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La protesta dei vigili del fuoco contro il “lenzuolo corto” dei soccorsi

Il “lenzuolo corto” dei soccorsi in provincia di Piacenza: se si copre una zona, ne resta scoperta un’altra.

sciopero vigili del fuoco

E’ questa l’immagine utilizzata dai vigili del fuoco per descrivere la situazione ormai cronica di carenza di organico del comando.

Per questo oggi, giovedì 11 aprile, è stato indetto uno sciopero di 12 ore che ha raccolto un’ampia adesione. La mobilitazione era stata indetta da Cgil Funzione Pubblica e Conapo ha raccolto adesioni anche da lavoratori di altre sigle sindacali.

Dalle 10 alle 12 i pompieri piacentini hanno dato vita a un presidio di protesta davanti alla caserma in strada Valnure, mentre per una delegazione è in programma un incontro in Prefettura.

“Siamo molto contenti dell’adesione – ha spiegato Giovanni Molinaroli della Cgil – abbiamo un’altissima percentuale del personale in servizio e anche tra i giornalieri. Al Ministro e al Governo chiediamo che assegnino il personale che spetta al comando di Piacenza, per togliere questa carenza cronica che si ripercuote sul servizio di soccorso. Chiediamo inoltre che il comandante Martino finalmente dopo otto anni dichiari questo benedetto numero minimo per la sede centrale di Piacenza”.

sciopero vigili del fuoco

Massimiliano Clini del Conapo aggiunge: “Chiediamo da subito di mantenere nella sede centrale di strada Valnure un numero minimo di uomini per avere nella zona di maggiore incidenza di interventi la possibilità di gestire almeno due criticità contemporaneamente, il nostro dirigente dovrebbe chiedere un numero minimo di 13 unità per garantire anche l’integrità dei distaccamenti esterni”.

La vetustà dei mezzi a disposizione e la carenza di organico sono le principali ragioni della mobilitazione dei vigili del fuoco. Il comando di Piacenza dovrebbe poter contare su 191 unità, mentre oggi il servizio viene garantito da soli 145 vigili del fuoco divisi in 4 turni di lavoro, cioè 36 unità per ogni turno invece delle 47 previste, a cui vanno sottratti riposi, recuperi ecc. Numeri che vanno poi ripartiti tra la sede centrale e i distaccamenti di Bobbio, Fiorenzuola e Castelsangiovanni.

Significa che dei 25 vigili del fuoco effettivi, ne vengono assegnati 5 per ogni distaccamento e 10 per la sede centrale. Da questi 10, poi, vanno eliminati il capoturno e gli addetti alla sala operativa che non possono spostarsi per garantire il presidio della sede.

Al presidio della caserma Valnure presente anche il consigliere comunale del Pd Stefano Cugini che aveva presentato un emendamento al bilancio comunale per la sistemazione viabilistica del tratto di strada prospiciente alla caserma.

“L’emendamento è stato reso inammissibile – ha spiegato il consigliere dem – e non è stato nemmeno discusso, avevamo proposto di togliere 50mila euro da un capitolo di bilancio per investirli negli interventi da realizzare qui, ma ad oggi non è stata stanziata nessuna risorsa”.

I problemi sollevati dai vigili del fuoco sono di diversa natura: la pulizia del cavalcavia, la segnalazione di uscita dei mezzi di soccorso attraverso un semaforo, la mancanza di una fermata di una linea urbana, l’assenza di un marciapiede e la definizione del limite di velocità del tratto di strada Valnure interessato.

Molinari e Tarasconi (Pd), “Governo prenda provvedimenti per la carenza di personale” – “Esprimiamo solidarietà ai Vigili del fuoco di Piacenza e continueremo a fare pressing al Governo affinchè prenda adeguati provvedimenti: sette vigili del fuoco per il soccorso tecnico e urgente sono troppo pochi per la nostra città”.

Lo affermano i consiglieri regionali Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi che in questa giornata, in cui è stato proclamato lo sciopero e un presidio in strada val Nure, hanno presentato una risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nell’opera di sostegno economico e logistico al corpo regionale e a ribadire al Ministero dell’Interno, da cui i Vigili del Fuoco dipendono, l’urgenza di trovare soluzioni e risorse necessarie per le esigenze di un Corpo che garantisce servizi fondamentali e preziosi per la sicurezza dei cittadini.

“Si proclama uno sciopero – osservano Molinari e Tarasconi – quando si vuole essere ascoltati ; non succedeva da 30 anni che i Vigili del Fuoco si fermassero in segno di protesta e pur mettendo quotidianamente a rischio la propria vita non stanno facendo tutto ciò per lavorare di meno, avere stipendi più alti o mezzi più comodi per se stessi: tutto questo è per offrire un servizio alla comunità”.

“Il senatore leghista Pisani – hanno poi incalzato i dem – ha recentemente minimizzato il problema della carenza di personale, argomentando che Piacenza è nella media nazionale, una affermazione smentita dai sindacati e che non porta certo a una soluzione”.

“Il Comando dei Vigili del Fuoco di Piacenza ha di gran lunga la più grave carenza percentuale di organico in Emilia-Romagna e nei prossimi anni dovrà sopperire anche a massicci pensionamenti”, sottolineano. Secondo i dati forniti dai sindacati, in tutta la provincia di Piacenza, con il personale attualmente a disposizione il servizio di soccorso viene garantito mediamente con 25 unità effettive suddivise tra i tre distaccamenti di Fiorenzuola, Bobbio e Castel San Giovanni (5 per ognuno) e la sede centrale (10 operativi); attualmente, soli 7 vigili del fuoco devono garantire in prima battuta il soccorso tecnico urgente a tutta la città di Piacenza ed alla sua periferia; a ciò si aggiunge l’utilizzo di mezzi di soccorso obsoleti e le connesse frequenti necessarie manutenzioni, che comportano spesso l’utilizzo di mezzi di scarsa affidabilità”.

“Con numerose note indirizzate al Comune di Piacenza, il Sindacato ha peraltro più volte evidenziato la necessità della messa in sicurezza del tratto di strada di fronte alla sede del Comando Provinciale, sottolineando che la mancanza del marciapiede e dell’illuminazione rende irraggiungibili all’utenza gli uffici del Comando aperti al pubblico; a questo disagio si unisce la mancanza di una corretta segnalazione dei mezzi di soccorso con conseguente pericolo per i cittadini”.

“Invitiamo ciascuno a fare la propria parte in ciò che gli compete – esortano i consiglieri; ricordiamo che dal 2000 a oggi ammontano a 7,3 milioni di euro le risorse regionali destinate all’implementazione delle dotazioni strumentali delle strutture operative dei Vigili del Fuoco e che per il 2019, secondo il quadro operativo annuale delle convenzioni tra l’Agenzia regionale di Protezione civile e la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, si prevede l’erogazione di 540mila euro per l’acquisto di mezzi e attrezzature”.

“Essendoci evidentemente sempre più necessità – concludono – la Regione continuerà la propria opera di sostegno economico e logistico per ciò che le compete e, come chiediamo, si farà cassa di risonanza per ribadire al Governo l’urgenza di stanziare ulteriori risorse”.

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