati con l’assegno minimo, alcuni sono soggetti in stato di sofferenza sociale.

Da quando è stata approvata la legge di stabilità del Governo Conte, anche a Piacenza è iniziato un lento ma incessante pellegrinaggio ai patronati di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere di ottenere il nuovo reddito di cittadinanza.

“Sono cominciati a venire in tanti – spiegano i rappresentanti dei sindacati confederali piacentini – a chiedere informazioni alle sedi dei nostri patronati”. Alla sola Uil sono arrivate circa 25 persone tra la fine dell’anno e l’inizio del 2019.

“Vengono anche persone con la pensione minima – precisano – non solo disoccupati, se mi danno 780 euro allora mi conviene, pensano”.

La risposta dei sindacati non può che essere di tornare più avanti: “Non possiamo dire nulla di preciso perchè senza i decreti attuativi non abbiamo alcuna certezza sui beneficiari e neppure sulla reale copertura economica”.

Ricordiamo che nella manovra economica approvata a fine 2018 i fondi necessari a finanziare il reddito di cittadinanza ammontano a 7,1 miliardi di euro per il 2019.

Nell’ultima bozza del decreto legge elaborata dal Ministero del Lavoro, coloro che vogliono avanzare richiesta per il reddito di cittadinanza, i potenziali beneficiari del sussidio, devono presentare la domanda a Poste italiane, attraverso l’apposito modello telematico, dal 1° marzo.

Poste italiane trasmetterà la richiesta all’Inps, istituto addetto alla verifica dei requisiti dell’interessato. Quest’ultimo riceverà a casa l’esito maturato dall’ente, sia in caso di risposta negativa che positiva.

Se si otterrà il via libera, entro trenta giorni sarà necessario recarsi personalmente all’ufficio postale per ricevere la propria card già caricata con il corrispettivo inerente la situazione economica e sociale del candidato (cifra che può raggiungere un massimo di 780 euro se il beneficiario è un single con Isee pari a 0).

Entro i 30 giorni successivi dalla ricezione della card, dunque presumibilmente entro maggio, succederanno due cose: l’interessato dovrà recarsi presso un centro per l’impiego o un’agenzia privata per stipulare un “patto di lavoro” o un “patto di inclusione sociale” nel caso di una persona svantaggiata con comprovati problemi di disagio sociale.

Potrà rifiutare fino a un massimo di tre offerte, pena la decadenza del sussidio e ognuna di queste sarà legata a delle precise indicazioni rispetto alla distanza tra la residenza e la sede del lavoro.

Con l’aumentare delle offerte, si amplierà anche il raggio chilometrico della possibile distanza tra le due. Trascorsi i 18 mesi, se le condizioni saranno invariate e l’interessato ancora disoccupato, è previsto un “tagliando” che concede una proroga di altri 18 mesi.

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