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Delegazione piacentina al World Family Congress di Verona

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato dal comitato Family Day di Piacenza

Anche Piacenza sarà presente al Word Family Congress che si terrà alla fine di marzo a Verona. “Parteciperò insieme a mia moglie alle tre giornate congressuali – dice Andrea Fenucci, Coreferente del Comitato Family Day di Piacenza -. Altre famiglie e amici ci raggiungeranno alla Marcia per la Famiglia in programma domenica 31 marzo alle ore 12 con partenza da Piazza Bra, in prossimità dell’Arena”.

Giancarlo Tagliaferri, Consigliere della Regione Emilia Romagna e Massimo Polledri ex Assessore alla Famiglia del Comune di Piacenza hanno confermato la loro presenza.

Sui media nazionali se ne parla come di un convegno “da medioevo”, animato da “omofobi retrogradi” che, sostiene il vice-premier Di Maio, vorrebbe “costringere la donna a restare a casa a cucinare”. Una petizione di un gruppo di parlamentari chiede di togliere il patrocinio della Presidenza del Consiglio e addirittura è stata fatta una campagna per boicottare gli hotel che ospiteranno i congressisti causando così gravi danni economici agli albergatori veronesi.

Ci chiediamo da dove nascano questi pregiudizi e perché ci sia così tanto astio. Le critiche sono così lontane dalle realtà e talvolta oggettivamente false che si deve supporre o malafede o ignoranza dei contenuti. Vista la crisi in cui versa la famiglia italiana e l’inverno demografico che affligge le nostre città è chiaro che ci siano forze contrarie alla famiglia naturale che si rendono palesi proprio quando la famiglia viene promossa e sostenuta.

Per ciò che riguarda i contenuti il Congresso si focalizzerà su otto nuclei tematici distinti eppure complementari sotto il profilo valoriale quali la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, ecologia umana integrale, la donna nella storia, crescita e crisi demografica, salute e dignità della donna, tutela giuridica della Vita e della Famiglia, politiche aziendali per la famiglia e la natalità.

La regia dell’evento è opera dell’Organizzazione internazionale per la famiglia (Iof), dal 2016 presieduta da Brian S. Brown, attivista formatosi all’università di Oxford cofondatore, nel 2007, della National Organization for Marriage, marito e padre di 9 bambini, Brown è stato protagonista di articoli delle più prestigiose testate del pianeta, dal New York Times al Washington Post, con quest’ultima testata che l’ha definito come uomo dal “cordiale e spietato buon senso”.

Quello che si terrà a Verona è l’ottava edizione del Congresso. Lo scorso anno l’evento si tenne in Moldavia, ospitato dal presidente Igor Dodon, mentre nel 2017 il governo ungherese collaborò alla sua realizzazione a Budapest, con la partecipazione del presidente Viktor Orbàn. La manifestazione gode anche la stima di esponenti ecclesiastici, se si pensa che pochi mesi fa a Chisnau, in Moldavia, era presente anche il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. E fu proprio allora, che la scelta di organizzare il Congresso a Verona venne ufficializzata.

Questi eventi internazionali hanno un duplice scopo. Il primo è quello di far incontrare leader sostenitori della famiglia provenienti da tutto il mondo, i quali altrimenti difficilmente avrebbero modo di farlo. In secondo luogo il fine è di affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale, sia facendo il punto sulle politiche finora adottate su questo versante, sia tracciando prospettive comuni su cui lavorare.

L’edizione veronese del Congresso, come noto, avrà come ospiti di primo piano, da Matteo Salvini al ministro Lorenzo Fontana, dal presidente moldavo Dodon al patriarca della Chiesa cattolica siriana Ignazio Giuseppe III.
Nessun mistero per quanto riguarda i finanziatori e gli sponsor del Congresso, i cui numerosi loghi figurano ordinati sulle locandine e sul sito ufficiale wcfverona.org. Si tratta essenzialmente di associazioni pro family tra le quali per il nostro Paese, spiccano CitizenGo, rappresentata in Italia da Filippo Savarese, Pro Vita di Toni Brandi e Generazione Famiglia di Jacopo Coghe.

Invitiamo tutti i piacentini, chi ama la famiglia ma anche i critici, a venire a Verona dove saranno presenti tante famiglie e potranno incontrare donne e mamme che sono anche medici, magistrati, ingegneri, notai, docenti universitarie, commesse, segretarie, impiegate, qualcuna che sta a casa a fare la mamma, per scelta, dopo aver messo la laurea nel cassetto, qualcuna che è costretta invece a lavorare per necessità economica.

Perché la libertà non è quella delle femministe che dicono che la donna deve lavorare e stare dieci ore al giorno lontano dai figli. La vera libertà è la libertà di scelta, la libertà dalla necessità economica: le madri che vogliono lavorare devono poterlo fare, ma quelle che volessero fare le madri a tempo pieno dovrebbero essere altrettanto libere di farlo, nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di dire quale sia il modo migliore di essere madre.

Chi vuole partecipare alla Marcia per la Famiglia di Verona può scrivere a piacenza@difendiamoinostrifigli.it o chiamare il 3476552444.

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