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Quota 100 e reddito di cittadinanza: tutti i “paletti”. Il convegno Cgil

Una mattinata di approfondimento alla Camera del Lavoro di Piacenza sui temi economici del momento, pensionamento con “quota 100” e il reddito di cittadinanza.

L’esperta dell’Inca Cgil Emilia-Romagna, Morena Dall’Olio, ha illustrato tutte le novità normative dei due provvedimenti, compresi i “paletti” che delimitano i beneficiari.

Quota 100 – “Quota 100 sicuramente concede la possibilità di andare in pensione prima della somma 42 + 10, in quanto chi non li raggiunge deve aspettare magari l’età della vecchiaia in una condizione lavorativa in cui non ce la fa più. Il provvedimento propone quindi 62 anni di età e 38 di contributi come requisito minimo per andare in pensione.

Nel Decreto legge si può scegliere di andare in pensione con un dato importo dell’assegno, il che non significa necessariamente sia penalizzante. Ad esempio, se sulla base della mia pensione oggi sono a quota 1500 euro mensili e ritengo che questa cifra sia sufficiente, posso restare a casa.

In questo caso però non posso però fare alcuna attività lavorativa. A differenza infatti della pensione di vecchiaia o di chi ci va con 42 e 10, ci sono dei paletti. E’ quindi un’opportunità che vale per un triennio, dopodiché in quel periodo in cui usufruisco della pensione fino al compimento dell’età pensionabile non posso più lavorare”.

“Molte persone ci stano subissando di domande – ha evidenziato – perchè convinte che quota 100 si possa raggiungere con 61 anni e 39 di contribuzione. Non sanno invece che c’è una soglia al di sotto della quale non si può scendere”.

“Tanti ci richiedono una consulenza, una volta che spieghiamo che non possono più lavorare una volta in pensione – se non lavoro occasionale o autonomo ma al di sotto dei 5mila euro, pena la sospensione della pensione per tutto l’intero periodo dell’anno in cui hai prodotto quel reddito – dicono “no grazie faccio 42 e 10 o se ho la possibilità ci vado come precoce”.

“Potrebbe essere un’opportunità in altri casi in cui ci sono persone che devono fare il cumulo, o che hanno delle casse previdenziali che non consentono eventualmente di raggiungere il diritto alla pensione, ma sono opportunità che vengono valutate di volta in volta”.

“Diciamo che in sostanza è un’opportunità in più ma che non risolve il problema dell’aspettativa di vita che viene sterilizzata per un periodo, ma molti problemi rimangono comunque: la 42 e 10 non è cancellata e neppure la legge Monti Fornero”.

E sul Reddito di cittadinanza? Non riguarda noi come patronato ma riguarda i Caf. “E’ una prestazione che è evidentemente non è agevole: hai una serie di paletti infatti per accedervi. Il reddito di inclusione era più di aiuto, in questo caso è un aiuto economico – dicono loro – per ricollocarti nel lavoro”.

“E’ molto complicato accedervi e comunque, al di là dei requisiti di accesso che magari sono realizzabili, tutto quello che viene dopo è molto complicato, in quanto io devo essere guidato e curato da qualcuno. C’è un impianto molto grande da mettere su da parte del Governo stesso per dare gambe a questo decreto”.

Opportunità per pochi? “Sì, ritengo che sia difficile che venga usufruito da tutti quelli che ne avrebbero la necessità, proprio perchè basta un cavillo per non poterci rientrare o per mantenerlo successivamente. Così però non si fa occupazione, ma soltanto un aiuto”.

“Le assunzioni saranno quelle – fa notare – dei cosiddetti tutor o dei navigator, che però devono dare una mano ad altri disoccupati che sono in condizioni economiche disagiate: in sostanza io ti do un aiuto e tu non devi stare seduto ed andare a lavorare dove dico io”.

E’ però un problema perchè se sono già in condizioni economiche disagiate non è pensabile che io faccia 200 km per muovermi su tutto il territorio nazionale. Non vedo il Decreto quindi di così facile attuazione”.

Giovanna Sala, responsabile  Patronato Cgil di Piacenza spiega che su “quota 100” lo sportello “sta ricevendo molte persone interessate: “Dopo il boom di 100 persone il primo giorno, in media abbiamo oltre 20 persone che si presentano”.

“Ci sono tanti over 62 e cioè detentori di uno dei requisiti fondamentali per la pensione. Stiamo valutando velocemente le posizioni e ci stiamo attrezzando sull’accoglienza di queste persone che stanno arrivando un po’ tutte insieme.

Abbiamo previsto più appuntamenti per potenziare lo sportello, con due o tre operatori contemporaneamente, perchè ogni richiesta va approfondita e verificata con attenzione”.

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