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Mostra dedicata a Antonio Ligabue alla Biffi Arte, Sgarbi all’inagurazione

“Antonio Ligabue pittore e scultore”, ad uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento è dedicata la prossima mostra, in programma alla Galleria Biffi Arte di Piacenza.

L’esposizione, curata da Augusto Agosta Tota presidente della Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, resterà aperta dal 15 febbraio al 28 aprile.

L’inaugurazione si terrà il 14 febbraio, alle 18, con la presentazione di Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi.

LA MOSTRA – Il percorso è stato lungo, all’inizio accidentato, mentre la meta si veniva sempre più spostando. Dal 2017 gli impegni ed i progetti del Centro Studi sono stati fatti propri dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, che ne continua totalmente l’azione e che ha dato loro, se possibile, ancora più forza e maggior impulso, certamente maggiore autorevolezza.

Tanti decenni di impegno hanno portato a far conoscere la vita e l’opera di Antonio Ligabue sul piano internazionale come artista completo di altissimo livello creativo, con uno stile personalissimo, affascinante ed attuale.

Qual è dunque la novità di questa mostra piacentina? È la prima che la Fondazione concepisce osservando anche un profilo antologico, in una galleria privata, per cui, se da una parte la Fondazione in pieno svolge la sua funzione culturale estranea a qualsiasi compromesso commerciale, che ne snaturerebbe le finalità, nel contempo permette ai collezionisti, ai proprietari delle opere, agli operatori culturali, mercanti d’arte, investitori, se lo vogliono, di confrontarsi realmente con il mercato, come è specifico di una struttura privata qual è la galleria, oltre ed al di là delle indicazioni, spesso fuorvianti, dei risultati raggiunti dalle opere dell’artista in alcune aste.

Ormai, siamo convinti, io ed i miei collaboratori, che Ligabue sia un artista di così alto profilo che, anche se continueremo, come Fondazione, ad esporne le opere in strutture pubbliche, perché entri pienamente nel mondo artistico si debba consolidarne anche il mercato dando libero accesso alle quotazioni delle opere il cui valore, come per altri grandi artisti quotati, dipenderà dalla qualità pittorica, dal periodo di esecuzione, dalla dimensione e dal soggetto.

Può accadere ci siano notevoli sbalzi, Ligabue stesso aveva coscienza di quali sue opere avessero valore e quali no. Spesso, per clienti che gli commissionavano i quadri, istintivamente produceva opere di minore interesse artistico.

Naturalmente il nostro obiettivo presuppone una scelta qualitativa ed iconografica di qualità ed una condizione espositiva che permetta il godimento delle opere, capolavori e non, con il massimo livello di attenzione e di piacere: il che ci sembra di aver ottenuto con questa esposizione in un ambiente così qualificato come la Biffi Arte di Piacenza.

Vengono presentate 82 opere – 59 dipinti e 23 sculture in bronzo ­, un esemplare excursus su tutti i tre principali periodi in cui è stata suddivisa la produzione artistica di Ligabue: dagli animali domestici del primo periodo (Pascolo montano, olio su compensato, cm 56×69) alle tigri dalle fauci spalancate, (Testa di tigre, olio su faesite, cm 66,4×57,4) i felini in attacco (Vedova nera, olio su faesite, cm 102×134; Leopardo che sbrana una scimmia, olio su faesite, cm 110×124), i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza (Volpe con rapace, olio su tela, cm 120×150) del secondo e terzo periodo: una vera e propria giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.

E’ particolarmente negli autoritratti (Autoritratto con sciarpa rossa, olio su faesite, cm 45×35; Autoritratto con mosca, olio su tela, cm 70×50) che Ligabue dipinge il proprio dolore esistenziale, gridandolo con l’urgenza di una sensibilità intensa e ferina.

Anche l’attività plastica è presente con un nucleo di intense sculture tirate in bronzo dagli originali in terracotta o dall’unico in cera d’api come il Cavallo in amore. Generalmente Ligabue utilizzava l’argilla del suo amato Po che masticava a lungo per renderla duttile e realizzare straordinari gruppi di felini, come Animali in lotta e Leone e leonessa; numerosi cavalli e animali domestici.

Un’altra motivazione per questa mostra è il fatto che in collaborazione con Marzio Dall’Acqua, sto schedando l’opera grafica di Ligabue (disegni, pastelli, incisioni) e le sculture. Questa esposizione ha lo scopo di richiamare l’attenzione su Ligabue scultore, poiché si sta concludendo la fase di raccolta della documentazione e del rapporto con i proprietari di questo tipo di opere e di grafica.

Questa catalogazione segue l’edizione TUTTO LIGABUE. Catalogo Ragionato dei Dipinti pubblicata nel 2005 da Augusto Agosta Tota Editore, in due tomi, che, completando un lungo percorso, ha permesso di documentare circa 900 quadri su una produzione stimata in 1050/1100 dipinti. L’editrice Electa ha stampato nel 2002 Antonio Ligabue. Catalogo generale dei dipinti, con 699 opere.

Le opere riportate in entrambi i cataloghi generali sono state espertizzate Prof. Sergio Negri, così come le opere di grafica e scultura che saranno inserite nel catalogo generale di prossima pubblicazione.

Augusto Agosta Tota

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