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La storia del “Barba II”: dagli Alpini alla battaglia di Monticello coi partigiani

La Battaglia di Monticello, scoppiata nella notte fra il 15 e il 16 aprile del 1945, fu la più importante di tutta la Resistenza piacentina.

La vittoria conseguita dei 32 partigiani, assediati per diverse ore nel castello, e in cui soccorso arrivarono una decina di uomini provenienti da Monteventano sotto la guida di Lino Vescovi “Il Valoroso”, fu una storia collettiva fatta di tante vicende individuali. Quelle dei singoli combattenti che – armati fino ai denti – non si arresero fino alla ritirata dei nazifascisti in netta superiorità numerica.

Tra i partigiani che parteciparono a quella battaglia sanguinosa c’era anche un 29enne nato a Gazzola, Cesare Annoni, detto “Il Barba II”. La sua vicenda è stata rievocata dal sindaco di Gazzola Simone Maserati in occasione dell’ultima commemorazione a Monticello lo scorso 14 aprile.

Cesare Annoni guidava i 25 uomini della Settima Brigata che erano asserragliati nel castello di Monticello. Era nato a Gazzola il 13 marzo 1916 e, dopo l’arruolamento negli Alpini, l’8 di settembre scelse di schierarsi con i partigiani. Quando giunse a Monticello era al comando della seconda compagnia della Settima Brigata: insieme ai suoi decise di non rispettare l’ordine e rimase nel castello di Monticello durante l’attacco da fuori.

Il figlio Mauro ha raccolto alcune notizie sulla sua carriera militare: “Nel ’36 dovevo andare militare, ma avevo l’ernia e questo mi dispensò. Sono stato chiamato nel ’40, quando siamo entrati in guerra, tra i sedentari nel Genio Mista Alpini. Quegli alpini vennero mandati in guerra, mentre io fui inviato a Casale Monferrato al Genio, dove ero di stanza nel deposito del magazzino”.

Cesare Annoni Barba partigiano

“L’8 settembre del ’43 invece mi trovavo a casa perché mi avevano operato di ernia e stavo scontando due mesi di convalescenza. Mi trovavo al Casone di Statto, dove abitavano i miei fratelli, perché quella era una zona non pericolosa, lì non c’erano gli sbandati”.

Poi arrivò la scelta di affiliarsi alle bande partigiane. “Nel ’44 ho fatto tre mesi a S. Giorgio, vicino Bobbiano, con i partigiani della Terza Brigata del comandante Paolo: i nuovi arrivati erano assegnati alla guardia e all’addestramento, mentre le squadre volanti erano impegnate nelle azioni. Poco dopo ho conosciuto il comandante Italo Londei e a fine agosto decisi di seguirlo quando abbandonò il comando. Di lì a poco è nata la Settima Brigata”.

Dopo la liberazione Cesare Annoni ha fatto parte della polizia partigiana nella città di Piacenza, poi della polizia ausiliaria e, dopo aver frequentato un corso a Nettuno nel 1947, è entrato a far parte del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, prestando servizio presso la Questura di Piacenza fino al 1950, a Cosenza fino al 1960, a Pesaro fino al 1974, anno in cui è andato in pensione. E’ morto nel 1995.

Nel 1946 la Commissione Regionale Riconoscimento Qualifica Partigiani Emilia Romagna ha riconosciuto a Cesare Annoni la qualifica di partigiano combattente per il periodo dal 17/04/1944 al 28/04/1945. Nel 1948 la Commissione Regionale gli ha riconosciuto la qualifica di Comandante di Battaglione (oltre 100 uomini) corrispondente a Tenente per il periodo dal 3/06/1944 al 28/04/1945.

“Credo sia un’importante e preziosa testimonianza per Gazzola ed i suoi abitanti venire a conoscenza che al comando degli uomini della Settima Brigata nella battaglia di Monticello c’era un partigiano nato a Gazzola”.

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