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Acer, scintille in commissione tra il presidente Losi e la consigliera Meneghelli

Audizione Acer Piacenza, scintille in commissione tra il presidente Patrizio Losi e la consigliera di amministrazione Lucilla Meneghelli.

Del resto era forse prevedibile che la riunione della commissione Servizi Sociali, presieduta da Carlo Segalini, dovesse assumere toni accesi: l’audizione di Losi, nominato alla guida di Acer dall’attuale amministrazione Barbieri, era stata più volte sollecitata dal capogruppo Pd Stefano Cugini, il quale ha più volte sollevato obiezioni riguardo all’operato del presidente.

Nella serata di venerdì 8 febbraio, l’audizione, richiesta tra l’altro anche da altri consiglieri di minoranza, si è alla fine tenuta, all’irrituale orario delle 18 e 30 (a regola le commissioni consiliari si tengono alle 17 – 17 e 30, con termine dei lavori verso le 20).

Il capogruppo Dem ha quindi esposto le contestazioni mosse al presidente Losi, come l’affitto di un alloggio Acer concesso a una utente dietro garanzia di un terzo, le spese sostenute per le trasferte del presidente, che “avrebbero potuto essere ridotte del 50% – ha detto Cugini – se si fossero utilizzati i mezzi pubblici, come prevede il regolamento, che consente l’utilizzo dei mezzi propri solo quando non sia possibile fare altro”, alla trasformazione in “monocratico” dell’organismo di vigilanza, che passa da 3 a un membro.

“Fin dall’inizio ho deciso di inviare, ogni 3 mesi, tutte le delibere da me assunte ai consiglieri. Quindi se avessi voluto fare il furbo, questa è propria l’ultima cosa che avrei dovuto fare” replica il presidente Losi.

“Non è la prima volta che torno su questi argomenti – continua -, forse non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Acer è una struttura di tipo piramidale, composta dalla conferenza degli enti (i Comuni e le amministrazioni socie, ndr), il cda, l’organismo di vigilanza e il collegio sindacale, di nomina regionale. Tutti gli atti promossi dal sottoscritto sono stati autorizzati da tutti. Non c’è un atto che sia stato modificato o messo in discussione”.

Ma proprio questo aspetto viene contestato dalla consigliera di amministrazione Lucilla Meneghelli. “Sono state votate all’unanimità delibere riguardanti la gestione “ordinaria” di Acer. Di diverso avviso – sottolinea Meneghelli – sono le voci riguardanti spese “nuove”, riguardanti importanti somme per nuove figure professionali e spese sostenute direttamente dal presidente e le ricadute che queste possono avere sul bilancio di Acer”.

Su questo ultimo punto si menzionano “gli innumerevoli viaggi del presidente a Roma, e addirittura la partecipazione ad un convegno a Parigi, con il rimborso di due notti e di 6 pasti, oltre all’uso dell’auto aziendale, il cui ricorso viene ammesso, da regolamento, solo nel caso dell’impossibilità di utilizzare mezzi pubblici” dice Meneghelli. Complessivamente in un anno le spese rendicontate in cda ammontano a 8mila euro, riferite “a carburante, pedaggi e pernottamenti e ai pasti”.

Ma la “lista” non si ferma qui. “La sottoscritta ha espresso perplessità anche sul compenso dell’addetto stampa, che passa da 25mila a 50mila euro in due anni (da 11mila e 500 euro a 25mila euro all’anno, ndr), con un mansionario non modificato – afferma Meneghelli -. A queste si aggiungono altre spese: 2.500 euro per il rifacimento del logo aziendale, mille euro per l’acquisto del nuovo pc per l’addetto stampa, 600-700 euro per la stampa di nuovi biglietti da visita e adesivi, altri 9.100 per il progetto “Non esAceriamo”.

Sono stati poi “assegnati 16mila euro al direttore di Acer Parma per rifare l’organigramma aziendale, con l’inserimento dell’addetto stampa al livello degli altri quadri dell’azienda, provvedimento illegittimo a mio avviso perché si tratta di un consulente esterno, oltre a demansionare il legale di Acer, togliendo delle funzioni poi attribuite a un’altra figura”.

Ma le obiezioni mosse dalla consigliera Meneghelli non si fermano qui, e parla anche “di un incarico da 30mila euro assegnato a una dipendente andata in pensione, le due delibere presidenziali, modalità non chiare e non necessarie per la selezione di una figura nel settore amministrativo”.

La consigliera infine denuncia un “clima di ostracismo nei miei confronti, mi è stato impedito l’accesso agli atti. Prassi comune, per i membri del cda, a tutte le Acer dell’Emilia Romagna”.

Affermazioni che hanno dato il via al dibattito. Tommaso Foti (FdI) contesta la piega assunta dalla commissione. “Le audizioni non avvengono sui massimi sistemi, ma sulle competenze che il consiglio ha – afferma -. Il simpatico siparietto sulle spese non mi interessa, perché se il bilancio viene approvato dall’assemblea degli enti soci va bene così. Allora dovremmo convocare anche la rappresentante di Iren, e chiedere i dettagli delle spese dei dirigenti”.

Christian Fiazza (Pd) contesta il fatto che Meneghelli non possa avere accesso agli atti, mentre la collega Giorgia Buscarini (Pd) dice “basta, qui si gira attorno al tema, non è stata data risposta alle domande poste da Stefano Cugini“.

“Tutto questo livore (nei confronti del presidente Patrizio Losi, ndr) mi dispiace – interviene Antonio Levoni (Liberali Piacentini) – perché si può fare politica in un altro modo”. La vicenda dell’alloggio con “garanzia” rientra, dice Levoni, in quella che dovrebbe essere la finalità di Acer: aiutare i bisognosi.

“Certo, è una storia che può suscitare simpatia, ma crea un precedente – osserva Giulia Piroli (Pd) – che può condizionare fasi successive. Sul tema delle spese, invece, ben venga l’attenzione visto che si tratta di denaro pubblico. Lo stesso Comune di Piacenza nel bando per l’assegnazione del ruolo di portavoce ha fissato un tetto più basso, con un compenso per un part time di 11mila euro lordi”.

“Non mi è chiaro lo scopo di questa commissione – afferma Michele Giardino (Gruppo Misto) – io mi sarei rapportato a un altro livello. Non capisco se la finalità è politica o giudiziaria. Di certo, si vuole mettere in una luce scura l’operato del presidente. In questi discorsi ho sentito un tintinnio di manette che mi fa passare a tempi andati”.

Ed è proprio il tempo che scorre a determinare una fine un po’ precipitosa della commissione: arrivate le 20, il presidente della commissione Segalini chiede se sia necessario votare per poter procedere con la discussione, ma il presidente di Acer dice di non potersi trattenere per motivi personali e questo dà il segnale di “via” alla maggioranza, che inizia a lasciare i banchi, tra le proteste di Cugini e Buscarini.

I Dem chiedono, invece, di continuare essendo la commissione iniziata, come da noi già detto sopra, ad un orario inconsueto. Ma il “tana libera tutti” si è già innescato e la riunione finisce così, senza votazione rispetto alla richiesta di proroga e in polemica.

 

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