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L’Everest Pallanuoto pronta al rientro in vasca “Siamo artefici del nostro destino”

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Dopo la sosta pasquale il lungo Campionato di serie C – Girone 1 di pallanuoto, al quale partecipa anche l’Everest Piacenza Pallanuoto 2018, riprende la sua corsa e per 11 sabati consecutivi, cioè sino al 6 luglio, vedrà ovviamente in scena anche il settebello piacentino.

La seconda piazza, al momento occupata e probabilmente ad inizio stagione non espressamente ambita, proietta la squadra guidata da Fresia ad un finale estremamente interessante. In serie B, dove tra l’altro il Piacenza non potrebbe disputare partite in città e provincia a causa dell’ormai cronica assenza di una piscina dalle dimensioni regolamentari, sarà promossa la prima classificata, mentre la seconda farà uno spareggio secco in quel di Ostia contro la prima classificata delle squadre pugliesi.

Uno dei tanti giovanissimi protagonisti di questa prima parte di stagione è Leonardo Lamoure, classe 1998, che tra l’altro vive queste settimane con l’infortunio alla spalla che lo tiene fermo.

Ti sei fatto male nel riscaldamento a Lodi e proprio nella partita precedente eri sceso nei primi sette in acqua. Come vivi questo momento?

Sono molto dispiaciuto per il mio infortunio perché mi stavo allenando bene, con continuità, e anche il mister aveva preso fiducia in me, facendomi partire titolare nelle ultime partite. Sperando che non sia nulla di grave, non vedo l’ora di rientrare in vasca per allenarmi più forte di prima.

Di fatto una delle vostre armi più forti è proprio quella di avere una panchina lunga. Che vantaggi vi offre in termini tattici?

Il fatto di avere una panchina lunga permette un’ampia rotazione durante la partita in modo tale da far rifiatare tutti i giocatori. È un grosso vantaggio, perché ognuno dà il massimo durante tutta la partita senza stancarsi troppo nei primi minuti.

Siete una squadra molto giovane in continua crescita e con ottime prospettive in futuro, con una età media intorno a 21 anni; dove potete migliorare?

Siamo una squadra molto giovane e coesa, in continua crescita e con grandi prospettive per il futuro. Essendo tutti molto giovani siamo un po’ carenti di esperienza, che spesso ci sarebbe molto utile, ma miglioreremo con il tempo ne sono sicuro.

A quando il tuo rientro e quanto ti pesa stare fuori?

Le tempistiche per il mio rientro variano a seconda di come reagirà la spalla alla terapia, sono molto dispiaciuto perché ero in un periodo di forma, e soprattutto mi dispiace lasciare i miei compagni a questo punto del campionato.

Previsioni per questo girone di ritorno? Chi temi di più voi stessi o gli avversari?

Sono molto fiducioso nella mia squadra, ho degli ottimi presentimenti; non mi fa paura nessun avversario, gli unici che temo siamo solo noi stessi perché siamo noi gli artefici del nostro destino nel bene o nel male.

Gian Biagio Cighetti

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