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Cure palliative domiciliari, in tre anni assistiti 430 pazienti “Possibilità di scelta per i malati”

Cure palliative a domicilio, a Piacenza è tempo di bilanci.

A tre anni dall’avvio del progetto di cura e supporto domiciliare ai pazienti affetti da patologie croniche avanzate, che dal 2016 vede coinvolti Ausl di Piacenza, Ordine dei Medici di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano, nella mattinata del 11 aprile è stato fatto il punto della situazione e sono state presentate idee ed iniziative future.

“Un progetto iniziato tre  anni fa e in cui abbiamo creduto moltissimo – ha commentato Raffaella Bertè, direttore Rete cure palliative Ausl Piacenza – devo dire che in questo periodo abbiamo ottenuto dei risultati inaspettati: riusciamo ad entrare nelle case delle persone, lavoriamo molto bene con i medici generici e le infermiere della Adi (Assistenza Domiciliare Integrata, ndr)”.

“Abbiamo costruito una rete a domicilio – ha proseguito – nella quale il paziente riesce a muoversi – passando dall’hospice, al domicilio, all’ambulatorio – senza dover ricorrere all’ospedale, che è un luogo che dovrebbe curare i pazienti acuti e non i pazienti con patologie croniche in fase avanzata. Sono stati seguiti a casa 430 pazienti  per un totale di 681 visite a casa, coprendo l’80% dei comuni del territorio provinciale. Inoltre, sono state 736 le ore di formazione insieme ai medici di famiglia”.

Nell’équipe di cure palliative domiciliari sono presenti un medico palliativista, un infermiere e uno psicologo, che in questo triennio hanno percorso complessivamente 35mila chilometri di strada, in una logica di assistenza globale alla persona.

“Gli interventi non sono solo sanitari – ha aggiunto Bertè – la vastità dei problemi connessi a queste situazioni ha riflessi sull’intera famiglia. Nella fase finale della malattia la sofferenza ha più dimensioni: non solo quella fisica, ma anche emozionale, psicologica, sociale, e ognuna di queste richiede risposte precise e delicate”.

Un progetto giovane, ma che sta già facendo scuola, dato che a maggio la nostra città ospiterà il convegno regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Cure Palliative (Sicp), al quale parteciperanno relatori da tutta Italia che si confronteranno sul tema della ricerca, non solo clinica ma anche organizzativa finalizzata a migliorare la cura dei pazienti.

presentazione del bilancio di tre anni di attività del progetto di cure palliative domiciliari

Un progetto, inoltre, che in futuro mira sempre di più a “camminare sulle proprie gambe”, come sottolineato dal presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani “Si tratta di un’iniziativa importante perché realizza due finalità – ha spiegato – in primo luogo c’è la tutela delle persone fragili: le cure palliative domiciliari sono per questa città una novità, che per come sono state svolte in questi tre anni hanno costituito un’eccellenza, offrendo ai malati una possibilità di scelta tra essere ricoverati all’hospice o rimanere a casa”.

“La seconda finalità riguarda la nostra “mission” come Fondazione di favorire le start up. Non possiamo continuare a finanziare un progetto in eterno, l’idea è quindi quella di lanciare il progetto per far si che poi “cammini con le proprie gambe” come sta avvenendo in questo caso”.

“Noi siamo partiti con un impegno finanziario di 120mila euro all’anno per tre anni – ha poi spiegato – in quanto si doveva finanziare medico e infermiere palliativista, oltre che lo psicologo. Il progetto è stato così apprezzato – ha concluso – tanto che il nostro impegno in termini economici sta diminuendo: l’Ausl ha infatti deciso da sè di stipendiare un medico, e per questo già da quest’anno diminuiremo l’impegno economico a 90mila euro”.

Sempre in quest’ottica, l’Ausl di Piacenza si sta impegnando per rendere stabile l’équipe domiciliare, completando le procedure concorsuali che permettano di assumere definitivamente le figure professionali che la compongono.

Erano presenti alla conferenza anche Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza e Maria Gamberini, direttore amministrativo Ausl Piacenza.

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