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Le “affinità elettive” di Fontanesi in mostra alla Ricci Oddi fino al 30 giugno fotogallery

“Il paesaggio deve essere qualcosa di più che la verità positiva, la quale contentandosi di guardare la natura con gli occhi vede di questa soltanto ciò che d’essa mostra a chicchessia, al primo che viene”.

E’ la lezione di Antonio Fontanesi, paesaggista, tra i pittori più influenti dell’Ottocento italiano, protagonista indiscusso della mostra “Paesaggio e figure. Fontanesi e i tempi del naturalismo”, a cura di Ivo Iori, che resterà aperta fino al prossimo 30 giugno.

Il filo conduttore di questa esposizione, che si tiene quasi in contemporanea con quella che Reggio Emilia ha deciso di dedicare proprio a Fontanesi, originario del Comune emiliano.

Il tema che Iori ha deciso di sviluppare per la Ricci Oddi, che vanta presso la propria collezione un grande numero di opere del Fontanesi, è quello che più caratterizza il pittore, ossia il paesaggio, mostrandone le “affinità elettive” o gli “accoppiamenti giudiziosi” con altri artisti di epoche successive.

Del resto, come dice Fontanesi, l’artista nel ritrarre la natura non si limita a ritrarre ciò che questa “al primo che viene”, ma è uno svelamento dell’intimità, dei sentimenti umani.

Ecco quindi i “dialoghi” con il famoso paesaggio del 1943 di Giorgio Morandi, con gli sketch book di Graham Sutherland, con Enrico Baj. Non solo: l’eredità stilistica di Fontanesi si trova anche negli scatti di due tra i fotografi italiani più famosi, Luigi Ghirri e Mario Giacomei.

Una mostra ambiziosa, che vede opere in prestito dalla Fondazione Magnani Rocca e la collaborazione dell’università di Parma e il suo Centro Studi e Archivio della Comunicazione. Lo spunto di partenza sono gli studi dei critici Roberto Tassi e Francesco Arcangeli.

“E’ una mostra molto complessa, che ha delle sottigliezze che rendono necessaria il vederla più di una volta proprio perché la relazione tra i singoli artisti esposti e Fontanesi è la stessa che ha costruito tutta l’arte del Novecento. Il paesaggio affonda le radici in Fontanesi” – commenta il presidente della Galleria Ricci Oddi, Massimo Ferrari, a margine della partecipata inaugurazione, che ha visto la partecipazione del sindaco Patrizia Barbieri, dell’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, e di Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, main sponsor dell’esposizione. Tra gli ospiti dell’inaugurazione anche Pietro Coppelli, condirettore della Banca di Piacenza.

“La relazione che abbiamo stabilito con Reggio Emilia è molto interessante – continua Ferrari -; noi abbiamo prestato a loro delle opere per l’esposizione, che vedrà una una saletta dedicata alla Ricci Oddi, proprio perché nessuno vuole fare competizione ma creare un collegamento, degli itinerari culturali”.

Un percorso che continuerà, alla Ricci Oddi, fino al 30 giugno.

13 aprile – 30 giugno 2019 | Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi Via San Siro, 13 Piacenza.
ORARI – Da martedì a domenica: ore 9,30 – 12,30 e 15,00 – 18,00

0523.320742 – info@riccioddi.it – www.riccioddi.it

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