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“Mi fido di te” contro la violenza. Il progetto nelle scuole e centri giovanili

Circa 30 incontri nelle scuole e nei centri aggregativi di Piacenza dedicati alla prevenzione della violenza attraverso il potenziamento della fiducia in sè stessi e negli altri.

E’#MIFIDODITEMIFIDODIME, iniziativa promossa in sinergia da cinque cooperative sociali e associazioni del territorio, presentata questa mattina presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano – che ha finanziato in parte il progetto con 30mila euro – da oggi al via nelle scuole e già da qualche settimana in sperimentazione in diversi centri aggregativi.

“In quanto Fondazione abbiamo deciso di sostenere il progetto per due motivi principali – ha esordito Nicoletta Corvi – il principale è il fatto che insiste su una problematica molto attuale, e che ha l’ambizione di poter fare un cambio di paradigma nei confronti della gestione della violenza sia di genere, che tra pari; in seconda istanza il progetto ha grande valore in quanto si tratta di un’iniziativa corale, che mette insieme le reciproche competenze per rispondere in maniera corale, e in tutte le sue sfaccettature, allo stesso problema”.

Obiettivo del progetto, che terminerà a maggio 2019, è quello di promuovere la fiducia dei ragazzi in sé e negli altri per contrastare la violenza di genere e tra pari: in questo senso si propone di realizzare percorsi di prevenzione nelle scuole, nei centri di aggregazione del territorio e in alcune strutture di accoglienza, lavorando oltre che con i ragazzi anche con gli insegnanti e gli educatori dei centri.

Il progetto è coordinato dalla cooperativa sociale L’Arco in partnership con le cooperative sociali Casa del Fanciullo e Oltre e le associazioni La Ricerca e Cipm (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione).

“Si tratta di un’iniziativa assolutamente innovativa di prevenzione che, attraverso la promozione della fiducia, invece che concentrarsi sulle tematiche negative legate alla violenza, mette in risalto le possibilità dello stare bene con gli altri” – ha spiegato Alessandra Bassi della Cooperativa sociale L’Arco, coordinatrice del progetto –  “Un progetto per tutti e diverso dagli altri, nel quale insegnanti ed educatori stanno già dimostrando di credere fortemente”.

Dopo i primi interventi avviati nei centri educativi e di aggregazione giovanili (“Spazio giovani Sarmato” gestito da “Coop l’Arco”, centro educativo “Tandem” di Piacenza gestito da “Casa del fanciullo”, centro educativo “Step” di Piacenza gestito da “Oltre”, “Centro giovani Corte” di Cortemaggiore, gestito da “La Ricerca” e l'”Arco”) e presso l’agenzia formativa “Tutor”, il progetto arriverà quindi nelle scuole piacentine.

A partire dall’Istituto commerciale e per geometri”Alessio Tramello”, per poi essere ospitato nelle aule del liceo artistico Cassinari, dell’istituto Casali, dei licei Gioia( durante la settimana della flessibilità) e Colombini, dell’istituto Rainieri Marcora e di Endo Fap don Orione, l’ente di formazione e aggiornamento professionale di Borgonovo val Tidone e Piacenza.

Le classi saranno coinvolte in quattro incontri per un totale di 6 ore, mentre la formazione dedicata agli insegnanti di ogni istituto sarà di circa 3 ore. Il lavoro proseguirà inoltre con un gruppo di donne migranti e in situazioni di difficoltà, in collaborazione con “Protezione della giovane” (Acisjf, associazione cattolica internazionale) “Associazione la Ricerca” e “Associazione Arcobaleno”.

Il progetto è supervisionato da Michele Marangi, docente di media education dell’Università Cattolica del sacro Cuore e da mediatori e psicologi esperti sulla violenza di genere del “Cpim”; una parte del progetto è dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, che, come la violenza, sono collegati alla mancanza di stima in sé e nell’altro.

La valenza innovativa del progetto sta nel lavoro sulla fiducia centrato sulla produzione di messaggi da parte dei ragazzi, e sulla loro rielaborazione e implementazione fatta nel gruppo dei pari. Si partirà dalla decodifica ed elaborazione di messaggi che arrivano ai ragazzi da internet, dalle persone, da tv, cinema, giornali e social network. I media digitali in particolare sono uno strumento utile per interrogarsi su cosa sta capitando “attorno a noi” ma anche per rispecchiarsi.

Ma i ragazzi oltre che spettatori, sono produttori e condivisori di messaggi: per questo si lavorerà soprattutto in un’ottica produttiva dei messaggi stessi, perché producendo, ideando, facendo si può comprendere in maniera diretta ed efficace la conseguenza della propria azione creativa.

Una volta realizzati i prodotti, che siano progetti social, flyer, adesivi o video, i ragazzi “testeranno” il frutto del loro lavoro attraverso una condivisione pubblica, in un’ottica di peer education, al fine di creare nicchie virtuose e desiderio di saperne di più rispetto ai temi del progetto. Tutti i prodotti dai ragazzi saranno contrassegnati dagli hashtag #MIFIDO e #ITRUST.

Durante la conferenza di presentazione erano presenti rappresentanti delle associazioni e delle cooperative coinvolte nel progetto. Patrizia De Micheli, responsabile relazioni esterne Associazione La Ricerca; Maria Chiara Bisotti, presidente di Cooperativa sociale “Oltre”; Maria Scagnelli, responsabile area adolescenti e progetti formativi, Cooperativa sociale “Casa del Fanciullo”.

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