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Loggione biancorosso: centenario…con cento rimpianti?

LOGGIONE BIANCOROSSO (di Giovanni Pecoli e Carlo Politi)

CENTENARIO…CON CENTO RIMPIANTI?

loggione biancorosso

VISTA DALL’ALTO

Si ha la sensazione, dopo l’ennesimo pareggio (4 in 5 partite dopo la ripresa post natalizia), che il Piacenza si stia letteralmente buttando via, e si stia poco a poco ritirando dai propri sogni di gloria.

No, non siamo pessimisti, solo drammaticamente realisti per i fatti evidenti esposti sul campo.

Che sia colpa o meno di Franzini – ognuno può dire ciò che meglio crede – ma è lampante che si è rotto qualcosa nel giocattolo grazioso delle prime giornate del girone di andata.

Si parla di condizione fisica precaria, giocatori come Marotta e Della Latta sbiaditi e non al top, Sestu stanchissimo dopo aver portato la croce per lungo tempo ed un Di Molfetta inspiegabilmente messo in panca dopo aver fatto addirittura il difensore.

Franzini ovviamente può decidere come meglio crede, ma nonostante le ovvie difficoltà in un campionato che vede squadre antagoniste del calibro di Entella, Pro Vercelli e Carrarese, si evidenzia come oltre al gioco ed alla condizione manchi quella voglia di sognare, di lottare come felini feroci sulla preda.

Per la cronaca, in un Garilli per pochi intimi l’Albissola – piccola ma volenterosa squadra di bassa classifica – per poco non si impone (a proposito che buon giocatore Cisco, correva che era un piacere!!).

Il Piace parte forte (se così si può dire) e pareva in grado di far male con un Terrani in ottimo spolvero ed un Sestu sì stanco ma sempre in grado di fare la differenza; la differenza reale l’ha fatta la sofferenza piacentina sugli esterni.

Da lì un improvviso spauracchio,lo 0-1 con un’autorete di Corsinelli provocata dallo scattante Cisco al 29′. Reazione rabbiosa di un Piacenza confusionario che porta il ligure Oprut ad atterrare Terrani: El Loco Ferrari calcia il rigore assegnato, quello del pareggio(1-1 al 33′).

Poco tempo ci ha messo il Piace a rimediare, tutto il tempo restava per svolgere il compito richiesto: vincere.

Ma è tremendamente confusa la manovra, tant’ è vero che il coriaceo Albissola di Bellucci in contropiedi ficcanti sventati da Fumagalli su Cisco e Cais (segno di un Piacenza privo di lucidità necessaria per non cadere nell’ennesimo pareggio) per poco non fa il colpaccio, ennesimo rimpianto che sta per toccare quota cento in questo centenario dei sogni  lì ad un passo ma…quasi inafferrabili.

C’è ancora tempo per rimediare, tutti insieme: ma chi sta sbagliando deve capire come non farlo più.

IN&OUT

IN: Il risultato è si deludente perché, è inutile nasconderci, tutti ci aspettavamo di più. Ma forse per ora un pareggio (uguale non perdere) è tanta roba e consente comunque al Piacenza di rimanere lì, una sorta di brodino che scalda ossa e muscoli in attesa di giorni migliori.

OUT: L’involuzione della squadra che dura ormai da qualche tempo. Ci fa pensare questo scivolone della forma psicologica della squadra: il Piace di oggi è una compagine bloccata e un po’ insicura, come se il dover recitare per forza il ruolo da protagonista non sia congeniale alle sue caratteristiche. Forse è necessario rimanere un po’ in disparte e muoversi con i fari spenti, diciamo le luci di posizione, e piano piano stare incollati alle prime posizioni per poi fare un sorpasso inaspettato più avanti. Forza Piace, forza!

ACCADDE OGGI:

Il 10 Febbraio 2002 Il Piacenza di Novellino, con  Tatanka Hubner, Paolino Poggi e il veloce Eusebio Di Francesco, impattava 1-1 contro il Torino nella città piemontese. Due gol colorati di biancorosso, perché alla rete del nostro grande punteros ricciolino rispose l’ex Ferrante.

Era un Piacenza veramente forte, a leggere i nomi della squadra – e anche della panchina – si sarebbe potuto fare di più e in quel campionato si arrivò alla salvezza quasi alla fine con il Verona in casa. Ma ci siamo divertiti e abbiamo visto addirittura il primo capocannoniere della A vestito di biancorosso della nostra storia…

Alla prossima, cuori biancorossi.

#cipiaceilpiace

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