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Clima “pazzo”, allarme di Coldiretti “Nelle campagne è già emergenza”

Temperature sopra la media, piogge dimezzate e fiume Po in secca (il livello di severità è giallo e le previsioni meteo non indicano precipitazioni nei prossimi giorni).

È la situazione fotografata domenica 17 marzo dall’inviato di Skytg24 Flavio Isernia, che in collegamento in diretta dal lungo Po di Piacenza ha intervistato il presidente provinciale di Coldiretti Marco Crotti. “La situazione preoccupa, perché ci troviamo già purtroppo in condizioni di emergenza nelle campagne – ha dichiarato Crotti – con temperature anomale che durante il giorno superano i 24 gradi e nella notte scendono anche sottozero, uno stress per le colture con gli alberi da frutto che stanno già fiorendo”.

“Affrontare una campagna così senza infrastrutture adeguate per stoccare l’acqua rappresenta un problema serio. Purtroppo il clima è sempre più estremo e a rischio c’è tutto il settore agricolo. Dobbiamo dotarci di strutture adatte a questi fenomeni”.

A preoccupare soprattutto al Nord è un inverno asciutto segnato da precipitazioni dimezzate (-50% rispetto alla media), che hanno lasciato a secco fiumi, laghi, invasi, terreni e senza neve le montagne, nel momento in cui l’acqua è essenziale per l’irrigazione delle coltivazioni, secondo una analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Isac/Cnr.

Non sono previste peraltro precipitazioni significative nel mese di marzo che possano cambiare la situazione che allo stato attuale al Nord – rileva la Coldiretti – è peggiore di quella del 2017 che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani ed è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura (in particolare nel piacentino) a causa della siccità che ha tagliato i raccolti delle principali produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino ai cereali, ma anche i vigneti ed il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte.

Nel collegamento successivo di Skytg24 è stato intervistato il presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani, che ha confermato le forti criticità. “Abbiamo qualche strumento infrastrutturale in più rispetto al 2017, anno nero per la crisi idrica, ma ci sono molti interventi da fare anche in ambito civile. L’acqua è un problema di tutti”.

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