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“Quota 100, 181 pensionamenti nella scuola. Governo vari piano assunzioni”

Regionalizzazione del sistema di istruzione, salari inadeguati, precariato sempre più diffuso, personale Sta. Sono queste le quattro emergenze denunciate dal mondo sindacale della scuola, che si presenta compatto e unito nel lanciare una serie di iniziative di proteste.

La mobilitazione è stata presentata da Paola Votto (Cisl Scuola), Giovanni Zavattoni (Flc Cgil), Giovanna De Fusco (Uil Scuola), Salvatore Pizzo (Gilda), ed è sostenuta anche da Snals.

Si inizia martedì 12 marzo, con il sit in indetto dalle 16 alle 18 davanti all’ufficio scolastico provinciale in Corso Garibaldi a Piacenza, cui seguiranno assemblee in diversi istituti, altri scioperi e manifestazioni.

La protesta del 12 marzo si concentra in modo particolare sull’esigenza di un piano assunzioni nel mondo della scuola: dal primo settembre 2019 si stima che i posti vacanti possano essere, tra docenti e personale Ata, quasi 150mila.

A livello provinciale, una delle emergenze concrete che le scuole si troveranno ad affrontare riguarda i pensionamenti con quota 100. Sono 181 gli insegnanti, i collaboratori scolastici e gli impiegati amministrativi che andranno in pensione, lasciando liberi cattedre e posti di lavoro che non saranno coperti da nuove assunzioni. E, fanno presente i sindacati, in un momento in cui le graduatorie dei precari sono andate in esaurimento, si rischia di far iniziare il prossimo anno in salita soprattutto agli alunni e alle loro famiglie.

Una soluzione? Prima di tutto semplificare le immissioni in ruolo, interrompendo le situazioni di precariato che durano anche 20 anni, uniformando il pubblico impiego al privato.

Dopo 3 anni di lavoro a tempo determinato, i docenti devono poter essere assunti in via definitiva. Un problema diffuso tra docenti e anche personale Ata, dove, ad esempio per quanto riguarda gli assistenti amministrativi, spesso vengono attribuite in via temporanea le funzioni di dirigente, evitando così di nominarne d nuovi.

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