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I bambini dell’asilo di via Sbolli in visita alla mostra su Stefano Bruzzi

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Nove bambini dell’asilo insieme all’assessore ai Servizi sociali Federica Sgorbati nella sede di Confindustria Piacenza per visitare la mostra dedicata al pittore Stefano Bruzzi.

Nella mattinata del 5 marzo il gruppo di giovani visitatori d'”eccezione” ha potuto approfondire le suggestioni delle opere del pittore piacentino.

bambini asilo in visita alla mostra su stefano bruzzi

I nove alunni vengono dal Polo per l’infanzia di via Sbolli, ed erano accompagnati, oltre che da Sgorbati, dai genitori e dalle educatrici, per un’esperienza culturale mirata ad accostare anche i più piccoli all’arte.

Obiettivo dell’iniziativa, come hanno sottolineato le coordinatrici pedagogiche, era permettere ai bambini di conoscere ed esplorare il linguaggio visivo, andando alla scoperta del patrimonio artistico del territorio e, attraverso la mostra, coltivare l’abitudine a frequentare spazi espositivi e musei.

bambini asilo in visita alla mostra su stefano bruzzi

Dallo scorso anno educativo, i bambini che frequentano il servizio comunale Edugate – polo scolastico per l’infanzia di via Sbolli, partecipano a un percorso didattico mirato a utilizzare l’arte come esperienza e risorsa educativa, che nei mesi scorsi li ha già portati alla Galleria d’arte moderna Ricci Oddi.

Grazie alla disponibilità di Confindustria, hanno avuto l’opportunità di visitare presso la sede dell’associazione in via IV Novembre la mostra del pittore piacentino Stefano Bruzzi, alla presenza dell’assessore ai Servizi Sociali Federica Sgorbati. Il progetto è condiviso con i genitori che, anche in questa occasione, hanno partecipato alla visita accompagnando i loro bambini.

Per preparare la classe all’esperienza, gli insegnanti hanno narrato le immagini del catalogo utilizzando una metodologia interattiva adatta a stimolare la capacità di osservare i particolari, di esprimere le proprie emozioni e la propria visione del mondo. L’incontro dal vivo con l’arte è sostenuto dalle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia, al fine di migliorare le capacità percettive dei bambini, coltivare il piacere delle esperienze dirette insieme alla coscienza storica del patrimonio culturale.

L’Unesco considera l’educazione artistica come un “diritto umano universale”, che gioca un ruolo chiave in una formazione completa. Nella frenesia quotidiana, sottolineano le coordinatrici pedagogiche, dove le immagini dei cellulari, dei tablet e della TV corrono veloci come il nostro tempo, fermarsi a contemplare un quadro porta bambini e adulti in un’altra dimensione, dove sono in gioco empatia, sensazioni, emozioni ed estetica.

bambini asilo in visita alla mostra su stefano bruzzi

STEFANO BRUZZI – Stefano Bruzzi (Piacenza, 1º maggio 1835 – Piacenza, 4 gennaio 1911) è stato un pittore italiano figurativo, paesaggista, aderente alla corrente dei “macchiaioli” fiorentini. Il padre, Pietro, era un magistrato.

A Piacenza frequentò l’Istituto di Belle Arti Gazzola. A 19 anni si recò a Roma a studiare presso il pittore Alessandro Castelli (1809-1902)[2]. Il suo soggiorno romano durò quattro anni nei quali strinse amicizia con Nino Costa, tramite cui conobbe Arnold Böcklin.

Ma la vena artistica di Stefano Bruzzi traeva libera ispirazione dalla realtà che lo circondava con particolare predilezione per il paesaggio appenninico della sua infanzia. Il suo primo dipinto Il castello di Gropparello risale al 1855. Gli fu commissionato dal marchese Anguissola.

Al suo rientro da Roma si stabilì a Roncolo di Groppallo, dove acquistò anche una casa. Qui trovò rifugio fino alla cacciata degli austriaci da Piacenza dove fece ritorno nel 1860 e dove si sposò. Tra il 1860 e il 1863 visse con la famiglia prima a Bologna e poi a Milano. Dal matrimonio nacquero 7 figli.

La famiglia nel 1874 si trasferì a Firenze dove Stefano Bruzzi conobbe Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Filippo Palizzi, Serafino De Tivoli, Gerolamo Induno, Vincenzo Cabianca, Vito D’Ancona, e Domenico Morelli esponenti di spicco del verismo della corrente dei “macchiaioli” toscani da cui la sua pittura, già affine a quello stile e a quei temi, ebbe un notevole impulso.

Iniziò a esporre le sue opere e nel 1888 vinse il Primo premio all’Esposizione di Bologna con il quadro “Il ritorno dal mercato”. La sua fama varcò le Alpi grazie all’amicizia con il pittore svizzero Arnold Böcklin che lo introdusse presso i mercanti d’arte svizzeri.

Nel 1895 tornò definitivamente a Piacenza dove tenne la cattedra di figura presso l’Istituto di Belle Arti Gazzola divenendone successivamente anche il direttore. Nel 1897 espose l’opera Il don Chisciotte considerato il suo capolavoro.

La sua produzione fu copiosa ma sempre di alto livello e si protrasse fino a poco prima della sua morte avvenuta a Piacenza il 4 gennaio 1911.

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