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Mense, l’amministrazione si difende: “Vicenda strumentalizzata, 700 pasti già veicolati”

Ha tenuto banco per una larga parte del consiglio comunale di Piacenza la vicenda della razionalizzazione della distribuzione dei pasti nelle mense scolastiche.

Con una difesa da parte dell’amministrazione comunale della scelta di risparmiare sulla preparazione di alcune pietanze servite nelle scuole, preconfezionandole. “Si tratta di verdure cotte e arrosti – ha precisato l’assessore comunale Jonathan Papamarenghi – mentre i primi piatti continueranno ad essere cucinati nelle scuole”.

Ad attaccare la giunta per la scelta – che peraltro comporta un risparmio assai limitato di circa 15-20mila euro l’anno – le opposizioni, mentre un gruppo di genitori era presente a Palazzo Mercanti per manifestare il proprio dissenso. L’assessore si è intrattenuto con loro a parlare durante i lavori del consiglio.

Papamarenghi ha ribadito la necessità di un’informazione corretta sul tema delle mense scolastiche, senza strumentalizzazioni. “Se avessimo voluto procedere a un contenimento di costi tout court – ha sostenuto – avremmo portato avanti ben altre iniziative, ricordo che circa 700 pasti già oggi a Piacenza vengono veicolati e la qualità è pressoché identica, certificata da una dietista, dall’Ausl e anche dalla commissione mensa”.

“Non c’è mai stata una sola rimostranza in questi mesi, non si mette in gioco la qualità per risparmiare poche risorse. I menù sono stati modificati per recepire le indicazioni per migliorare la qualità”.

“La preparazione dei pasti inizia di prima mattina – ha ricordato l’assessore – e poi alcuni cibi vengono mantenuti negli scaldavivande, attraverso una veicolazione diversa per ogni turno di refezione. Per 15 portate settimanali cucinate, solamente 4 o 5 i prodotti saranno trasportati, e saranno gli arrosti e le verdure cotte, mentre i primi piatti continueranno ad essere cucinati nelle scuole”.

“Il personale che c’è oggi per servire i bambini in refettorio sarà presente anche domani, lo stesso personale che conosce i nostri ragazzi. Alla luce di queste garanzie vogliamo ristabilire la qualità di quanto fatto fino ad ora”.

“La scelta degli istituti che saranno interessati da questa razionalizzazione tiene conto dei numeri e della presenza di personale interno per la distribuzione dei pasti, non possono passare messaggi avvilenti che vogliono individuare scuole d’elite o meno”.

“Non si partirà dall’oggi al domani – ha precisato Papamarenghi -, a settembre dal nuovo anno scolastico avvieremo il percorso di razionalizzazione che produrrà un risparmio assai limitato, di 15-20mila euro all’anno, proprio perchè vogliamo garantire la qualità”.

Anche il sindaco Patrizia Barbieri ha parlato di strumentalizzazione: “L’assessore Papamarenghi ha fugato tutti i timori, ci sono state comunicazioni errate e strategicamente veicolate da chi vuol fare disinformazione. Alcuni whatsapp sono arrivati anche a me, forse erroneamente, un audio in cui una mamma mi cita come un sindaco a cui non interessa nulla delle mense”.

“C’è stata effettivamente una strategia comunicativa, qualcuno ha voluto mettere in giro una notizia infondata e sono molto dispiaciuta soprattutto per i genitori, perchè se mi arrivasse una notizia distorta che mette in discussione la qualità del servizio e dei cibi distribuiti mi allarmerei anch’io”.

“Mi pare che tre verdure cotte e un arrosto – ha continuato – non facciano la differenza, rispetto all’alta qualità complessiva. Sono dispiaciuta anche per i cuochi e per dipendenti che si sono trovati messi in mezzo, non è stato un bel servizio dato alla comunità. Va bene il confronto, ma non sulle spalle dei bambini e dei loro genitori”.

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