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Rischio evasione e concorrenza sleale. Conviene davvero il “forfettone” per le partite Iva?

Pubblichiamo un interessante contributo di Mauro Peveri, commercialista e collaboratore di PiacenzaSera.it, uscito sull’ Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica diretto da Carlo Cottarelli.

Siamo sicuri che il nuovo regime forfettario per le partite Iva sia così conveniente per i professionisti e le imprese? Peveri elenca una serie di effetti distorsivi generati dal provvedimento che rischiano di incentivare l’evasione fiscale e anche di alterare la concorrenza tra titolari di regimi fiscali diversi.

Ecco il testo:

Quando ho sentito parlare per la prima volta della legge che avrebbe modificato il previgente regime forfettario per professionisti e imprese devo ammettere che ho pensato dovesse essere considerata una sorta di risarcimento per chi, faticosamente e con rischi non indifferenti, decide d’iniziare un’attività d’impresa o una professione.

Attività che non comportano tutele particolari, che spettano invece normalmente a chi ha un lavoro dipendente: indennità malattia, Tfr, indennità di disoccupazione, pensione, infortuni sul lavoro, ecc; tutele o diritti che rappresentano per i lavoratori dipendenti un patrimonio importante.

Quando poi ho letto e approfondito le norme approvate dal parlamento ho cambiato idea.

La legge di bilancio per il 2019 (L. 145/2019) art. 1, commi dal 9 al 22, disciplina il nuovo regime forfettario.

Chiunque eserciti un’attività d’impresa o professionale in forma individuale (sono escluse le società di persone o di capitali) e ha realizzato nell’esercizio 2018 ricavi o compensi (professionisti sempre per cassa, imprese per cassa o per competenza, secondo le opzioni esercitate), per un ammontare non superiore ad euro 65.000 nel 2019 potrà essere tassato in modo forfettario, applicando al reddito imponibile, anch’esso calcolato in modo forfettario, un’ imposta sostitutiva di Irpef, irap, Iva pari al 15%.

Chi aprirà una partita iva nel 2019, che non sia una mera prosecuzione di attività di lavoro subordinato o lavoro autonomo precedentemente svolte, e non avrà esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o una professione individuale, rispettando il limite massimo di ricavi o compensi di euro 65.000, potrà usufruire di una ulteriore agevolazione: l’aliquota dell’imposta sostitutiva sarà ridotta dal 15% al 5% per i primi cinque anni.

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