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Vendita azioni Iren, la maggioranza si incrina. Rinviata la decisione

Vendita azioni Iren, la maggioranza si incrina in commissione bilancio.

Dopo l’audizione dei vertici di Acer, un’altra commissione a Palazzo Mercanti (Piacenza) si svolge con contestazioni sulla procedura di discussione delle delibere proposte.

Questa volta tocca all’alienazione delle quote Iren detenute dal Comune di Piacenza, presentata dall’assessore al bilancio Paolo Passoni. Nessuna decisione alla fine è stata presa: la seduta è stata rinviata su richiesta di Antonio Levoni (Liberali) e Giorgia Buscarini (Pd).

Il  tetto di vendita per Piacenza è di 5 milioni e mezzo di azioni (destinato ad alzarsi fino a 7 milioni e mezzo, con la modifica dei patti parasociali di Iren) e il Comune ha deciso di metterne sul mercato 2 milioni e 300 mila euro.

Il ricavato cambia a seconda del valore di mercato delle azioni, ricorda Passoni, che è oscillato nell’ultimo anno da 1,90 euro a 2,20. In via prudenziale, dice l’assessore, si è deciso di tenere come base l’importo più basso (si stima pertanto che il ricavo possa essere di 4 milioni e 370 mila) e sarà destinato a finanziare il piano delle opere pubbliche 2019 – 2021, in votazione in sede di bilancio. “Non è escluso – anticipa Passoni – che parte di queste risorse possano essere utilizzate anche per altri investimenti”.

Ma è proprio questa indicazione così generica a non convincere Massimo Trespidi (Liberi). “Sono sempre stato favorevole alle alienazioni, l’ho dimostrato da presidente della Provincia. Ma la mia è una visione liberale: da ciò che si vende bisogna ricavare profitto. Vorrei sapere a cosa serviranno, queste risorse. Il piano di vendita, poi, doveva essere preceduto da un programma di razionalizzazione delle spese, che non può prescindere dal welfare, oltre che da un esame del fondo dei crediti di dubbia esigibilità”.

Antonio Levoni propone una sospensiva, come già lo aveva proposto il suo partito. Una pausa di riflessione su un tema, quello di Iren, che non deve essere visto solo come un modo semplice di fare cassa, ma che pone anche il tema della governance di una realtà strategica, ora che gli equilibri sono cambiati, sia dal punto di vista di appartenenza politica degli enti soci (Genova, Torino, ad esempio), sia con l’ingresso di nuovi soci (La Spezia).

“Il consigliere Tommaso Foti aveva chiesto di prendere contatti con il sindaco di Genova. E’ stato fatto?” chiede Levoni. “Non ci convince questa politica di bilancio, in cui si governa a colpi di variazioni, con soldi che spuntano fuori dal cassetto, quando all’inizio dell’anno non si sa mai quanti se ne possano spendere” rincara la dose il consigliere che non risparmia critiche neppure a Iren. “Basta sponsorizzazioni, dovrebbe impegnarsi a tenere più pulita la città”.

Levoni quindi chiude il proprio intervento chiedendo, appunto, di rinviare la decisione, anche dopo un approfondimento sul valore delle azioni stesse, in modo da poter ricavare il maggior guadagno possibile dalla loro vendita.

E qui, la discussione in commissione inizia ad accartocciarsi su stessa: il presidente Mauro Saccardi, infatti, ritiene di continuare la discussione, rimandando la votazione sulla sospensiva alla conclusione della discussione e alla risposta dell’assessore Passoni.

Ma la minoranza non ci sta e chiede che il presidente Saccardi si attenga all’osservanza del regolamento, che viene più volte consultato.

Alla fine la consigliera Giorgia Buscarini (Pd) prende la parola e chiede, con una mozione d’ordine, che la seduta venga sospesa. “Sono d’accordo con il consigliere Trespidi, dovrebbe essere detto chiaramente come verranno utilizzati i ricavi”.

Il presidente Saccardi cerca di far riprendere comunque la discussione, ma poi cede e si vota. Ed è proprio qui che arrivano le sorprese: la seduta viene sospesa, come chiesto da Liberali e minoranza, con i voti contrari di Cappucciati e Montanari (Lega), Domeneghetti (FdI) e Giardino (Misto), astenuto Colla (Piacenza Più), a favore invece Levoni (Liberali), Buscarini (Pd), Trespidi (Liberi), Dagnino (M5s), Rabuffi (Pc in Comune), Zanardi (Misto).

A far pendere la bilancia per il rinvio della discussione è proprio il voto del presidente Saccardi (Forza Italia), che vota quindi con minoranza e Liberali.

Una nuova tegola,insomma, per la maggioranza.

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